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Topic: Imprenditore VS dipendente  (Letto 14885 volte)

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« Risposta #30 il: Settembre 14, 2022, 14:59:57 pm »
Non per impicciarmi dei fatti tuoi, ma hai 26 anni e se parli di voler trascorrere 6-7 anni in luoghi paradisiaci allora vuoi dire che hai messo da parte oltre 150 mila euro in, suppongo, 6-7 anni di lavoro.
In luoghi paradisiaci, tra fitti e costo della vita, penso che quanto meno 2000€ al mese dovrai metterli in conto... Parliamo di 24 mila euro annui e se li moltiplichiamo per 7 arrivi a quasi 170 mila euro.

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oddio senza andare in asia/africa e sud america dove magari rischi la vita montenegro e albania hanno lo stipendio medio di 2/300 euro mensili e posti da favola, al doppio del loro stipendio medio 6 anni così cosatno come una bella macchina

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    « Risposta #31 il: Settembre 14, 2022, 15:00:57 pm »
    Il problema fondamentale è che se uno parte da zero o poco più su,
    dipendente significa - appunto - inizialmente schiavo per una graduale "liberazione",
    l'imprenditore è simile, perché schiavo sei comunque essendo inizialmente una partita iva con pochi capitali e pochissimi dipendenti,
    se non solo te stesso.

    Io ho fatto solo il dipendente dopo la laurea: a dicembre "festeggio" i 10 anni di lavoro dipendente, sono riuscito in questi 10 anni a creare una discreta rete professionale e a raddoppiare (a voler essere precisi più del doppio) il mio salario che inizialmente era da ritenersi basso e comunque non sufficiente per una vera indipendenza economica. Il progresso salariale è andato di pari passo con una crescita di responsabilità (a inizio lavoro non firmavo nulla, non potevo andare in galera, oggi invece se ci fosse qualche guaio, bhe mi servirebbe un buon avvocato) e una riduzione del tempo effettivo di lavoro e dello stress mentale tecnico, sostituito da quello organizzativo e dalla gestione dei rapporti e delle risorse.
    Sintesi: guadagno il doppio, lavoro la metà, ma ho molte responsabilità.

    Non ho mai pensato all'alternativa, cioè aprire la partita IVA nel mio ambito professionale, in quanto ero a zero su tutto appena laureato: non avevo una mia auto, non avevo esperienza lavorativa pratica, non avevo capitali, non avevo contatti: dove cazzo mi avviavo?

    Posso dire dunque che il percorso da dipendente sia stato difficile ma non "troppo difficile", alla fine con un po' di impegno sono riuscito a migliorare nettamente la mia posizione e la qualità della vita.
    Potrei dire le cose che dicono tutti al mondo:
    1) Per il lavoro che svolgo, meriterei di più.
    2) Per il percorso che ho affrontato, meriterei di più
    etc.

    Ma ha senso oggi?

    Come già puntualizzato da qualcuno, non esistono più le "masse operaie" siamo tante figure molto diverse l'una dalle altre e ognuno prova a collocarsi al meglio.
    Io conosco operai specializzati che lavorano da soli 4 giorni a settimana e stanno da dio, e conosco gente col posto fisso a un passo dal suicidio, altri operai messi davvero male che lavorano per sciacalli, e conosco anche impiegati che non fanno veramente un cazzo, sia nel privato sia nel pubblico, distinzione che in Italia lascia il tempo che trova, visto che i privati ciucciano dalla mammella pubblica come non mai.

    L'unica cosa che accomuna tutti, ed è un dato incontrovertibile, è la tassazione.
    Basterebbe poco, portare che so il cuneo sotto un tetto massimo del 30% per tutti i redditi sono 100k, per avere un aumento dei consumi e del benessere socioeconomico. Non di certo la flat tax per chi sta sopra 100k non diciamo stronzate.

    In ogni caso io mi ritengo abbastanza soddisfatto, perchè ho dovuto sviluppare il mio percorso di studi+lavoro nel periodo 2007-2022, cioè 15 anni di crisi, tasse, covid, guerre: mi ritengo un sopravvissuto, che in quanto tale vive pure bene.

