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Topic: NBA  (Letto 148368 volte)

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Offline Sonny Boy

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« Risposta #60 il: Luglio 31, 2011, 08:29:08 am »
La svolta nei rapporti tra Fiba e NBA è arrivata. Il segretario generale della Federazione internazionale, Patrick Baumann, ha annunciato il via libera anche per i giocatori sotto contratto nella NBA che vorranno trasferirsi in Europa (o in Cina) durante il lockout. Come Deron Williams, playmaker dei New Jersey Nets che si è accordato con i turchi del Besiktas, club che ora sogna persino Kobe Bryant. «Il nostro compito è quello di supportare la pallacanestro in tutto il mondo e siamo al fianco dei giocatori che vogliono scendere in campo» ha detto Baumann.

VINCOLO – La Fiba ha però inserito un vincolo per i giocatori sotto contratto che lasceranno la NBA durante la serrata: una volta finito il lockout, con conseguente ripartenza delle attività NBA, i giocatori in questione torneranno immediatamente negli Stati Uniti.

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    « Risposta #61 il: Agosto 02, 2011, 08:21:55 am »
    Non si gioca? I proprietari hanno sbarrato uffici e impianti? Tanto vale darsi da fare. L'arte di arrangiarsi non è più solo una prerogativa napoletana: ormai fa faville pure tra i cestisti della Nba, colpiti dal «lockout», la serrata sine die. Giudicati esosi dai padroni, visto che hanno rifiutato un contratto collettivo al ribasso (per risolvere il vero guaio: le paghe troppo alte delle mezze cartucce), i «pro» del parquet in realtà devono affrontare un dilemma più esistenziale che economico: tirare sera. Si può essere ricchi e si può pure oziare, ma alla fine sai che rottura... Avanti allora con la fantasia. A parte chi ha dato la disponibilità a club del proprio Paese e alle squadre nazionali, a parte coloro che pesano proposte «esotiche» (la Cina, bengodi emergente del basket, ci prova con Chris Paul e Carmelo Anthony), a parte montature mediatiche prive di vera sostanza (Kobe Bryant al Besiktas Istanbul, che peraltro ha già ingaggiato Deron Williams dei Nets? Ma va là...), a parte tutto questo, dicevamo, ci sono storie addirittura inimmaginabili. Così Andrew Bogut, «canguro» dei Milwaukee, si è riciclato come vice coach dell'Australia, mentre Ron Artest, asso dei Los Angeles Lakers e soggetto rissosissimo, è andato in Inghilterra perché tra ottobre e novembre girerà un film. La fantasia - pare - dovrà durare un bel po'. Gli aggiornamenti sul lockout sono infatti pessimi. Ieri le trattative sono riprese, ma sono state subito sospese: se ne riparlerà il 31 agosto.
    Arrivano dunque altre settimane di stallo e si erode la speranza (flebile) che il campionato parta regolarmente in autunno. Quindi: scialuppe a mare. Kevin Eastman, primo assistente dei Celtics, ha disdetto la casa, non abitando a Boston; i Lakers hanno messo in stand by tutti gli scout; altri fior di professionisti cercano lavoro. Rischiano di dover trovare impiego e quattrini per un anno, perché non è vero che l'accordo trovato nel football - a sua volta in serrata - aiuterà. Tutt'altro. Nella Nba, sei padroni hanno pure squadre di hockey ghiaccio e ricordano che un lockout duro risanò la Nhl. Il più risoluto di loro, il patron dei San Antonio, aggiunge che ogni club introiterà 25 milioni di dollari anche se non si giocasse: dunque, l'occasione per mettere in candeggina i conti è ghiotta. «Al momento ogni previsione è azzardata, ma noi allenatori siamo nella "terra di mezzo" e ci sono consentite cose negate ai giocatori», dice Ettore Messina, che non immaginava di iniziare con uno stop l'avventura di vicario ai Lakers. A fine mese volerà in California, ma con un decalogo, fino a nuovo ordine: «Non posso commentare il lockout, non posso usare Twitter, non posso giudicare i giocatori e seguirli in allenamento. E se li incontro per strada, solo un ciao».I cestisti oggi sono reietti e nemmeno scattano le prevenzioni, come i controlli antidroga: pertanto, qualcuno si sarebbe rimesso a sniffare. Nel frattempo, Jalen Rose, ex di varie squadre e oggi commentatore della Espn, il 27 luglio è entrato in prigione: aveva guidato ubriaco. Fatti di marzo, il lockout non c'entra un tubo, c'entrano invece sei Martini bevuti d'un fiato. In attesa che si riprenda a giocare, e che lui ritorni a commentare, Jalen saprà come tirare sera. In galera.

