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Topic: Papa Francesco-Chiesa Cattolica  (Letto 35290 volte)

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Online el barto napoletano

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« Risposta #1050 il: Marzo 20, 2013, 14:42:24 pm »

Barto = Dio
:ovazione:
Sorry but you are not allowed to view spoiler contents.
si ringrazia l'unico staffer che lavora :look:

    Offline Alex_Kalašnikov_da Bari88

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    « Risposta #1051 il: Marzo 20, 2013, 14:42:45 pm »
    Di tutte le armi dell'immenso arsenale sovietico, nulla era più remunerativo dell'Avtomat Kalashnikova, modello del '47... più comunemente conosciuto come AK-47 o Kalashnikov. È il mitra più popolare del mondo, un'arma che tutti i combattenti amano. Un amalgama di 4 chili d'acciaio e legno multistrato. Non si rompe, non si inceppa né si surriscalda. Spara se è coperto di fango o pieno di sabbia. È così facile da usare che anche i bambini possono farlo, e spesso lo fanno. I Sovietici hanno messo l'arma su una moneta, il Mozambico l'ha messa addirittura sulla bandiera. Alla fine della guerra fredda il Kalashnikov divenne il prodotto russo più esportato, prima della vodka, del caviale, e dei narratori suicidi. Una cosa è certa: nessuno si metteva in fila per comprare... le loro automobili.

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      « Risposta #1052 il: Marzo 20, 2013, 14:44:56 pm »
      no significa che è esistito veramente Lenin


      aaaaaaaaa ancora??

      - nerone perseguita i cristiani nel 70 d.C è priovato e documentato. se esistono cristiani nel 70 DC ossia poco tempo dopo la morte di Cristo significa che tale persona è realmente esistita tanto da creare proseliti sia ad occidente sia ad oriente, è difficile pensare che un pescatore ignorante abbia assieme a Paolo e 10 altri fondato una religione su un personaggio non esistito. cosa compravata dai testi di tacito.

      - i testi di Plinio che parlano di Cristiani.
      - Le controversie sui Sever.
      - l'epigrafia di pompei che già accusa una persona di essere cristiana nel 79 d.C
      embè, che nel 70 dc ci fosse qualcuno che scriveva di chi credeva nella parola e nell'esistenza di cristo e che ci sia chi ci creda ancora oggi non implica che cristo esista.
      Casomai implica che qualcuno lo ha scritto.
      Oppure anche la logica non significa più niente?

      Il mio soundcloud
      IL LUNEDI CHE UMILIAZIONE ANDARE IN FABBRICA A SERVIRE IL PADRONE O JUVENTINO CIUCCIAPISELLI DI TUTTA QUANTA LA FAMIGLIA AGNELLI E JUVE MERDA JUVE RUBE MERDA E RUBE MERDA RUBE RUBE MERDA O MERDA MERDA MERDA MERDA MERDA O MERDA MERDA MERDA MERDA MERDA MERDA                                                :patchupa: :capellone: :patchupa: :capellone: :patchupa: :capellone: :patchupa: :capellone: :patchupa: :capellone: :patchupa: :capellone:

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        « Risposta #1053 il: Marzo 20, 2013, 14:47:43 pm »
        embè, che nel 70 dc ci fosse qualcuno che scriveva di chi credeva nella parola e nell'esistenza di cristo e che ci sia chi ci creda ancora oggi non implica che cristo esista.
        Casomai implica che qualcuno lo ha scritto.
        Oppure anche la logica non significa più niente?
        logica?
        a cosa serve quando c'è la bibbia :look:

          Offline Alex_Kalašnikov_da Bari88

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          « Risposta #1054 il: Marzo 20, 2013, 14:56:54 pm »
          embè, che nel 70 dc ci fosse qualcuno che scriveva di chi credeva nella parola e nell'esistenza di cristo e che ci sia chi ci creda ancora oggi non implica che cristo esista.
          Casomai implica che qualcuno lo ha scritto.
          Oppure anche la logica non significa più niente?

          le prove della esistena di Gesù ce li danno i pagani, ossia quelli non di parte.

          Le fonti non cristiane che si sono occupate di Gesù o del Cristianesimo comprendono testi di origine ebraica, romana e greca, oltre al Corano, libro sacro dell'Islam. Dalle notizie di Tacito sulle persecuzioni neroniane, si apprende che il Cristianesimo era già diffuso a Roma negli anni 60. Sempre secondo Tacito, i cristiani erano sufficientemente noti in città da essere accusati ingiustamente dell'incendio di Roma del 64 e condannati ad atroci supplizi nel circo.