    "OGGI ABBIAMO CAPITO CHE STIAMO GIOCANDO CONTRO TUTTI" Diego Armando Maradona, giocatore più forte di tutti i tempi, 04/01/1987

    "La sua domanda non merita commento perché è una domanda sarcastica, ingenerosa, impopolare, soltanto frutto di manchevolezza di idee" E. Capuano, 11/01/2004

    "Stai lontano da Maradona! Non ti permettere di nominarlo neanche, non c'entri niente! Vuoi raggranellare qualche cosa di soldini? Furfante! Vai via! Dai solo l'autorizzazione allo stadio senza chiedere neanche una lira e <<shcompari>>! Sei un grandissimo furfante! Non lo nominare! Tu non c'entri niente, che c'entri con Maradona? Non sai neanche chi è! Ti sei buttato come si butta sulla carne morta! Via! Mi fai orrore! Sei il peggior presidente che il Napoli ha avuto! [...] Vuoi raggranellare soldi? Fai il cinepanettone! Hai rovinato anche Cristian De Sica, l'hai buttato nel mischia, nel cesso!" T. Maddaloni, 08/09/2010.

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      « Risposta #32 il: Settembre 14, 2022, 15:12:57 pm »
      detto che il problema ultimamente non sono i "padroni" delle aziende che ormai quasi non esistono più ma che comunque rischiano il prorpio ma i grandi "manager" che hanno stipendi enormi rischiando col culo degli altri

      Ma questo è un errore di chi poi sceglie il manager incapace che ti manda un'azienda sotto sopra ...

      Molti sinistrati ebeti pensano che basti avere soldi per fare altri soldi, ma non è così. Anche investire del denaro per fare impresa è un lavoro e bisogna saperlo fare. Molto più difficile del dipendente che fa cose, sempre e solo quelle ...
      Tra le mansioni dell'imprenditore c'è anche quella di scegliere le giuste professionalità e molto spesso, udite udite, non sono i figli o i parenti ...
      FERLAINO PRESIDENTE!!!!!

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        « Risposta #33 il: Settembre 14, 2022, 15:19:57 pm »
        Il problema fondamentale è che se uno parte da zero o poco più su,
        dipendente significa - appunto - inizialmente schiavo per una graduale "liberazione",
        l'imprenditore è simile, perché schiavo sei comunque essendo inizialmente una partita iva con pochi capitali e pochissimi dipendenti,
        se non solo te stesso.

        Io ho fatto solo il dipendente dopo la laurea: a dicembre "festeggio" i 10 anni di lavoro dipendente, sono riuscito in questi 10 anni a creare una discreta rete professionale e a raddoppiare (a voler essere precisi più del doppio) il mio salario che inizialmente era da ritenersi basso e comunque non sufficiente per una vera indipendenza economica. Il progresso salariale è andato di pari passo con una crescita di responsabilità (a inizio lavoro non firmavo nulla, non potevo andare in galera, oggi invece se ci fosse qualche guaio, bhe mi servirebbe un buon avvocato) e una riduzione del tempo effettivo di lavoro e dello stress mentale tecnico, sostituito da quello organizzativo e dalla gestione dei rapporti e delle risorse.
        Sintesi: guadagno il doppio, lavoro la metà, ma ho molte responsabilità.

        Non ho mai pensato all'alternativa, cioè aprire la partita IVA nel mio ambito professionale, in quanto ero a zero su tutto appena laureato: non avevo una mia auto, non avevo esperienza lavorativa pratica, non avevo capitali, non avevo contatti: dove cazzo mi avviavo?

        Posso dire dunque che il percorso da dipendente sia stato difficile ma non "troppo difficile", alla fine con un po' di impegno sono riuscito a migliorare nettamente la mia posizione e la qualità della vita.
        Potrei dire le cose che dicono tutti al mondo:
        1) Per il lavoro che svolgo, meriterei di più.
        2) Per il percorso che ho affrontato, meriterei di più
        etc.

        Ma ha senso oggi?

        Come già puntualizzato da qualcuno, non esistono più le "masse operaie" siamo tante figure molto diverse l'una dalle altre e ognuno prova a collocarsi al meglio.
        Io conosco operai specializzati che lavorano da soli 4 giorni a settimana e stanno da dio, e conosco gente col posto fisso a un passo dal suicidio, altri operai messi davvero male che lavorano per sciacalli, e conosco anche impiegati che non fanno veramente un cazzo, sia nel privato sia nel pubblico, distinzione che in Italia lascia il tempo che trova, visto che i privati ciucciano dalla mammella pubblica come non mai.