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      « Risposta #62 il: Agosto 03, 2011, 13:02:09 pm »
      Niente e nessuno può più fermare l’ascesa di Kevin Durant! L’ala degli Oklahoma City Thunder, oltre che essersi portato a casa il premio di miglior marcatore dell’NBA nelle ultime due stagioni, si è preso con la forza anche il premio di miglior giocatore nelle Summer League estive. Con il lockout che sta fermando l’NBA non restano che le leghe estive e i campetti per tenersi in forma, divertirsi, e far vedere ai proprietari delle franchigie cosa si perdono se il campionato non dovesse ripartire, ma KD ha francamente esagerato.
      Nella “Mecca” dei playground Mondiali, il Rucker Park di Harlem, alla sua prima visita ufficiale di sempre, ha chiuso una partita con 66 punti! Ripetiamo: 66 punti! Dominando l’incontro e mandando letteralmente in delirio i tifosi assiepati ai lati del campo per rimirare le sue gesta, tanto che più volte l’incontro è stato sospeso per invasioni di campo per andare ad abbracciare e festeggiare Durantula.
      Questo è solo il finale di partita, con Kevin leggermente “on fire“!

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        « Risposta #63 il: Agosto 19, 2011, 09:10:28 am »
        Tutto il mondo insegue le stelle Nba, fermate dalla serrata dei proprietari, tunnel in fondo al quale non si vede la luce. E se Dirk Nowitzki ha detto no al ritorno in Germania ("Non potrei mai scegliere una squadra e scontentare tutte le altre") e Tony Parker ha fatto sapere che giocherebbe solo in Francia per la squadra di cui è proprietario, l'Avel, la stella più corteggiata non è Kobe Bryant (che ha lanciato un appello ai giocatori per "rimanere uniti e solidali" nella lotta contro i proprietari) né LeBron James (in tour promozionale in Cina e Taiwan): il bersaglio numero uno di chi ha soldi da spendere è Kevin Durant.
        FOLLIE DEL CSKA — La stella degli Oklahoma City Thunder, miglior realizzatore delle ultime due stagioni Nba, è uno di quelli che non disdegnerebbero un'esperienza oltre oceano in attesa che si sblocchi la situazione negli Usa. E ha anche fissato una data in cui rendere nota la sua decisione: il primo ottobre. Sul tavolo, grazie al suo agente Aaron Goodwin (uno dei teorici di come le star Nba possano fare soldi a palate anche oltreoceano), troverà un'offerta del Cska Mosca, pronta a mettere sul tavolo un milione di dollari per ogni mese in cui Durant resterà con la squadra. Per il 22enne non sarebbe un salto nel buio, visto che sotto il Cremlino gioca Nenad Krstic, compagno per due stagioni e mezzo a Oklahoma, KD con i Thunder ha un contratto fino al 2016 e la prossima stagione, ammesso che ci sia, guadagnerà 13,6 milioni: perché non aggiungerne qualcuno prima che si riparta?
        LeBron James tra due ali di folla a Shanghai. Reuters
        LA CINA DICE NO — Intanto una delle leghe più appetibili per le star Nba, la Cina (in un paese che si è riscoperto pazzo per il basket come non mai), ha deciso di bloccare sul nascere il possibile esodo. Come? Impedendo le clausole Nba-out, quelle che permettono ai giocatori sotto contratto negli Usa di rientrare nella lega più famosa del mondo a lockout finito. Durante la prima giornata di incontro della Chinese Basketball Association a Shenzhen, è stata diffusa una lista di 108 giocatori in uscita dall'Nba che le squadre cinesi possono mettere sotto contratto per l'intera stagione. E non c'è il nome di Kobe Bryant, che solo qualche ora prima era diventato un giocatore dello Shanxi Zhongyu (a detta del club cinese) con tanto di data di inizio contratto, il primo novembre.
        NBA-GIOCATORI, INCONTRO VICINO? — La star dei Lakers, che ha negato le accuse di aggressione rivoltegli da un uomo dopo un incidente in una chiesa di San Diego, è stato uno dei più attivi nella riunione del sindacato giocatori di martedì a Los Angeles. E ha anche preso la parola davanti a 75 colleghi (compresi Paul Pierce e Blake Griffin), invitandoli "a rimanere uniti e solidali" nella lotta sindacale con i proprietari. Un nuovo capitolo potrebbe essere scritto la prossima settimana, quando giocatori e lega potrebbero tornare ad incontrarsi per la prima volta dal primo agosto, meeting dopo il quale l'Nba ha fatto causa ai giocatori. Il commissioner David Stern, che ha detto di essere in vacanza fino a fine mese, ha già fatto sapere che la stagione si potrà salvare senza la minima variazione solo con un accordo entro il primo weekend di settembre. Le parti restano lontanissime, ma se si incontrassero davvero sarebbe un passo avanti.