          Dopo questi avvenimenti, negli anni 70, sono imperatori Vespasiano e suo figlio Tito, due generali che avevano combattuto in Giudea e conoscevano perfettamente la situazione religiosa e sociale della Palestina dei tempi di Gesù. Non risulta da nessuna fonte antica che il Cristianesimo, a loro necessariamente noto per i fatti accaduti sotto il principato di Nerone, fosse considerato da questi due imperatori una fede priva di collegamento con fatti storici reali. Lo stesso Tacito, d'altra parte, nonostante consideri il Cristianesimo come una 'moda' negativa, cita Ponzio Pilato e la condanna a morte di Cristo (Per troncare le dicerie, Nerone spacciò come colpevoli e sottopose a pene raffinatissime quelli che il popolo chiamava cristiani, odiati per le loro nefandezze. Tale nome veniva da Cristo che, sotto il regno di Tiberio, era stato suppliziato per ordine del procuratore Ponzio Pilato [...]"., Tacito, Annales ). Lo stesso autore rileva comunque come le fonti su Gesù siano più attendibili di quelle disponibili, ad esempio, su Alessandro Magno, le cui biografie originali sono andate perdute e ci sono note solo per l'uso che ne fecero autori di epoche successive[28]. In conclusione, secondo Sanders: "Su Gesù sappiamo parecchio, molto più che su Giovanni Battista, Teuda, Giuda il Galileo, o qualche altro personaggio della stessa regione a lui più o meno coevo"[29].
          Non sono stati trovati documenti d'archivio o archeologici che si riferiscano direttamente a Gesù, le principali notizie storiche su Gesù diffuse dai Cristiani (a voce sin dagli anni 30, e nei Vangeli a partire dagli anni 50) furono evidentemente considerate attendibili dai contemporanei, in particolare dai molti ebrei convertiti al Cristianesimo. Il nucleo originario dei primi Cristiani includeva numerosi contemporanei di Gesù vissuti in Giudea e, fra questi, anche molti che emigreranno successivamente nei vari paesi dell'Impero Romano dopo la Guerra Giudaica del 70 (un evento accaduto quarant'anni dopo la Crocefissione).
           Nonostante la forte rivalità religiosa degli ebrei tradizionalisti nei confronti degli ebrei convertiti al Cristianesimo (in entrambi i gruppi erano presenti testimoni oculari e contemporanei di Gesù), non risulta da nessuna fonte antica l'accusa nei confronti dei Cristiani di aver inventato la vicenda narrata dai Vangeli, cioè non abbiamo alcun autore o storico o letterato contemporaneo di Gesù, o comunque vissuto nel secolo successivo, che affermi che Gesù fosse una "creazione" mitologica dei cristiani. Piuttosto, in alcune fonti ebraiche contrarie al Cristianesimo si avanza il sospetto che i seguaci di Cristo ne avessero occultato il cadavere dopo la morte in croce. Questa diffidenza da parte degli ebrei non-cristiani è peraltro menzionata anche nei Vangeli.
          L'assenza di menzione da parte di scrittori quali Filone di Alessandria, Seneca e Plutarco può indicare che Gesù non ha incontrato il loro interesse. Né poteva essere altrimenti, in quanto la crocefissione di un "criminale" accusato di aver sobillato il popolo contro Cesare, era avvenimento non particolarmente degno di nota. Gesù non scrisse trattati, non ebbe cariche politiche, non predicò in grandi centri urbani (al di fuori di Gerusalemme), e per questo, in poche parole, risultò essere, secondo la definizione di Meyer, un "ebreo marginale" per i suoi contemporanei[30].
          Anche se un noto testimone delle vicende palestinesi del periodo 65-70 d.C., come Plinio il Vecchio, ignora totalmente l'esistenza di Gesù, i lavori di quattro tra i maggiori storici non cristiani (Plinio il Giovane, Giuseppe Flavio, Svetonio e Tacito) contengono passaggi riferiti ai cristiani, alcuni proprio a Gesù. Plinio il Giovane, in una lettera all'imperatore Traiano, considera dal suo punto di vista i cristiani come sacrileghi, per il loro rifiuto di prestare culto alle divinità romane, ma ne riconosce l'integrità morale per quanto riguarda il rispetto delle leggi.

