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Topic: La rosa del Napoli fino ad adesso, nel mercato delle balle spaziali.  (Letto 283 volte)

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Offline Lucab75

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« il: Luglio 17, 2013, 19:19:13 pm »
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Nel convulso e cangiantissimo universo del calciomercato moderno, siamo sempre a caccia di stelle per la nostra squadra azzurra, ma, sfiorando i pianeti, ci accorgiamo che non di pianeti si tratta, ma di balle giganti. Tutte quelle sparate da gente che ha soffiate che quasi sempre si rivelano farlocche e giornalisti che ancora più spesso si rivelano indovini fallaci a getto d’inchiostro. Ecco allora che, per orientarmi, mi aggrappo alle certezze della squadra così com’è ad ora, mentre sono davanti alla tastiera, con un Cavani in meno e un Albiol in più, dando fede ai tweet presidenziali che invece sono ancora dubbiosi sull’amore di Julio Cesar verso Partenope.
Purtroppo non basta essere certezze perché diano sicurezza. Ma andiamo reparto per reparto. In porta abbiamo al momento De Sanctis, voglioso di andar via e ormai palesemente sfiduciato nei fatti da Benitez: bene che vada, ormai, per questo oltre che l’età che si è fatta sentire l’anno scorso. Poi Rafael, giovane di belle speranze e parate, pare, nei primi scorsi trentini. Il terzo è il mai presente Colombo.
Bene aver ceduto mani di sapone Rosati, il reparto è incompleto e non giudicabile: chi sarà il primo portiere? Mistero ancora insoluto, Julio Cesar ama o no la napoletanità? Aspetto senza sbilanciarmi.
In difesa abbiamo una coppia di centrali: Cannavaro e Albiol. Albiol non mi convince, purtroppo. Ennesima scommessa, un giocatore che ha esperienza sì, ma va recuperato ai livelli di Valencia, quello in versione Real non dà più garanzie di Paolo, se non nel fascino del nome esotico. Dietro, il terribile Fernandez, che le cronache dimaresi raccontano lento e regolarmente ridicolizzato in allenamento da Insigne, Mertens e Callejon. E io devo crederci, perché il ragazzo a me è sempre sembrato scarso, altro che nazionale argentina.
Ai lati dei quattro di difesa, Armero e Zuniga, quest’ultimo riportato a destra: pan chinerebbe Maggio. Christian in quel ruolo ha spesso fatto male in Nazionale, in fase di copertura è come un groviera. Mancherebbe un’alternativa credibile ad Armero poi, dal suo lato i nomi attuali sono quelli di Dossena e Vitale. Un po’ poco, no?
I centrali di centrocampo sono al momento Behrami e Inler. Ho fiducia che Inler riprenda quota con Rafa, Behrami è una garanzia in quel ruolo e fa bene a mettere subito in chiaro con Benitez che deve stare lì e non altrove. Alternative, Radosevic e Gargano, mi rifiuto di considerare la zavorra triste di Donadel. Poca tecnica, il solo Inler ne ha di livello un po’ superiore. Poi i tre dietro la punta del mistero: Callejon a destra, con Pandev come alternativa? Mi sta bene. Non è il meglio, ma mi sta bene. Hamsik centrale con Dzemaili come alternativa? Hamsik è ormai l’unico vero campione che abbiamo, indiscutibile. Dzemaili in quel ruolo ha sprazzi buoni, ma sinceramente è a distanza siderale dallo slovacco: messo come alternativa a Inler ha già fatto vedere di lasciare a desiderare assai, troppo lento e macchinoso: non a caso, spostato avanti ha dato di più, a Mr. Supponenza, ormai passato all’Inter. E a sinistra? Insigne e Mertens. Bene, due piccoletti tecnici e veloci, due che devono trovare il valore più importante. La continuità.
E poi la punta. Al momento non posso sbilanciarmi: c’è solo Calaiò!
Cosa ne esce dal ragù pipp(i)ante di Aurelio, almeno per adesso? Una squadra per me ancora molto debole in difesa, con incertezze nella gerarchia di porta (l’unica che va tenuta rigida, secondo me), con attacco ancora tutto da inventare e buoni giocatori nel trio di supporto, ma che hanno tutto da dimostrare. Insigne compreso.
Oggi il presidente ha cinguettato molto, sbilanciandosi su mire di scudetto e lunga vita in Champions. O sa di cose e trattative a noi ignote, o ha davvero sbagliato stagione per proferire quelle parole. Con 124 milioni, tra budget fissato e incasso uruguagio, è un team il nostro che va assolutamente migliorato. Per ora all’orizzonte vedo una stagione di transizione, da ottavo posto in campionato con scintillii improvvisi, fuochi di paglia e grandi crolli, in ugual misura. Quando si cambia tanto, è probabile che vada così. Ma sono sicuro che quelle probabilità possono abbassarsi molto, a favore di qualcosa di più ambizioso: ma ci vogliono acquisti più coraggiosi, in questo mese e mezzo. Per 124 milioni di motivi, più uno. I tifosi del Napoli.
« Ultima modifica: Luglio 17, 2013, 19:25:14 pm da lucab75 »

     

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