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          « Risposta #64 il: Agosto 19, 2011, 09:35:24 am »
          E’ un Kobe Bryant in più che discreta forma quello che è apparso alla Drew League per giocare una partita della lega estiva che ha raccolto le maggiori attenzioni questa estate: la stella dei Los Angeles Lakers, dopo essersi operato qualche mese fa in Germania è tornato a giocare e l’ha fatto lasciando il segno, come sempre del resto. I punti messi a referto sono stati 45, molti dei quali in faccia ad amici/avversari come James Harden (Thunder) e DeMar DeRozan (Raptors), come quello allo scadere che è valso la vittoria alla sua squadra, e con i suoi soliti movimenti di tiro semi inarrestabili; ma Kobe ha anche dato mostra di qualche buona giocata atletica e di assist no look per i compagni.
          Sembra che il riposo forzato dopo l’eliminazione ai playoff dello scorso anno gli abbia fatto bene, così come questo lockout potrebbe essere importante per il suo pieno recupero fisico dai tanti acciacchi. La sua voglia di vincere, invece, non ha bisogno di essere recuperata.

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            « Risposta #65 il: Agosto 23, 2011, 15:07:12 pm »
            Nella palestra di St. Francis, Kevin Durant ha dimostrato ancora una volta di essere uno dei più forti giocatori al mondo; anche la Melo League, infatti, è stata letteralmente dominata dall’ala dei Thunder, che questa estate è stato sicuramente il giocatore NBA più in vista con tutti gli show che ha messo in piedi: Rucker Park; Pro City di Manhattan; Drew League; Goodman League; Dyckman Park.
            Poteva quindi mancare l’appuntamento della Melo League? Assolutamente no. E di conseguenza ecco arrivare anche lo show, i tiri cadendo indietro, le grandi schiacciate, i passaggi no-look. Un costante miglioramento ogni giorno che passa: Durantula è pronto a prendersi in mano l’intera NBA!

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              « Risposta #66 il: Agosto 23, 2011, 15:08:10 pm »
              Era la sfida più attesa dell’estate, la madre di tutte le partite di summer league di questa offseason Nba contrassegnata dal lockout. Nella palestra del Trinity College di Washington, DC, è andato in scena The Capital Punishment, lo scontro tra una selezione di giocatori in rappresentanza della Drew League, la lega più famosa a Los Angeles, e una selezione di players della Goodman League, la summer league della capitale. Insomma Est contro Ovest alla massima potenza. Per la cronaca ha vinto la Goodman 135-134 grazie alla solita sontuosa prova di Kevin Durant, autore di 44 punti, a conferma che è lui, la stella dei Thunder, il premio oscar dell’estate. Durant, tutt’altro che distratto dalle voci che lo vorrebbero in Europa nella prossima stagione, ha griffato la sua gara con alcune giocate entusiasmanti e poi nel finale, ha mandato a bersaglio i tiri liberi del sorpasso e non contento, per essere sicuro di portarsi a casa il foglio buono del referto, ha stoppato il tiro del suo compagno a OKC, barba Harden allo scadere.