          Svetonio, a proposito di scontri di piazza avutisi a Roma all'inizio degli anni 50, nomina come causa dei disordini un certo "Chrestus". L'identificazione con Gesù di Nazareth è tuttavia incerta, perché le parole greche Chrestòs - "buono, eccellente" - e Christòs - "unto, Messia"- erano infatti pronunciate in modo identico, e pertanto potevano essere facilmente confuse. Non è impossibile che "Chrestus" fosse il nome di un personaggio diverso da Gesù.
          Tacito, negli Annales, riporta notizie più precise, da una fonte che non ci è nota:
          « Il fondatore di questa setta, il Cristo, aveva avuto il supplizio sotto il regno di Tiberio, per ordine del procuratore Ponzio Pilato. Momentaneamente repressa, la funesta superstizione si scatenò di nuovo non soltanto nella Giudea, culla del male, ma in Roma stessa »
          (Tacito, Annali, XV, 44)

          Gli scritti di Giuseppe Flavio contengono informazioni più interessanti, specialmente il Testimonium flavianum, breve passo contenuto in Antichità giudaiche, sebbene vi sia il sospetto che possa essere stato oggetto di interpolazioni da parte di copisti cristiani. Solo recentemente, ad opera del filologo ebreo Shlomo Pines, professore all'Università di Gerusalemme, è stata trovata la forma originaria del Testimonium Flavianum, all'interno della "Storia Universale " di Agapio di Ierapoli,un vescovo e storico di lingua araba vissuto nel X secolo. Tale citazione del Testimonium, non edulcorata e non interpolata, evidenzia come Giuseppe Flavio, senza entrare nel merito della divinità di Gesù, ne parli come personaggio storico realmente esistito. Questa è la versione del testimonium di Agapio:
          « Egli afferma nei trattati che ha scritto sul governo dei Giudei: «In questo tempo viveva un uomo saggio che si chiamava Gesù, e la sua condotta era irreprensibile, ed era conosciuto come un uomo virtuoso. E molti fra i Giudei e le altre nazioni divennero suoi discepoli. Pilato lo condannò a essere crocifisso e morire. E quelli che erano divenuti suoi discepoli non abbandonarono la propria lealtà per lui. Essi raccontarono che egli era apparso loro tre giorni dopo la sua crocifissione, e che egli era vivo. Di conseguenza essi credevano che egli fosse il Messia, di cui i Profeti avevano raccontato le meraviglie». »
          (Traduzione di Shlomo Pines, citata da J.D. Crossan.)

          [31].
          Un'obiezione al Testimonium Flavianum risiederebbe nel fatto che il Patriarca di Costantinopoli Fozio (820-893 d.C.), vissuto al tempo di Agapio di Ierapoli, nella sua analisi sull'opera di Giuseppe Flavio Antichità Giudaiche non fa nessuna menzione di Gesù e dei suoi miracoli[32]. Tuttavia il documento di Fozio viene giudicato da vari studiosi come un ulteriore elemento di supporto all'autenticità del Testimonium[33][34][35].
          I primi scrittori cristiani non fanno però mai riferimento a questi testi, i cui riferimenti a Gesù sono stati scoperti successivamente (ad esempio Sulpicio Severo fu il primo a citare Tacito in merito).
          Alcune delle testimonianze di non cristiani sono molto ostili nei confronti dei cristiani stessi. Questo emerge chiaramente dal testo del pensatore cristiano Origene che, nella sua opera Contra Celsum, discute le tesi del filosofo pagano Celso. L'opera di Origene è l'unica fonte dello scritto di Celso "Discorso vero", a cui l'autore fa riferimento per confutarlo. Il colto pagano Celso afferma che, se è esistito un Cristo storico, si tratterebbe soltanto di un brigante e mistificatore.[senza fonte].
          Un'altra testimonianza non cristiana e decisamente ostile ai cristiani è contenuta nel Talmud Babilonese. Il Talmud Babilonese è considerato un testo sacro dell'Ebraismo. Esso raccoglie in forma scritta la Torah (la Legge) orale, trasmessa a partire da Mosè in forma non scritta dalle varie scuole rabbiniche fino alla caduta di Gerusalemme nella guerra giudaica del 66-74 d.C. Con la distruzione del secondo tempio nel 70 d.C., la fine della successiva guerra di Bar Kokhba contro i Romani (135 d.C.) e l'inizio della diaspora degli ebrei, gli antichi insegnamenti che si tramandavano solo oralmente a commento o integrazione della Torah scritta (i primi cinque libri della Bibbia) furono messi per iscritto per timore che andassero perduti dalle generazioni successive. Il Talmud Babilonese è costituito da una raccolta di discussioni avvenute tra i sapienti (hakhamim) e i maestri (rabbi) riguardanti le applicazioni e i problemi pratici della Torah scritta. Orbene, in un passo di un trattato appartenente al Talmud Babilonese, il Sanhedrin, si accenna ad un personaggio chiamato Gesù. Sanhedrin è il termine che corrisponde al Sinedrio, la più alta istituzione in materia legale che ci fosse presso gli ebrei nel I secolo d.C. Così recita il Talmud:
          « ...Alla vigilia della Pasqua [ebraica], Yeshu fu appeso. Per quaranta giorni prima dell'esecuzione, un araldo gridava "Egli sta per essere lapidato perché ha praticato la stregoneria e ha condotto Israele verso l'apostasia. Chiunque sappia qualcosa a sua discolpa venga e difenda il suo operato". Poiché nessuna testimonianza fu mai portata in suo favore, egli fu appeso alla vigilia della Pasqua. »

