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Topic: MOSTRUOSE CREATURE PREISTORICHE VIVONO NEI REMOTI LAGHI SIBERIANI?  (Letto 922 volte)

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Online Yavonz Fomentator

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« il: Marzo 10, 2013, 12:29:19 pm »
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Mostri antidiluviani, ovvero dinosauri acquatici, abitano le misteriose profondità di alcuni laghi delle remote regioni artiche siberiane?

Esistono tradizioni storiche e, quel che più conta, segnalazioni recenti, relative alla presenza di ittiosauri, o giganteschi serpenti di mare, o, comunque, creature sconosciute di notevoli dimensioni, relative a quasi tutti i grandi bacini lacustri della Terra: dalle regioni boreali, particolarmente il Canada, la Scandinavia e l'Arcipelago Britannico, alle più lontane regioni australi, come il Lago Eyre in Australia o il Lago Nahuel Huapì ai piedi della Cordigliera delle Ande, in Argentina, non lungi dal confine con il Cile.
Fra tutte queste tradizioni e segnalazioni, alcune provengono dalla Siberia orientale, particolarmente dai due laghi di Labynkyr, nella Iacuzia, e di Khyeyr, situato a una distanza non troppo grande dalle coste perennemente gelate del Mar Glaciale Artico.
Se di queste elusive presenze si parla, almeno in Occidente, molto meno che delle loro congeneri europee e nordamericane, come quella di Nessie per il Lago di Loch Nessin, in Scozia e quella di Ogopogo per il Lago Okanagan, in Canada, ciò è dovuto, forse, alla cortina di riserbo che, da sempre, l'Unione Sovietica prima, e la Repubblica Russa poi, hanno mostrato nei confronti dell'Occidente; tuttavia, in almeno una occasione quella cortina era stata abbassata.
Ciò accadde nel 1964, quando nel resto del mondo rimbalzò, dall'Unione Sovietica, la notizia che un gruppo di scienziati, undici anni prima, aveva rilevato la presenza di una straordinaria creatura acquatica nel Lago Labynkyr, e che ora si stava allestendo una importante spedizione scientifica per verificare la cosa sul posto, mentre altre campagne di ricerca erano state nel frattempo condotte, ma senza ottenere i risultati sperati.
La "Domenica del Corriere" (1) riprendeva la notizia in prima pagina con una tavola del celebre disegnatore Walter Molino, sotto il titolo alquanto sensazionalistico: "Caccia al mostro"; e così la presentava ai suoi lettori nel trafiletto di apertura: "Sulle indicazioni dello scienziato sovietico Victor Tyerdokherbov, che nel 1953 riferì di avere avvistato un enorme mostro presso Omiakon, in Siberia, una spedizione scientifica russa è partita in questi giorni per dare la caccia allo strano essere"; e proseguiva nell'interno con un ampio servizio.
L'illustrazione di Molino raffigurava il "mostro" proprio come lo scienziato russo, che per primo lo vide, l'aveva descritto: il corpo simile a una sorta di gigantesca botte del colore dello stagno lucido; e, particolare più impressionante ancora, la presenza di due occhi, se pure erano tali, di un rosso acceso e distanziati circa un metro l'uno dall'altro, che conferivano alla creatura un aspetto particolarmente pauroso e quasi surreale, come di "cosa" venuta da un altro mondo. L'effetto è quello che produce, nel lettore di Lovecraft, la descrizione dei cosiddetti Grandi Antichi (2).
Occorre ricordare che fin dal 1940 la "Domenica del Corriere" - insieme ad altri periodici e quotidiani italiani - aveva dedicato un certo spazio alla notizia dell'avvistamento di un mostro lacustre proprio nelle acque di casa nostra, e precisamente nel Lago di Como, il cosiddetto Lariosauro; una creatura della quale si è poi sempre continuato a parlare, sia pure sporadicamente, fino ai nostri giorni.

Evidentemente, la stampa periodica e quotidiana italiana godeva di una maggiore indipendenza intellettuale rispetto al rigido e, sovente, ottuso scientismo imperante ai nostri giorni; pur senza prendere per oro colato certe notizie, non mostrava un timore esagerato di esporsi al dileggio, alla critica demolitrice ed al ricatto culturale dell'ortodossia scientifica.
È pur vero che, allora, non esistevano gli attuali metodi. quasi terroristici. per imporre quella ortodossia; né esistevano autoproclamati comitati di salute pubblica, stile CICAP., in funzione di zelante polizia ideologica. Ciò detto, chiudiamo la parentesi e torniamo al mistero dei laghi siberiani.