        L'unica cosa che accomuna tutti, ed è un dato incontrovertibile, è la tassazione.
        Basterebbe poco, portare che so il cuneo sotto un tetto massimo del 30% per tutti i redditi sono 100k, per avere un aumento dei consumi e del benessere socioeconomico. Non di certo la flat tax per chi sta sopra 100k non diciamo stronzate.

        In ogni caso io mi ritengo abbastanza soddisfatto, perchè ho dovuto sviluppare il mio percorso di studi+lavoro nel periodo 2007-2022, cioè 15 anni di crisi, tasse, covid, guerre: mi ritengo un sopravvissuto, che in quanto tale vive pure bene.

        Perchè al di là delle puttanate che scrivi qua sopra sei una persona in gamba ed hai messo a frutto le tue capacità, quindi non hai bisogno di lamentarti e poco te ne frega se chi sta sopra di te quadagna tre volte il tuo stipendio, visto che quello che hai già ti soddisfa ...

        Chi si lamenta è spesso chi nella vita non è riuscito e invece di farsi due domande sulle sue capacità dà la colpa al resto del mondo ...
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          « Risposta #34 il: Settembre 14, 2022, 15:21:59 pm »
          Il problema fondamentale è che se uno parte da zero o poco più su,
          dipendente significa - appunto - inizialmente schiavo per una graduale "liberazione",
          l'imprenditore è simile, perché schiavo sei comunque essendo inizialmente una partita iva con pochi capitali e pochissimi dipendenti,
          se non solo te stesso.

          Io ho fatto solo il dipendente dopo la laurea: a dicembre "festeggio" i 10 anni di lavoro dipendente, sono riuscito in questi 10 anni a creare una discreta rete professionale e a raddoppiare (a voler essere precisi più del doppio) il mio salario che inizialmente era da ritenersi basso e comunque non sufficiente per una vera indipendenza economica. Il progresso salariale è andato di pari passo con una crescita di responsabilità (a inizio lavoro non firmavo nulla, non potevo andare in galera, oggi invece se ci fosse qualche guaio, bhe mi servirebbe un buon avvocato) e una riduzione del tempo effettivo di lavoro e dello stress mentale tecnico, sostituito da quello organizzativo e dalla gestione dei rapporti e delle risorse.
          Sintesi: guadagno il doppio, lavoro la metà, ma ho molte responsabilità.

          Non ho mai pensato all'alternativa, cioè aprire la partita IVA nel mio ambito professionale, in quanto ero a zero su tutto appena laureato: non avevo una mia auto, non avevo esperienza lavorativa pratica, non avevo capitali, non avevo contatti: dove cazzo mi avviavo?

          Posso dire dunque che il percorso da dipendente sia stato difficile ma non "troppo difficile", alla fine con un po' di impegno sono riuscito a migliorare nettamente la mia posizione e la qualità della vita.
          Potrei dire le cose che dicono tutti al mondo:
          1) Per il lavoro che svolgo, meriterei di più.
          2) Per il percorso che ho affrontato, meriterei di più
          etc.

          Ma ha senso oggi?

          Come già puntualizzato da qualcuno, non esistono più le "masse operaie" siamo tante figure molto diverse l'una dalle altre e ognuno prova a collocarsi al meglio.
          Io conosco operai specializzati che lavorano da soli 4 giorni a settimana e stanno da dio, e conosco gente col posto fisso a un passo dal suicidio, altri operai messi davvero male che lavorano per sciacalli, e conosco anche impiegati che non fanno veramente un cazzo, sia nel privato sia nel pubblico, distinzione che in Italia lascia il tempo che trova, visto che i privati ciucciano dalla mammella pubblica come non mai.

          L'unica cosa che accomuna tutti, ed è un dato incontrovertibile, è la tassazione.
          Basterebbe poco, portare che so il cuneo sotto un tetto massimo del 30% per tutti i redditi sono 100k, per avere un aumento dei consumi e del benessere socioeconomico. Non di certo la flat tax per chi sta sopra 100k non diciamo stronzate.