              Harden, uno dei migliori rappresentanti della Drew League (ha messo un paio di cinquantelli a inizio estate), ha chiuso con 29 punti mentre Brandon Jennings, altro angeleno, è stato il migliore dei suoi con 34. L’ex giocatore di Roma ha infilato diversi canestri semi impossibili anche se poi ha fallito la tripla della vittoria, prima del recupero e del tiro di Harden stoppato da KD. Nel finale, sul devastante Jennings, è stata determinante la difesa di John Wall. L’ex Kentucky, che a Washington è di casa visto che è l’uomo franchigia dei Wizards, ha messo 6 degli ultimi 10 punti della Goodman è poi si è appiccicato a Jennings impedendogli di scorazzare come aveva fatto fino a quel momento. 28 i punti finali di Wall, che ha detto di essersi divertito al fianco del miglior marcatore della Nba (Durant appunto).
              Ci sono stati anche altri protagonisti, come JaVale McGee, che come al solito si è fatto sentire ad altezze proibitive con schiacciate e stoppate. E poi DeMarcus Cousins, DeMar DeRozan, Gary Neal, Ty Lawson, tutti in campo solo ed esclusivamente per l’amore verso il gioco, dandosi battaglia fino alla fine, perchè poi, nessuno è felice di perdere. Di lockout non si è parlato anche se le parti in causa, i proprietari e l’associazione giocatori, dovrebbero prendere in seria considerazione ciò che è successo in questa estate: moltissimi professionisti hanno preso parte alle summer league perchè la prima cosa per loro è il gioco, puro e semplice. Sì, ci sono i soldi, vero, però un accordo è necessario per salvare the game.
              Godetevi ora le migliori giocate della sfida dell’estate, The Capital Punishment.

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                « Risposta #67 il: Agosto 28, 2011, 09:12:45 am »
                Ron Artest ieri ha cambiato ufficialmente il suo nome diventando Metta World Peace. “E’ un nome che parla di amore, di pace nel Mondo. Tutti possono essere legati al mio nome, anche se non mi stanno vicino. I bimbi devono capire il concetto di pace del Mondo” sono state le sue parole a riguardo.
                Inoltre la prossima stagione ai Los Angeles Lakers indosserà il numero 70: “E’ un numero che ha a che fare con l’universo. Ogni cosa che si ripete. L’universo è uno.”

                 :ahha: :stralol: :rofl:

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                  « Risposta #68 il: Agosto 28, 2011, 09:24:57 am »
                  Io l'ho sempre detto che questo fosse un tossico peggio di Santacroce :look:

                  Intanto da segnalare Wilson Chandler a Milano. Ho la sensazione che Siena quest'anno si mangia il cazzo se non salta il Lockout :ahha:

                    Offline Sonny Boy

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                    « Risposta #69 il: Agosto 29, 2011, 12:00:08 pm »
                    Sembrava tutto pronto per festeggiare il cambio di nome, ma Ron Artest dovrà attendere fino al 16 settembre per poter dirsi ufficialmente Metta World Peace. L’ala dei Los Angeles Lakers, che se verrà confermato il lockout giocherà in Gran Bretagna con i Cheshire Jets, per divertirsi e terminare il film, come detto dallo stesso Ron, è stato stoppato da una corte di Los Angeles. Il motivo? Secondo quanto riporta il network Espn, la portavoce della Corte Superiore, Elizabeth Martinez, ha dichiarato che Artest deve ancora risolvere alcuni problemi giudiziari (accuse penali) e che quindi la questione sul cambio di nome è stata posticipata.