          (Soncino Babylonian Talmud, editor I. Epstein, Tractate Sanhedrin, folio 43a, London, Soncino Press, 1935-1948)
          L'edizione del Talmud babilonese qui citata è curata direttamente dal rabbino Isidore Epstein che osserva, tra l'altro, che questo riferimento a Gesù veniva omesso nelle edizioni censurate del Sanhedrin, a conferma del fatto che anche molti interpreti del passato hanno inteso che esso alludesse a Gesù Cristo. Inoltre, sempre dai commenti del rabbi I. Epstein, apprendiamo che un manoscritto (denominato come "M") riporta "Gesù Nazareno" invece che solo "Gesù", mentre un altro manoscritto ancora, invece della frase "egli fu appeso alla vigilia della Pasqua" nella parte conclusiva della citazione di cui sopra, legge: "egli fu appeso alla vigilia del sabato della Pasqua", concordando con il Vangelo di Giovanni[36].
          Di tutte le armi dell'immenso arsenale sovietico, nulla era più remunerativo dell'Avtomat Kalashnikova, modello del '47... più comunemente conosciuto come AK-47 o Kalashnikov. È il mitra più popolare del mondo, un'arma che tutti i combattenti amano. Un amalgama di 4 chili d'acciaio e legno multistrato. Non si rompe, non si inceppa né si surriscalda. Spara se è coperto di fango o pieno di sabbia. È così facile da usare che anche i bambini possono farlo, e spesso lo fanno. I Sovietici hanno messo l'arma su una moneta, il Mozambico l'ha messa addirittura sulla bandiera. Alla fine della guerra fredda il Kalashnikov divenne il prodotto russo più esportato, prima della vodka, del caviale, e dei narratori suicidi. Una cosa è certa: nessuno si metteva in fila per comprare... le loro automobili.

           (Yuri Orlov)

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            « Risposta #1055 il: Marzo 20, 2013, 14:59:27 pm »
            logica?
            a cosa serve quando c'è la bibbia :look:

            ti ho postato 50 prove. che ora tu driblerai dicendo che erano tutti pazzi o che non ci sono prove della reale esistenza di tacito.

            Lo stesso Tacito, d'altra parte, nonostante consideri il Cristianesimo come una 'moda' negativa, cita Ponzio Pilato e la condanna a morte di Cristo (Per troncare le dicerie, Nerone spacciò come colpevoli e sottopose a pene raffinatissime quelli che il popolo chiamava cristiani, odiati per le loro nefandezze. Tale nome veniva da Cristo che, sotto il regno di Tiberio, era stato suppliziato per ordine del procuratore Ponzio Pilato [...]"., Tacito, Annales ).

            Agapio:
            « Egli afferma nei trattati che ha scritto sul governo dei Giudei: «In questo tempo viveva un uomo saggio che si chiamava Gesù, e la sua condotta era irreprensibile, ed era conosciuto come un uomo virtuoso. E molti fra i Giudei e le altre nazioni divennero suoi discepoli. Pilato lo condannò a essere crocifisso e morire. E quelli che erano divenuti suoi discepoli non abbandonarono la propria lealtà per lui. Essi raccontarono che egli era apparso loro tre giorni dopo la sua crocifissione, e che egli era vivo. Di conseguenza essi credevano che egli fosse il Messia, di cui i Profeti avevano raccontato le meraviglie». »
            (Traduzione di Shlomo Pines, citata da J.D. Crossan.)

             dai commenti del rabbi I. Epstein, apprendiamo che un manoscritto (denominato come "M") riporta "Gesù Nazareno" invece che solo "Gesù", mentre un altro manoscritto ancora, invece della frase "egli fu appeso alla vigilia della Pasqua" nella parte conclusiva della citazione di cui sopra, legge: "egli fu appeso alla vigilia del sabato della Pasqua", concordando con il Vangelo di Giovanni[36].