          In ogni caso io mi ritengo abbastanza soddisfatto, perchè ho dovuto sviluppare il mio percorso di studi+lavoro nel periodo 2007-2022, cioè 15 anni di crisi, tasse, covid, guerre: mi ritengo un sopravvissuto, che in quanto tale vive pure bene.

          ehm una cosa però il "cuneo" effettivo in italia non è altissimo rispetto ai servizi che si DOVREBBERO avere, il problema non sono le tasse è la qualità dei servizi in cambio

          30% di irpef ad esempio lo paga un single che guadagna 60K annui senza detrazioni,carichi, ecc.
          a 100k si ha il 36% di irpef da single senza un cazzo ma con detrazioni per mutuo,lavori di ristrutturazione, spese sanitarie ecc e ci si riavvicina parecchio a quella soglia



          Ma questo è un errore di chi poi sceglie il manager incapace che ti manda un'azienda sotto sopra ...

          Molti sinistrati ebeti pensano che basti avere soldi per fare altri soldi, ma non è così. Anche investire del denaro per fare impresa è un lavoro e bisogna saperlo fare. Molto più difficile del dipendente che fa cose, sempre e solo quelle ...
          Tra le mansioni dell'imprenditore c'è anche quella di scegliere le giuste professionalità e molto spesso, udite udite, non sono i figli o i parenti ...

          se parliamo di grandi aziende sono scelte politiche (non intese come politica veria ma di equilibri tra le grandi famiglie economiche o gruppi di azionisti)

          Grosso del problema è di fondo: non esistono più singoli proprietari quindi come si incentiva a far bene i dirigenti? con i premi, premi che per ovvi motivi sono a relativamente breve termine non a lunga visione. ES sei la fiat tu vuoi triplicare gli utili ora? bene licenzi tutto  il gruppo ricerca, investi solo nell'immediato, vendi i tuoi migliori brevetti e investi 0 in innovazione, risultato a breve (2-3 anni) grandi profitti grossi bonus ai manager e in 10 anni sei fuori dal mercato :look:

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            « Risposta #35 il: Settembre 14, 2022, 15:28:00 pm »
            Non per impicciarmi dei fatti tuoi, ma hai 26 anni e se parli di voler trascorrere 6-7 anni in luoghi paradisiaci allora vuoi dire che hai messo da parte oltre 150 mila euro in, suppongo, 6-7 anni di lavoro.
            In luoghi paradisiaci, tra fitti e costo della vita, penso che quanto meno 2000€ al mese dovrai metterli in conto... Parliamo di 24 mila euro annui e se li moltiplichiamo per 7 arrivi a quasi 170 mila euro.

            Senza impicciarsi dei fatti suoi eh :look:

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              « Risposta #36 il: Settembre 14, 2022, 15:34:03 pm »
              se parliamo di grandi aziende sono scelte politiche (non intese come politica veria ma di equilibri tra le grandi famiglie economiche o gruppi di azionisti)

              Grosso del problema è di fondo: non esistono più singoli proprietari quindi come si incentiva a far bene i dirigenti? con i premi, premi che per ovvi motivi sono a relativamente breve termine non a lunga visione. ES sei la fiat tu vuoi triplicare gli utili ora? bene licenzi tutto  il gruppo ricerca, investi solo nell'immediato, vendi i tuoi migliori brevetti e investi 0 in innovazione, risultato a breve (2-3 anni) grandi profitti grossi bonus ai manager e in 10 anni sei fuori dal mercato :look:

              Qui andiamo sul grosso, io mi riferisco sempre a piccole medie imprese dove chi gestisce è il titolare che ha investito i suoi soldi.
              E comunque, anche parlando di grosse aziende come la fiat, nel momento in cui sei costretto a licenziare il personale, anche se mi porti profitti nelbreve, non hai fatto un buon lavoro. A menochè non mi dimostri che quel personale era un ramo secco ed improduttivo ...
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                « Risposta #37 il: Settembre 14, 2022, 15:41:39 pm »
                Perchè al di là delle puttanate che scrivi qua sopra sei una persona in gamba ed hai messo a frutto le tue capacità, quindi non hai bisogno di lamentarti e poco te ne frega se chi sta sopra di te quadagna tre volte il tuo stipendio, visto che quello che hai già ti soddisfa ...

                Chi si lamenta è spesso chi nella vita non è riuscito e invece di farsi due domande sulle sue capacità dà la colpa al resto del mondo ...