                    Ron Artest, sì, chiamiamolo ancora così, avrà tempo fino al 16 settembre per ripulire la propria fedina e presentarsi alla corte fresco come una rosa, affinchè possa concludersi la strada verso il tanto desiderato Metta World Peace. Questo ritardo non è affatto piaciuto all’ala dei Lakers che non si è presentato in tribunale mentre il suo avvocato, Jill Rubin, ha preferito non commentare la scelta del giudice. Tra l’altro, Artest aveva annunciato su Twitter che tutto era fatto e che aveva in programma un mega barbecue per festeggiare la sua nuova vita da Metta World Peace. Beh, può consolarlo il fatto che avrà almeno altre due settimane per organizzare ancora meglio il suo party….
                    Questa storia del cambio di nome di Artest, da sempre uno a cui piace far parlare di sè, tiene banco dal termine della stagione Nba, dai giorni prima del Draft. La sua decisione pare legata al fatto che stufo di sentirsi insultato con il più classico dei “Fuck Artest” o “I Hate Artest“, abbia pensato che con Metta World Peace, la gente avrebbe smesso di sfotterlo, anche perchè non sarebbe cosa comune dire “Odio la pace nel mondo” o “Vaff… pace nel mondo“. Una trovata che solo un genio incompreso del calibro di Artest poteva centrare. Ma non è finita: ci sarà anche il cambio di maglia. Dopo il 15, Ron per il prossimo anno ha scelto il 70, un numero, dice lui, che ha a che fare con l’universo. Contento lui…

                      Offline 'Lucas

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                      « Risposta #70 il: Agosto 29, 2011, 12:08:05 pm »
                      “E’ un nome che parla di amore, di pace nel Mondo. Tutti possono essere legati al mio nome, anche se non mi stanno vicino. I bimbi devono capire il concetto di pace del Mondo”







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                        « Risposta #71 il: Agosto 29, 2011, 12:15:03 pm »

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                          « Risposta #72 il: Agosto 30, 2011, 12:25:06 pm »
                          Per la rubrica :"Good Fellas"
                          E' uscito dall'Nba dalla porta di servizio, messo all'angolo dopo un confronto stile Far West nello spogliatoio dei Washington Wizards con Gilbert Arenas, dopo tre stagioni e 113 partite. La fine della sua avventura nella più famosa del mondo non dovrà sembrare ora così grave a Javaris Crittenton, 23enne ex Los Angeles Lakers, Memphis Grizzlies e Washington Wizards finito in manette all'aeroporto John Wayne di Santa Ana, California, con l'accusa di omicidio dopo essere finito nella lista dei ricercati anche dell'Fbi.

                          L'ACCUSA — Il mandato di arresto per Crittenton è stato emesso per prima dalla polizia di Atlanta, secondo cui l'ex prodotto di Georgia Tech avrebbe ucciso a colpi di pistola Julian Jones, 22enne madre di quattro figli. L'omicidio sarebbe avvenuto il 19 agosto nella zona sud ovest della città della Coca Cola: secondo la ricostruzione della polizia, Crittenton avrebbe sparato alla Jones per errore, visto che la donna stava camminando in un gruppo di persone in cui c'era anche l'uomo che l'ex giocatore ritiene il colpevole di averlo rapinato lo scorso aprile. Crittenton avrebbe sparato alla Jones da una Chevrolet Tahoe nera che la polizia avrebbe ricondotto a lui. "Sembra che Crittenton abbia visto l'uomo che riteneva essere quello che lo aveva rapinato camminare per strada e abbia deciso di vendicarsi - ha ricostruito il maggiore Keith Meadows della Polizia di Atlanta -. La Jones era per strada proprio in quel momento".