            « Ultima modifica: Marzo 20, 2013, 15:03:44 pm da ALEX.IL.MORALIZZATORE »
            Di tutte le armi dell'immenso arsenale sovietico, nulla era più remunerativo dell'Avtomat Kalashnikova, modello del '47... più comunemente conosciuto come AK-47 o Kalashnikov. È il mitra più popolare del mondo, un'arma che tutti i combattenti amano. Un amalgama di 4 chili d'acciaio e legno multistrato. Non si rompe, non si inceppa né si surriscalda. Spara se è coperto di fango o pieno di sabbia. È così facile da usare che anche i bambini possono farlo, e spesso lo fanno. I Sovietici hanno messo l'arma su una moneta, il Mozambico l'ha messa addirittura sulla bandiera. Alla fine della guerra fredda il Kalashnikov divenne il prodotto russo più esportato, prima della vodka, del caviale, e dei narratori suicidi. Una cosa è certa: nessuno si metteva in fila per comprare... le loro automobili.

             (Yuri Orlov)

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              « Risposta #1056 il: Marzo 20, 2013, 15:00:42 pm »
              le prove della esistena di Gesù ce li danno i pagani, ossia quelli non di parte.

              Le fonti non cristiane che si sono occupate di Gesù o del Cristianesimo comprendono testi di origine ebraica, romana e greca, oltre al Corano, libro sacro dell'Islam. Dalle notizie di Tacito sulle persecuzioni neroniane, si apprende che il Cristianesimo era già diffuso a Roma negli anni 60. Sempre secondo Tacito, i cristiani erano sufficientemente noti in città da essere accusati ingiustamente dell'incendio di Roma del 64 e condannati ad atroci supplizi nel circo.

              Dopo questi avvenimenti, negli anni 70, sono imperatori Vespasiano e suo figlio Tito, due generali che avevano combattuto in Giudea e conoscevano perfettamente la situazione religiosa e sociale della Palestina dei tempi di Gesù. Non risulta da nessuna fonte antica che il Cristianesimo, a loro necessariamente noto per i fatti accaduti sotto il principato di Nerone, fosse considerato da questi due imperatori una fede priva di collegamento con fatti storici reali. Lo stesso Tacito, d'altra parte, nonostante consideri il Cristianesimo come una 'moda' negativa, cita Ponzio Pilato e la condanna a morte di Cristo (Per troncare le dicerie, Nerone spacciò come colpevoli e sottopose a pene raffinatissime quelli che il popolo chiamava cristiani, odiati per le loro nefandezze. Tale nome veniva da Cristo che, sotto il regno di Tiberio, era stato suppliziato per ordine del procuratore Ponzio Pilato [...]"., Tacito, Annales ). Lo stesso autore rileva comunque come le fonti su Gesù siano più attendibili di quelle disponibili, ad esempio, su Alessandro Magno, le cui biografie originali sono andate perdute e ci sono note solo per l'uso che ne fecero autori di epoche successive[28]. In conclusione, secondo Sanders: "Su Gesù sappiamo parecchio, molto più che su Giovanni Battista, Teuda, Giuda il Galileo, o qualche altro personaggio della stessa regione a lui più o meno coevo"[29].
              Non sono stati trovati documenti d'archivio o archeologici che si riferiscano direttamente a Gesù, le principali notizie storiche su Gesù diffuse dai Cristiani (a voce sin dagli anni 30, e nei Vangeli a partire dagli anni 50) furono evidentemente considerate attendibili dai contemporanei, in particolare dai molti ebrei convertiti al Cristianesimo. Il nucleo originario dei primi Cristiani includeva numerosi contemporanei di Gesù vissuti in Giudea e, fra questi, anche molti che emigreranno successivamente nei vari paesi dell'Impero Romano dopo la Guerra Giudaica del 70 (un evento accaduto quarant'anni dopo la Crocefissione).
               Nonostante la forte rivalità religiosa degli ebrei tradizionalisti nei confronti degli ebrei convertiti al Cristianesimo (in entrambi i gruppi erano presenti testimoni oculari e contemporanei di Gesù), non risulta da nessuna fonte antica l'accusa nei confronti dei Cristiani di aver inventato la vicenda narrata dai Vangeli, cioè non abbiamo alcun autore o storico o letterato contemporaneo di Gesù, o comunque vissuto nel secolo successivo, che affermi che Gesù fosse una "creazione" mitologica dei cristiani. Piuttosto, in alcune fonti ebraiche contrarie al Cristianesimo si avanza il sospetto che i seguaci di Cristo ne avessero occultato il cadavere dopo la morte in croce. Questa diffidenza da parte degli ebrei non-cristiani è peraltro menzionata anche nei Vangeli.
              L'assenza di menzione da parte di scrittori quali Filone di Alessandria, Seneca e Plutarco può indicare che Gesù non ha incontrato il loro interesse. Né poteva essere altrimenti, in quanto la crocefissione di un "criminale" accusato di aver sobillato il popolo contro Cesare, era avvenimento non particolarmente degno di nota. Gesù non scrisse trattati, non ebbe cariche politiche, non predicò in grandi centri urbani (al di fuori di Gerusalemme), e per questo, in poche parole, risultò essere, secondo la definizione di Meyer, un "ebreo marginale" per i suoi contemporanei[30].
              Anche se un noto testimone delle vicende palestinesi del periodo 65-70 d.C., come Plinio il Vecchio, ignora totalmente l'esistenza di Gesù, i lavori di quattro tra i maggiori storici non cristiani (Plinio il Giovane, Giuseppe Flavio, Svetonio e Tacito) contengono passaggi riferiti ai cristiani, alcuni proprio a Gesù. Plinio il Giovane, in una lettera all'imperatore Traiano, considera dal suo punto di vista i cristiani come sacrileghi, per il loro rifiuto di prestare culto alle divinità romane, ma ne riconosce l'integrità morale per quanto riguarda il rispetto delle leggi.