                Ripeto la situazione oggi è molto specifica, quasi individuale, non per la questione capitalistica o neoliberale, bensì per l'elevato grado di specializzazione raggiunta in qualsiasi settore, che non può che essere un bene per quanto sia molto complessa da gestire.

                Rimanendo nel merito del topic, e rispondendo pure a GPP-Giuseppe, per quanto mi riguarda, urge detassare il più possibile (senza voli pindarici ovviamente) i lavoratori dipendenti e indipendenti. La riduzione del 2022 è un inizio ma va resa più credibile nella distribuzione e più impattante in punti percentuali.

                L'unico fronte comune, politicamente sensibile e tangibile, da nord a sud, che aiuta il giovane commercialista brianzolo e il commesso napoletano, è quello della detassazione, nel senso di concreta e proporzionale riduzione che porti soldi freschi in tasca senza stravolgimenti.
                Questo è quello che serve nel breve periodo, nel medio dovrebbero cominciare a dirci, posto che con meno tasse si lavora con più piacere perchè si guadagna di più, quando smetteremo (= pensione).

                Perché ad oggi dal sito dell'INPS apprendo che il mio turno sarà a 70 anni, quindi significa in tutto 46 anni di lavoro più 24 anni di studio dall'asilo alla laurea.
                Una prospettiva non proprio incoraggiante visto che l'aspettativa media di vita è circa 80 anni, a meno che la medicina non cominci a svoltare sul serio cacciando fuori cure serie che portano a 120-130 anni in buone condizioni  :look:
                "OGGI ABBIAMO CAPITO CHE STIAMO GIOCANDO CONTRO TUTTI" Diego Armando Maradona, giocatore più forte di tutti i tempi, 04/01/1987

                "La sua domanda non merita commento perché è una domanda sarcastica, ingenerosa, impopolare, soltanto frutto di manchevolezza di idee" E. Capuano, 11/01/2004

                "Stai lontano da Maradona! Non ti permettere di nominarlo neanche, non c'entri niente! Vuoi raggranellare qualche cosa di soldini? Furfante! Vai via! Dai solo l'autorizzazione allo stadio senza chiedere neanche una lira e <<shcompari>>! Sei un grandissimo furfante! Non lo nominare! Tu non c'entri niente, che c'entri con Maradona? Non sai neanche chi è! Ti sei buttato come si butta sulla carne morta! Via! Mi fai orrore! Sei il peggior presidente che il Napoli ha avuto! [...] Vuoi raggranellare soldi? Fai il cinepanettone! Hai rovinato anche Cristian De Sica, l'hai buttato nel mischia, nel cesso!" T. Maddaloni, 08/09/2010.

                  Online La tecnica di Meret

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                  « Risposta #38 il: Settembre 14, 2022, 15:42:21 pm »
                  Buonasera bella gente,

                  Non voglio aprire un confronto se è più una chiavica l'imprenditore o il dipendente ma condividere un pensiero con voi che alla fine tra un nick e l'altro comunque virtualmente ci sappiamo da una decina d'anni se non più.

                  Io ormai da qualche mese ho cambiato lavoro, dieci volte peggio dal punto di vista umano/10 volte meglio dal punto di vista remunerativo ma Nun tengo cchiu na vita nel vero senso della parola.

                  A parte questo il pensiero che ultimamente mi assale è ma se lui (il datore ) ha fatto i miliardi dei miliardi perché io mi devo "accontentare" dello stipendio seppur alto ( anche se ormai ho visto che più entrano e più escono).

                  A voi sta voce nel cervello non viene? Cioè alla fine me facc solo io sto problemi?

                  Perché per fare i padroni bisogna essere psicopatici :look:

                  https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S135917892100104X
                  https://www.forbes.com/sites/victorlipman/2013/04/25/the-disturbing-link-between-psychopathy-and-leadership/
                  https://link.springer.com/article/10.1007/s10551-015-2908-6
                  https://www.cnbc.com/2019/04/08/the-science-behind-why-so-many-successful-millionaires-are-psychopaths-and-why-it-doesnt-have-to-be-a-bad-thing.html

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                    « Risposta #39 il: Settembre 14, 2022, 15:56:23 pm »
                    Ripeto la situazione oggi è molto specifica, quasi individuale, non per la questione capitalistica o neoliberale, bensì per l'elevato grado di specializzazione raggiunta in qualsiasi settore, che non può che essere un bene per quanto sia molto complessa da gestire.

