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Sonny Boy

    Omar Sivori
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Comunque la principale motivazione di questa rottura al di là dei risaultati sportivi che da tempo non arridono al cavallino rampante sono probabilmente da ascriversi al fatto che a differenza di quanto accaduto con Fiat, non gli sarà riservato un posto nel consiglio di amministrazione nella nuova Fca, la società che nascerà dalla fusione tra Fiat e Chrysler e che il 13 ottobre debutterà a Wall Street.
L’esito positivo ma risicato di questa operazione di ingegneria finanziaria rilancia le illazioni che riguardano proprio la Ferrari. Una sua quotazione separata in Borsa ora viene considerata più probabile. Tre anni fa Marchionne valutava la sola Ferrari 5 miliardi di euro, quanto basta per ridurre in modo non marginale l’indebitamento di Fca. Come ricorda l’agenzia Bloomberg, alla Ferrari l’anno scorso è bastato vendere 7 mila vetture per contribuire con il 12% dell’utile operativo della Fiat, che di auto ne ha vendute 4,4 milioni. In caso di collocamento in Borsa della Ferrari, magari proprio qui a Wall Street, gli investitori americani non si farebbero pregare.

Anno record per i conti Ferrari - Pare che la decisione di lasciarlo fuori, “estromesso senza nemmeno una parola di ringraziamento”, sia all’origine della frattura col gruppo torinese. Giovedì scorso era atteso a Villar Perosa alla festa per i 10 anni di matrimonio di John Elkann e Lavinia Borromeo e non si è visto. Questo divorzio, ha ricordato poi Montezemolo, si sta consumando nell’anno “dei record per i conti della Ferrari”. Giovedì prossimo il consiglio esaminerà il resoconto semestrale della gestione. Nel frattempo, Montezemolo non ha dato le dimissioni.
La questione della fiscalità sul gruppo Fiat, che è lo spunto per l’attacco di Della Valle, è un tema importante anche negli Stati Uniti. L’operazione studiata da Marchionne (quotazione principale alla Borsa di New York, sede legale ad Amsterdam, sede fiscale nel Regno Unito) è di quelle che qui vengono definite “tax inversion”. Sono forme di elusione sempre più sofisticate, hanno suscitato controversie nei casi di Apple, Google, e altri. Sono oggetto di dure critiche da parte dell’Amministrazione Obama che cerca di porvi un rimedio.
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