                          RICERCATO — Crittenton ha lasciato la zona di Atlanta mercoledì scorso, destinazione Los Angeles, mentre la polizia della città della Georgia è subito arrivata a lui. Venerdì è arrivato il primo mandato d'arresto, seguito sabato da quello della Polizia di Los Angeles e poi dell'Fbi, che definiva Crittenton "armato e pericoloso". "Ma il signor Crittenton è innocente e vuole ripulire il suo nome" ha detto Brian Steel, l'avvocato del giocatore. Secondo il legale l'ex Wizards, 5,3 punti di media, aveva deciso di costituirsi alla Polizia di Los Angeles, ma quella di Atlanta ha preteso che tornasse in Georgia. Crittenton si stava imbarcando su un volo della Delta Airlines in partenza dall'aeroporto di Santa Ana alle 8 di ieri sera con destinazione la città della Georgia quando l'Fbi gli ha messo le manette ai polsi "senza incidenti". Crittenton ha passato la notte in una prigione californiana, in attesa che il Bureau decida se farlo comparire davanti a una corte federale o spedirlo direttamente in Georgia per rispondere alle accuse.

                          FAR WEST — Crittenton, scelto col numero 19 dai Lakers al draft 2007 (subito dopo Marco Belinelli), in Nba ha lasciato il segno più per quel duello a pistole spianate con Gilbert Arenas che per i suoi numeri sul campo. Nel dicembre 2009, durante una partita a poker su un volo dei Wizards, tra il prodotto di Georgia Tech e Agent Zero scoppiò una discussione per un debito non pagato degenerata in un duello verbale con minacce da parte di Crittenton di sparare al ginocchio malandato di Arenas. Qualche giorno dopo, nell'armadietto del prodotto di Georgia Tech al Verizon Center, Arenas sistemò un cesto con quattro pistole con la scritte: "Scegline una". Crittenton avrebbe poi raggiunto Arenas ed estratto la sua pistola. I due sono stati sospesi dall'Nba per il resto della stagione 2009-10: Crittenton si è dichiarato colpevole di possesso di arma da fuoco nel gennaio 2010 e ha scontato un anno di libertà vigilata. I Wizards lo hanno scaricato appena terminata la sospensione e la sua carriera è proseguita con un'avventura di tre settimane a Charlotte, prima di una tappa in Cina e una in D-League. Ma davanti all'accusa di omicidio tutto il resto passa in secondo piano.
                          « Ultima modifica: Settembre 01, 2011, 08:08:59 am da bastapocho »

                            Offline Sonny Boy

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                            « Risposta #73 il: Settembre 01, 2011, 08:08:16 am »
                            In questi giorni abbiamo imparato a scoprire le leghe estive americane: la scorsa notte è andato in scena una sorta di All Star Game tra Melo League e Goodman Legue, un East vs West “privato”, anche se i giocatori presenti erano davvero i migliori sulla piazza.
                            Ad avere la meglio sono stati i padroni di casa della Melo League, con ovviamente Carmelo Anthony, reale proprietario della palestra, a dominare con 27 punti. Scintillante anche l’apporto di Lebron James autore di 38 punti ed una serie di giocate sopra il ferro davvero incredibili, come vedrete nella Top 10 qui sotto.
                            Per gli sconfitti è stata a dir poco clamorosa la prestazione di Kevin Durant autore di 59 punti… dovunque si giochi, fare canestro è l’ultimo dei problemi per KD!

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                              « Risposta #74 il: Settembre 03, 2011, 08:56:02 am »
                              In una delle gare estive che ha attirato più attenzione negli Usa e nel resto del Mondo, Melo League vs Goodman League, LeBron James e Kevin Durant hanno dato vita a quella che molti siti specializzati d’oltreoceano hanno ribattezzato The Battle. E’ pensiero diffuso che LBJ e KD, Kobe Bryant permettendo, siano i due giocatori più forti offensivamente della Lega, quelli con l’arsenale più ampio e vario, e difficilmente non lo mettono in mostra. Nella partita di beneficienza del 31 agosto, a Baltimore, i due hanno combinato per 95, dicasi 95, punti, mandando in visibilio i 4500 credenti presenti sugli spalti della palestra di proprietà di un altro che quando c’è da segnare scherza poco, ovvero Carmelo Anthony. Durant ne ha infilati 59, mentre LeBron, che ha griffato 36 punti, si è goduto anche la vittoria. Ora si attende la rivincita a Los Angeles tra Drew League e Goodman League: la data è da definire. Di certo sarà spettacolo, come quello messo in scena da The Battle.

                                 

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