                    Rimanendo nel merito del topic, e rispondendo pure a GPP-Giuseppe, per quanto mi riguarda, urge detassare il più possibile (senza voli pindarici ovviamente) i lavoratori dipendenti e indipendenti. La riduzione del 2022 è un inizio ma va resa più credibile nella distribuzione e più impattante in punti percentuali.

                    L'unico fronte comune, politicamente sensibile e tangibile, da nord a sud, che aiuta il giovane commercialista brianzolo e il commesso napoletano, è quello della detassazione, nel senso di concreta e proporzionale riduzione che porti soldi freschi in tasca senza stravolgimenti.
                    Questo è quello che serve nel breve periodo, nel medio dovrebbero cominciare a dirci, posto che con meno tasse si lavora con più piacere perchè si guadagna di più, quando smetteremo (= pensione).

                    Perché ad oggi dal sito dell'INPS apprendo che il mio turno sarà a 70 anni, quindi significa in tutto 46 anni di lavoro più 24 anni di studio dall'asilo alla laurea.
                    Una prospettiva non proprio incoraggiante visto che l'aspettativa media di vita è circa 80 anni, a meno che la medicina non cominci a svoltare sul serio cacciando fuori cure serie che portano a 120-130 anni in buone condizioni  :look:

                    D'accordo su tutto ...
                    FERLAINO PRESIDENTE!!!!!

                    AMICO DI TUTTI, COMPAGNO DI NESSUNO

                      Online George Stobbart

                      • Degustatore di ananassi
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                      « Risposta #40 il: Settembre 14, 2022, 15:56:58 pm »
                      Il problema fondamentale è che se uno parte da zero o poco più su,
                      dipendente significa - appunto - inizialmente schiavo per una graduale "liberazione",
                      l'imprenditore è simile, perché schiavo sei comunque essendo inizialmente una partita iva con pochi capitali e pochissimi dipendenti,
                      se non solo te stesso.

                      Io ho fatto solo il dipendente dopo la laurea: a dicembre "festeggio" i 10 anni di lavoro dipendente, sono riuscito in questi 10 anni a creare una discreta rete professionale e a raddoppiare (a voler essere precisi più del doppio) il mio salario che inizialmente era da ritenersi basso e comunque non sufficiente per una vera indipendenza economica. Il progresso salariale è andato di pari passo con una crescita di responsabilità (a inizio lavoro non firmavo nulla, non potevo andare in galera, oggi invece se ci fosse qualche guaio, bhe mi servirebbe un buon avvocato) e una riduzione del tempo effettivo di lavoro e dello stress mentale tecnico, sostituito da quello organizzativo e dalla gestione dei rapporti e delle risorse.
                      Sintesi: guadagno il doppio, lavoro la metà, ma ho molte responsabilità.

                      Non ho mai pensato all'alternativa, cioè aprire la partita IVA nel mio ambito professionale, in quanto ero a zero su tutto appena laureato: non avevo una mia auto, non avevo esperienza lavorativa pratica, non avevo capitali, non avevo contatti: dove cazzo mi avviavo?

                      Posso dire dunque che il percorso da dipendente sia stato difficile ma non "troppo difficile", alla fine con un po' di impegno sono riuscito a migliorare nettamente la mia posizione e la qualità della vita.
                      Potrei dire le cose che dicono tutti al mondo:
                      1) Per il lavoro che svolgo, meriterei di più.
                      2) Per il percorso che ho affrontato, meriterei di più
                      etc.

                      Ma ha senso oggi?

                      Come già puntualizzato da qualcuno, non esistono più le "masse operaie" siamo tante figure molto diverse l'una dalle altre e ognuno prova a collocarsi al meglio.
                      Io conosco operai specializzati che lavorano da soli 4 giorni a settimana e stanno da dio, e conosco gente col posto fisso a un passo dal suicidio, altri operai messi davvero male che lavorano per sciacalli, e conosco anche impiegati che non fanno veramente un cazzo, sia nel privato sia nel pubblico, distinzione che in Italia lascia il tempo che trova, visto che i privati ciucciano dalla mammella pubblica come non mai.