              Svetonio, a proposito di scontri di piazza avutisi a Roma all'inizio degli anni 50, nomina come causa dei disordini un certo "Chrestus". L'identificazione con Gesù di Nazareth è tuttavia incerta, perché le parole greche Chrestòs - "buono, eccellente" - e Christòs - "unto, Messia"- erano infatti pronunciate in modo identico, e pertanto potevano essere facilmente confuse. Non è impossibile che "Chrestus" fosse il nome di un personaggio diverso da Gesù.
              Tacito, negli Annales, riporta notizie più precise, da una fonte che non ci è nota:
              « Il fondatore di questa setta, il Cristo, aveva avuto il supplizio sotto il regno di Tiberio, per ordine del procuratore Ponzio Pilato. Momentaneamente repressa, la funesta superstizione si scatenò di nuovo non soltanto nella Giudea, culla del male, ma in Roma stessa »
              (Tacito, Annali, XV, 44)

              Gli scritti di Giuseppe Flavio contengono informazioni più interessanti, specialmente il Testimonium flavianum, breve passo contenuto in Antichità giudaiche, sebbene vi sia il sospetto che possa essere stato oggetto di interpolazioni da parte di copisti cristiani. Solo recentemente, ad opera del filologo ebreo Shlomo Pines, professore all'Università di Gerusalemme, è stata trovata la forma originaria del Testimonium Flavianum, all'interno della "Storia Universale " di Agapio di Ierapoli,un vescovo e storico di lingua araba vissuto nel X secolo. Tale citazione del Testimonium, non edulcorata e non interpolata, evidenzia come Giuseppe Flavio, senza entrare nel merito della divinità di Gesù, ne parli come personaggio storico realmente esistito. Questa è la versione del testimonium di Agapio:
              « Egli afferma nei trattati che ha scritto sul governo dei Giudei: «In questo tempo viveva un uomo saggio che si chiamava Gesù, e la sua condotta era irreprensibile, ed era conosciuto come un uomo virtuoso. E molti fra i Giudei e le altre nazioni divennero suoi discepoli. Pilato lo condannò a essere crocifisso e morire. E quelli che erano divenuti suoi discepoli non abbandonarono la propria lealtà per lui. Essi raccontarono che egli era apparso loro tre giorni dopo la sua crocifissione, e che egli era vivo. Di conseguenza essi credevano che egli fosse il Messia, di cui i Profeti avevano raccontato le meraviglie». »
              (Traduzione di Shlomo Pines, citata da J.D. Crossan.)

