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sao paulo

    El Pampa Sosa
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La narrazione epica della rivoluzione, l'etichetta di "Comandante" alla guida della marcia verso il palazzo, gli sono state attribuite e cucite addosso dalla nostra fantasiosa e affamata piazza.
Una narrazione leggendaria e affascinante, ma fondamentalmente lontana dalla realtà.

Sarri non può essere colpevole di qualcosa che gli è stato attribuito e che lui non ha mai giurato di essere.
Non ha mai detto di essere un comandante alla guida di qualche ideale nè ha mai giurato fedeltà eterna a qualcuno.
Anzi ha sempre detto (con la schiettezza e sincerità che lo hanno sempre contraddistinto) che allenare a Napoli è molto stressante e non ha mai nascosto l'ambizione di puntare a piazze prestigiose ("con il prossimo contratto mi vorrei arricchire"), così come recentemente ha detto che le bandiere non esistono.
In sostanza ha detto di essere un professionista e non una bandiera, un comandante o un rivoluzionario. Com'è giusto che sia.
Di fatti, come ce n'è stata la possibilità, si è lasciato sedurre da un campionato prestigioso come la Premier dove è andato a guadagnare 6 milioni all'anno. Andrà alla Juve? Amen, camma fa. Dopo tanta gavetta è il suo momento, ha raggiunto la fama ed è normale che ambisca a panchine da top club europeo.

Traditore? Sciocchezze. Non è un traditore oggi, così come non era il paladino della napoletanità prima.
Bisognerebbe smettere di mitizzarlo e certi lutti si elaborerebbero piu in fretta, ma purtroppo l'amore mette le fette di prosciutto davanti agli occhi e porta a inevitabili esagerazioni.


Capisco il bisogno di "eroi", ma di comandanti qua ne è passato uno solo.
Uno solo si è sempre messo in prima fila con la fronte alta e il petto in fuori a difendere i colori, i compagni e una città intera, pronunciando sempre parole da leader vero, anche a distanza di 30 anni.
Solo lui, nessun altro.

Tu scrivi sicuramente delle cose sagge e soprattutto "razionali". Merce sicuramente rara nell'ambiente tifoso, da qualsiasi latitudine si guardi. Questa irrazionalità è la stessa che fa muovere a molti le proprie prese di posizione più da componenti emotive che da analisi che, almeno nelle intenzioni, siano imparziali e non dettate dalla propria "pancia". Quella stessa irrazionalità che fa sí che il calcio, in generale lo sport professionistico praticato da campioni milionari, sia visto non come un gioco, uno spettacolo anche, volendo, ma una guerra di fede. In cui ognuno rifiuta di considerare le ragioni dell'altro anche solo minimamente perché ciò rappresenterebbe la negazione del proprio credo. Non è quindi così sorprendente, anche se triste, vedere scannarsi per i suddetti milionari anche gente che non arriva alla fine del mese, cosa che difficilmente potrebbe avvenire fra i fan di attori o star musicali differenti (o di sport dove il senso di appartenenza è meno tirato in ballo). Questo perché nel calcio il senso di appartenenza, appunto, ed il desiderio di rivalsa sociale, soprattutto in Italia, ma non solo (vedi America Latina), sono più chiamati in causa che altrove. Succede quindi che ciò porti ad autentiche distorsioni (che mi sembra fossero quelle cui facevi riferimento anche tu) per cui tifosi come quelli bianconeri arrivino a considerare come propri, e legittimamente vinti, anche scudetti ritirati in seguito a sentenze passate in giudicato o che dalle nostre parti si aspetti sempre il salvatore, il condottiero, il sub-comandante della situazione che guidi la nostra rivolta contro chi a quanto pare ci impedisce di esaudire i nostri sogni. Ed ecco che finiamo a un Sarri, un bravissimo tecnico che ci ha dato grandissimo lustro dal punto di vista sportivo grazie a un gioco spettacolare frutto della sua esperienza decennale e della sua fortissima etica del lavoro, un lustro che ha potuto fare a meno persino della vittoria di un trofeo (anche solo una Coppa Italia, o un'Europa League: territori dove la presunta o reale dittatura bianconera è un po' meno stringente, senza l'impossibilità attuale di una Champions). Fin qui tutto bene, il problema è che Sarri è stato ammantato di una idealizzazione estrema da "rivoluzionario" proprio in virtù degli elementi che citavo poco fa. Tutta colpa dei tifosi quindi? Ní. È in questo che mi trovo parzialmente a dissentire con te. Senza fare l'elenco di tutte le sue dichiarazioni nel periodo a Napoli c'è da dire che fra dichiarazioni su "retropensiero sulla Juve dei tifosi del Napoli che è anche il mio", riferimenti assolutamente non velati al "potere politico" che andrebbe oltre i maggiori mezzi finanziari e quindi di rosa (cosa cui comunque non mancava di fare riferimento a più riprese), lamentele su calendari e "rigori dati solo a quelli con le strisce verticali", il signor Sarri, di cui pure sono sempre stato un fan sotto il profilo appunto sportivo (l'idealizzazione rivoluzionaria già mi lasciava molto più freddo) e di cui pure ho sempre apprezzato quella che percepivo come schiettezza, non ha poi fatto molto per scrollarsi di dosso tale mitizzazione, anzi oserei dire che l'ha persino cavalcata alla stragrande. Senza di essa forse sarebbe stato un po' meno amato, sotto il profilo extrasportivo, nel suo periodo a Napoli ma magari adesso, se veramente andrà "lí", come pare, sarebbe anche un po' meno attaccabile. Ed anche le sue dichiarazioni post-finale EL sul professionismo ecc. ecc. sarebbero state percepite come meno ipocrite o da retromarcia etica totale. Parlare di tradimento quindi sarà pure eccessivo ma la verità è che lui per primo ha contribuito in passato ad alimentare il suo personaggio ed a creare i presupposti perché adesso possa essere accusato di ciò.

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