                      L'unica cosa che accomuna tutti, ed è un dato incontrovertibile, è la tassazione.
                      Basterebbe poco, portare che so il cuneo sotto un tetto massimo del 30% per tutti i redditi sono 100k, per avere un aumento dei consumi e del benessere socioeconomico. Non di certo la flat tax per chi sta sopra 100k non diciamo stronzate.

                      In ogni caso io mi ritengo abbastanza soddisfatto, perchè ho dovuto sviluppare il mio percorso di studi+lavoro nel periodo 2007-2022, cioè 15 anni di crisi, tasse, covid, guerre: mi ritengo un sopravvissuto, che in quanto tale vive pure bene.
                      Per curiosita`, vai oltre i 3.000 netti?

                        Online mtpgpp

                        • Degustatore di ananassi
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                        « Risposta #41 il: Settembre 14, 2022, 16:00:01 pm »
                        Qui andiamo sul grosso, io mi riferisco sempre a piccole medie imprese dove chi gestisce è il titolare che ha investito i suoi soldi.
                        E comunque, anche parlando di grosse aziende come la fiat, nel momento in cui sei costretto a licenziare il personale, anche se mi porti profitti nelbreve, non hai fatto un buon lavoro. A menochè non mi dimostri che quel personale era un ramo secco ed improduttivo ...

                        easy farlo sempre "andiamo in sarcazzia che il costo del lavoro è minore" oppure "ci siamo fusi con la pincopallomotors quei posti di lavoro sono ridondanti"

                        ma non devi licenziare basta non investire, che la fiat (per dirne uno a caso) abbia invesito poco e nulla nell'elettrico e si stia muovendo solo ora è un esempio reale, farà in tempo a recuperare? bhò tra qualche anno vedremo ma nel frattempo i numeri sono stati buoni, è cresciuta con le varie fusioni ecc ed erano investimenti da fare qualche anno facon i risultati da vedere tra qualche anno, per ora l'unico modello elettrico che vende bene è la 500, negli altri segmenti prendono mazzate ovunque mi pare ( e sulle utilitarie a livello di ricerca si investe "meno" dato che servono meno autonomie e consuma meno per dimensioni e peso).

                        Magari c'è il paradosso che conviene aspettare sulle nuove tecnologie per non "sperperare" risorse e sarà una mossa vincente

                          Online Arch Stanton

                          • Degustatore di ananassi
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                          « Risposta #42 il: Settembre 14, 2022, 16:03:54 pm »
                          Ripeto la situazione oggi è molto specifica, quasi individuale, non per la questione capitalistica o neoliberale, bensì per l'elevato grado di specializzazione raggiunta in qualsiasi settore, che non può che essere un bene per quanto sia molto complessa da gestire.

                          Rimanendo nel merito del topic, e rispondendo pure a GPP-Giuseppe, per quanto mi riguarda, urge detassare il più possibile (senza voli pindarici ovviamente) i lavoratori dipendenti e indipendenti. La riduzione del 2022 è un inizio ma va resa più credibile nella distribuzione e più impattante in punti percentuali.

                          L'unico fronte comune, politicamente sensibile e tangibile, da nord a sud, che aiuta il giovane commercialista brianzolo e il commesso napoletano, è quello della detassazione, nel senso di concreta e proporzionale riduzione che porti soldi freschi in tasca senza stravolgimenti.
                          Questo è quello che serve nel breve periodo, nel medio dovrebbero cominciare a dirci, posto che con meno tasse si lavora con più piacere perchè si guadagna di più, quando smetteremo (= pensione).

                          Perché ad oggi dal sito dell'INPS apprendo che il mio turno sarà a 70 anni, quindi significa in tutto 46 anni di lavoro più 24 anni di studio dall'asilo alla laurea.
                          Una prospettiva non proprio incoraggiante visto che l'aspettativa media di vita è circa 80 anni, a meno che la medicina non cominci a svoltare sul serio cacciando fuori cure serie che portano a 120-130 anni in buone condizioni  :look:
                          La iper specializzazione del lavoro, spesso completamente autoreferenziale, è una diretta conseguenza del capitalismo. Ti lascio un link interessante
                          https://evonomics.com/why-capitalism-creates-pointless-jobs-david-graeber/

                            Online mtpgpp

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                            « Risposta #43 il: Settembre 14, 2022, 16:08:18 pm »
                            Ripeto la situazione oggi è molto specifica, quasi individuale, non per la questione capitalistica o neoliberale, bensì per l'elevato grado di specializzazione raggiunta in qualsiasi settore, che non può che essere un bene per quanto sia molto complessa da gestire.