              [31].
              Un'obiezione al Testimonium Flavianum risiederebbe nel fatto che il Patriarca di Costantinopoli Fozio (820-893 d.C.), vissuto al tempo di Agapio di Ierapoli, nella sua analisi sull'opera di Giuseppe Flavio Antichità Giudaiche non fa nessuna menzione di Gesù e dei suoi miracoli[32]. Tuttavia il documento di Fozio viene giudicato da vari studiosi come un ulteriore elemento di supporto all'autenticità del Testimonium[33][34][35].
              I primi scrittori cristiani non fanno però mai riferimento a questi testi, i cui riferimenti a Gesù sono stati scoperti successivamente (ad esempio Sulpicio Severo fu il primo a citare Tacito in merito).
              Alcune delle testimonianze di non cristiani sono molto ostili nei confronti dei cristiani stessi. Questo emerge chiaramente dal testo del pensatore cristiano Origene che, nella sua opera Contra Celsum, discute le tesi del filosofo pagano Celso. L'opera di Origene è l'unica fonte dello scritto di Celso "Discorso vero", a cui l'autore fa riferimento per confutarlo. Il colto pagano Celso afferma che, se è esistito un Cristo storico, si tratterebbe soltanto di un brigante e mistificatore.[senza fonte].
              Un'altra testimonianza non cristiana e decisamente ostile ai cristiani è contenuta nel Talmud Babilonese. Il Talmud Babilonese è considerato un testo sacro dell'Ebraismo. Esso raccoglie in forma scritta la Torah (la Legge) orale, trasmessa a partire da Mosè in forma non scritta dalle varie scuole rabbiniche fino alla caduta di Gerusalemme nella guerra giudaica del 66-74 d.C. Con la distruzione del secondo tempio nel 70 d.C., la fine della successiva guerra di Bar Kokhba contro i Romani (135 d.C.) e l'inizio della diaspora degli ebrei, gli antichi insegnamenti che si tramandavano solo oralmente a commento o integrazione della Torah scritta (i primi cinque libri della Bibbia) furono messi per iscritto per timore che andassero perduti dalle generazioni successive. Il Talmud Babilonese è costituito da una raccolta di discussioni avvenute tra i sapienti (hakhamim) e i maestri (rabbi) riguardanti le applicazioni e i problemi pratici della Torah scritta. Orbene, in un passo di un trattato appartenente al Talmud Babilonese, il Sanhedrin, si accenna ad un personaggio chiamato Gesù. Sanhedrin è il termine che corrisponde al Sinedrio, la più alta istituzione in materia legale che ci fosse presso gli ebrei nel I secolo d.C. Così recita il Talmud:
              « ...Alla vigilia della Pasqua [ebraica], Yeshu fu appeso. Per quaranta giorni prima dell'esecuzione, un araldo gridava "Egli sta per essere lapidato perché ha praticato la stregoneria e ha condotto Israele verso l'apostasia. Chiunque sappia qualcosa a sua discolpa venga e difenda il suo operato". Poiché nessuna testimonianza fu mai portata in suo favore, egli fu appeso alla vigilia della Pasqua. »

              (Soncino Babylonian Talmud, editor I. Epstein, Tractate Sanhedrin, folio 43a, London, Soncino Press, 1935-1948)
              L'edizione del Talmud babilonese qui citata è curata direttamente dal rabbino Isidore Epstein che osserva, tra l'altro, che questo riferimento a Gesù veniva omesso nelle edizioni censurate del Sanhedrin, a conferma del fatto che anche molti interpreti del passato hanno inteso che esso alludesse a Gesù Cristo. Inoltre, sempre dai commenti del rabbi I. Epstein, apprendiamo che un manoscritto (denominato come "M") riporta "Gesù Nazareno" invece che solo "Gesù", mentre un altro manoscritto ancora, invece della frase "egli fu appeso alla vigilia della Pasqua" nella parte conclusiva della citazione di cui sopra, legge: "egli fu appeso alla vigilia del sabato della Pasqua", concordando con il Vangelo di Giovanni[36].
              Puoi anche copiaincollare tutto wikipedia, ma niente di tutto questo dimostra che cristo sia esistito veramente.
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                « Risposta #1057 il: Marzo 20, 2013, 15:00:49 pm »
                alex, mi hai convinto, ci sono abbastanza prove sull'esistenza dei cristiani :look:

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                  « Risposta #1058 il: Marzo 20, 2013, 15:02:57 pm »
                  alex, mi hai convinto, ci sono abbastanza prove sull'esistenza dei cristiani :look:
                  :rofl:

