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Topic: Cambiare lavoro/formazione lavorativa a 33 anni?  (Letto 3327 volte)

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Online #amanteroschifo

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« Risposta #90 il: Giugno 27, 2018, 21:07:57 pm »
Aunas ti ho scritto in pvt

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Gli stai consigliando di realizzare un video di 3 minuti su youtube e di passarlo a giggig? :look:

    Online fred74

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    « Risposta #91 il: Giugno 27, 2018, 21:40:07 pm »
    Mi fa piacere come saltate a pie' pari gli aspetti pensionistici, infortunistici, malattie etc della faccenda.
    La laurea presa come si deve e la ricerca del "posto giusto" risulteranno sempre aspetti strategici per pianificare la propria vita.
    Quante volte ho sentito amici con l'attività libera parlare di picchi di guadagni, esempio settore immobiliare, locali, etc salvo poi cambiare dopo poco lavoro perché non girava bene

    Un laureato 90 è come un Idraulico che fa danni. In ogni settore ci sono gli incapaci. Una volta che hai la nomea di coglione sei finito.
    Ok, ma chi non ha le capacità o la voglia di prendersi una laura? Che deve fare per campare?
    Poi in genere chiunque svolge attività libera non è tutelato in caso di infortuni o malattia


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      Offline Delfino.Rossoblu

      • El Pampa Sosa
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      « Risposta #92 il: Maggio 21, 2019, 13:43:49 pm »
      Veramente in Italia abbiamo la percentuale di laureati annui più bassa tra gli stati membri dell'unione europea.
      Inoltre le università italiane se fatte come si deve formano professionisti in grado di farsi valere sia sul mercato interno che su quello europeo molto più di un tedesco o uno spagnolo.
      Sfido chiunque con una laurea in materie scientifiche o economiche con almeno 100 ( e presa in tempi decenti) a rimanere a piedi più di due anni. E' praticamente impossibile; certo non tutti finiscono alla NASA ma il piatto a tavola lo metti in maniera dignitosa.
      In italia c'è un grosso problema di inserimento nel mondo del lavoro di laureati in materie umanistiche, soprattutto dovuto alle difficoltà di accesso all'insegnamento.

      Riesumiamo anche questo topic  :asd: solo per esprimere la mia perplessita sulla reale spendibilita della laurea in economia...per carità, stando alle statistiche è tra le piu gettonate, ma stando invece alle mie esperienze indirette (e di economisti o sedicenti tali ne conosco un bel po') diversi "vivacchiano" sottopagati presso qualche studio contabile, o facendo I ragionieri presso aziendine senza nulla a pretendere. E vi parlo di gente laureata con voti alti. Che dire, magari saranno stati sfigati tutti loro, o non sono voluti emigrare al "Norde"  :look: di fatto, l'unico ben realizzato dopo la laurea in economia, è un amico.di Lecce che peraltro si fermò solo alla triennale, ma dopo fece un master di 12.000euro alla Bocconi, e ora lavora stabilmente a Milano
      3 so le città chiù bell d'u munn.... Budapèst, Bucarèst, e Tard nuestr!

         

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