                            Rimanendo nel merito del topic, e rispondendo pure a GPP-Giuseppe, per quanto mi riguarda, urge detassare il più possibile (senza voli pindarici ovviamente) i lavoratori dipendenti e indipendenti. La riduzione del 2022 è un inizio ma va resa più credibile nella distribuzione e più impattante in punti percentuali.

                            L'unico fronte comune, politicamente sensibile e tangibile, da nord a sud, che aiuta il giovane commercialista brianzolo e il commesso napoletano, è quello della detassazione, nel senso di concreta e proporzionale riduzione che porti soldi freschi in tasca senza stravolgimenti.
                            Questo è quello che serve nel breve periodo, nel medio dovrebbero cominciare a dirci, posto che con meno tasse si lavora con più piacere perchè si guadagna di più, quando smetteremo (= pensione).

                            Perché ad oggi dal sito dell'INPS apprendo che il mio turno sarà a 70 anni, quindi significa in tutto 46 anni di lavoro più 24 anni di studio dall'asilo alla laurea.
                            Una prospettiva non proprio incoraggiante visto che l'aspettativa media di vita è circa 80 anni, a meno che la medicina non cominci a svoltare sul serio cacciando fuori cure serie che portano a 120-130 anni in buone condizioni  :look:

                            occhio però ok le misure di emergenza ma detassare in assoluto non è una soluzione.

                            primo perchè se diminuisci le entrate e stop prima o poi ti accappotti (va rimodulato non detassato) secondo perchè il costo della vita si adegua, se i dipendenti avranno 100 euro in più in tasca saliranno di conseguenza i prezzi.

                            Per me bisogna andare in un senso diverso creando più domanda interna e questo lo si fa non solo dando più soldi ma dando la possibilità di spenderli e possibilmente spenderli ridistribuendo.

                            Il milanese che si ammazza di lavoro e guadagna tanto li spende (quello che rimane tolto il carissimoaffitto del monolocale) negli aperitivi a milano, se ha mezza giornata libera ogni settimana magari li porta fuori città e riequilibra con altre zone o al posto di avere tempo solo per l'aperitivo può andare a teatro o altro.

                            Detassare vuol dire ottimizzare e tagliare

                              Online LAGRANGIA

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                              « Risposta #44 il: Settembre 14, 2022, 16:30:22 pm »
                              Per curiosita`, vai oltre i 3.000 netti?
                              A che serve saperlo? Secondo me guadagnare 2mila in una zona a costi della vita bassi è come guadagnare 4mila e oltre a Milano.
                              Inoltre per sapere lo stato economico complessivo bisognerebbe vedere gli estratti conto di tutti  :asd:
                              Ho amici che guadagnano molto meno di me, ma stanno alla grande perchè i genitori gli hanno lasciato la casa o le case (quella per loro più una in affitto = rendita).
                              Siamo delle monadi leibniziane.
                              "OGGI ABBIAMO CAPITO CHE STIAMO GIOCANDO CONTRO TUTTI" Diego Armando Maradona, giocatore più forte di tutti i tempi, 04/01/1987

                              "La sua domanda non merita commento perché è una domanda sarcastica, ingenerosa, impopolare, soltanto frutto di manchevolezza di idee" E. Capuano, 11/01/2004

                              "Stai lontano da Maradona! Non ti permettere di nominarlo neanche, non c'entri niente! Vuoi raggranellare qualche cosa di soldini? Furfante! Vai via! Dai solo l'autorizzazione allo stadio senza chiedere neanche una lira e <<shcompari>>! Sei un grandissimo furfante! Non lo nominare! Tu non c'entri niente, che c'entri con Maradona? Non sai neanche chi è! Ti sei buttato come si butta sulla carne morta! Via! Mi fai orrore! Sei il peggior presidente che il Napoli ha avuto! [...] Vuoi raggranellare soldi? Fai il cinepanettone! Hai rovinato anche Cristian De Sica, l'hai buttato nel mischia, nel cesso!" T. Maddaloni, 08/09/2010.

                                 

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