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                    « Risposta #1059 il: Marzo 20, 2013, 15:03:08 pm »
                    ti ho postato 50 prove. che ora tu driblerai dicendo che erano tutti pazzi o che non ci sono prove della reale esistenza di tacito.
                    se vuoi le mie risposte fai una ricerca sul forum :asd:


                      Offline Alex_Kalašnikov_da Bari88

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                      « Risposta #1060 il: Marzo 20, 2013, 15:05:18 pm »
                      Puoi anche copiaincollare tutto wikipedia, ma niente di tutto questo dimostra che cristo sia esistito veramente.
                      Che poi tu ci voglia credere nulla quaestio.

                      MA SEI SCEMO? IO TI RIPORTO UN TESTO IN CUI TACITO PARLA DI UN TALE GESU MORTO SOTTO PONZIO PILATO E TU MI DICI CHE NON E' UNA PROVA ATTENDIBILE?????????????
                      Di tutte le armi dell'immenso arsenale sovietico, nulla era più remunerativo dell'Avtomat Kalashnikova, modello del '47... più comunemente conosciuto come AK-47 o Kalashnikov. È il mitra più popolare del mondo, un'arma che tutti i combattenti amano. Un amalgama di 4 chili d'acciaio e legno multistrato. Non si rompe, non si inceppa né si surriscalda. Spara se è coperto di fango o pieno di sabbia. È così facile da usare che anche i bambini possono farlo, e spesso lo fanno. I Sovietici hanno messo l'arma su una moneta, il Mozambico l'ha messa addirittura sulla bandiera. Alla fine della guerra fredda il Kalashnikov divenne il prodotto russo più esportato, prima della vodka, del caviale, e dei narratori suicidi. Una cosa è certa: nessuno si metteva in fila per comprare... le loro automobili.

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                        « Risposta #1061 il: Marzo 20, 2013, 15:07:56 pm »
                        MA SEI SCEMO? IO TI RIPORTO UN TESTO IN CUI TACITO PARLA DI UN TALE GESU MORTO SOTTO PONZIO PILATO E TU MI DICI CHE NON E' UNA PROVA ATTENDIBILE?????????????
                        lol

                        un tale gesù :look:

                          Offline Alex_Kalašnikov_da Bari88

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                          « Risposta #1062 il: Marzo 20, 2013, 15:09:43 pm »
                          lol

                          un tale gesù :look:

                          siete così in mala fede che se vi apparisse dal vero direste che "è vero che mi è apparso un uomo con la barba che ha detto di essere gesù, ma non mi ha mostrato un documento e quindi non è provabile"
                          Di tutte le armi dell'immenso arsenale sovietico, nulla era più remunerativo dell'Avtomat Kalashnikova, modello del '47... più comunemente conosciuto come AK-47 o Kalashnikov. È il mitra più popolare del mondo, un'arma che tutti i combattenti amano. Un amalgama di 4 chili d'acciaio e legno multistrato. Non si rompe, non si inceppa né si surriscalda. Spara se è coperto di fango o pieno di sabbia. È così facile da usare che anche i bambini possono farlo, e spesso lo fanno. I Sovietici hanno messo l'arma su una moneta, il Mozambico l'ha messa addirittura sulla bandiera. Alla fine della guerra fredda il Kalashnikov divenne il prodotto russo più esportato, prima della vodka, del caviale, e dei narratori suicidi. Una cosa è certa: nessuno si metteva in fila per comprare... le loro automobili.

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                            « Risposta #1063 il: Marzo 20, 2013, 15:12:09 pm »
                            siete così in mala fede che se vi apparisse dal vero direste che "è vero che mi è apparso un uomo con la barba che ha detto di essere gesù, ma non mi ha mostrato un documento e quindi non è provabile"
                            sono dei san tommasi  :look:
                            La speranza è una cosa buona, forse la migliore delle cose. E le cose buone non muoiono mai.{Le Ali della Libertà}
                               
                               
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                              « Risposta #1064 il: Marzo 20, 2013, 15:12:16 pm »
                              siete così in mala fede che se vi apparisse dal vero direste che "è vero che mi è apparso un uomo con la barba che ha detto di essere gesù, ma non mi ha mostrato un documento e quindi non è provabile"
                              il giorno in cui comincio ad avere le allucinazioni mi farò curare :look:

                              in mala fede sei tu. a me non cambia niente l'esistenza o meno di gesù, possiamo dire la stessa cosa di te?

                                 

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