Scriveva in proposito il ricercatore indipendente Peter Kolosimo, pioniere di questo genere di studi nel nostro Paese, nel suo famoso libro "Il pianeta sconosciuto" (3):

«Da parecchie [...] altre parti della Gran Bretagna ci pervengono, intanto, notizie della comparsa di terrificanti creature: sembra si sia fatta rivedere anche quella che fa correre da tempo un brivido lungo la schiena degli abitanti di Matlock, nel Derbyshire.
In quei dintorni esiste una profonda caverna, sfruttata un tempo come miniera di piombo, con numerose ramificazioni inesplorate e un grande lago sotterraneo. Il funzionario d'una compagnia mineraria e due minatori vi sparirono misteriosamente verso la fine del secolo scorso; si salvò solo un terzo minatore che, rimasto indietro, riferì poi d'aver udito un tremendo rumore, "come l'agitarsi di un'enorme bestia".
Nel 1961 un gruppo speleologico guidato da Frank Brindley esplorò la caverna, trovando sulle sponde del lago le impronte mostruose d'una zampa, munita di grossi artigli, impronte che - larghe almeno 30 centimetri, lasciate di recente - furono osservate nel corso d'una successiva spedizione.
"Gettammo alcune pietre nelle acque - racconta Brindley - e scorgemmo una grande figura scura muoversi sull'altra riva del lago. Poi vedemmo l'acqua incresparsi ed udimmo, alfine, un possente tonfo".
Nemmeno l'Unione Sovietica scherza, però, in fatto di mostri. Uno dei più famosi è quello del lago Labynkyr, in Iacuzia (Siberia), avvistato per la prima volta da uno studioso nel 1953; fu il geologo V. Tjerdokherbov, a trovarglisi di fronte. "Il corpo, uscito stillante dalle acque - egli disse - assomiglia a un'enorme botte di stagno lucido. Il mostro ha due protuberanze molto pronunciate sul capo, distanti circa due metri l'una dall'altra. Ho avuto l'impressione che fossero gli occhi della bestia."
Cinque spedizioni sono state inviate sul posto, ed altre si sono accampate sulle sponde di un secondo lago siberiano, quello di Khyeyr, 150 chilometri a sud del Mar Glaciale Artico.
Da tempi immemorabili correvano voci terrificanti sul desolato specchio d'acqua, tanto che nessuno osava accostarsi alle sue rive. L'Università di Mosca finì per inviare sul luogo, nell'autunno 1964, un gruppo di studiosi. Ed il biologo professor N. Gladkikh, mentre si trovava da solo in perlustrazione, ebbe la ventura di scorgere il bestione.
"Vi fu un gran movimento sulla superficie delle acque - egli racconta alla Komsomolskaia Pravda - poi vidi emergere quell'orribile animale simile ad un ictiosauro. Rimase fermo per qualche secondo, quindi nuotò velocemente verso la riva e s'addormentò nella terraferma. Ha una testa molto piccola su un collo lunghissimo, serpentiforme. Il suo grosso corpo nero è quasi per intero coperto di squame."
Gladkikh avrebbe certo corso il rischio di cadere nel ridicolo, narrando un fatto di cui era stato l'unico testimone. Ma qualche giorno dopo anche a due suoi colleghi capitò d'osservare il mostro.
"Potete immaginare la nostra sorpresa, - essi dichiararono - restammo allibiti; ci convincemmo che la leggenda del lago ha senza dubbio un fondamento reale."»

Tuttavia, né la spedizione del 1964, riferita dal "Corriere della Sera", né altre quattro, sono riuscite a far luce sulla presenza delle creature preistoriche nel Lago Labynkyr; la stessa cosa vale per l'altro lago siberiano, il più settentrionale Khyeyr.
Il Lago Labynkyr si trova a circa 150 km dal luogo abitato più vicino, il villaggio di Tontor, in una delle zone più fredde in assoluto del nostro Pianeta. Oimiakon, infatti, la città più vicina, è considerata il "polo del freddo" e vi si registrano temperature che scendono fino a settanta gradi centigradi sotto lo zero.
Stranamente - e il fenomeno non è ancora stato spiegato in modo soddisfacente - le acque del lago, che sono profonde una sessantina di metri, non ghiacciano mai completamente, nemmeno in pieno inverno.
Non ci sono strade per arrivarvi, e tanto meno strade asfaltate: l'unica maniera di raggiungerlo è a cavallo o a bordo di piccoli aeroplani, con l'elicottero o con il fuoristrada.
Non c'è, quindi, un giro turistico che possa speculare sulle apparizioni del mostro: nessun albergo, nessuna attività economica che potrebbe giovarsi di una leggenda costruita ad arte, come si può sospettare per altri casi del genere, specialmente in Europa.
D'altra parte, esistono numerose testimonianze di abitanti del luogo, parecchie decine in tutto, che parlano concordemente della presenza del mostro, del suo aspetto spaventoso, della sua evidente aggressività; ed è difficile immaginare che la loro sostanziale concordanza non tragga origine da avvistamenti di qualcosa di reale.
Oltre a ciò, bisogna osservare che tali testimonianze incominciano ad essere segnalate a partire dagli ultimi anni del XIX secolo, vale a dire molto prima che, in Europa, sulla scia del mostro di Loch Ness, avesse origine la moda - se così vogliamo chiamarla - dei dinosauri acquatici.
Un terzo mostro, oltre a quello del Labynkyr e del Khyeyr, sarebbe stato avvistato sulle acque di un terzo lago siberiano, il Vorota, che si trova a soli venti chilometri da quello di Labynkyr.
Alcuni studiosi hanno perciò avanzato l'ipotesi che i due laghi siano collegati da una qualche galleria sotterranea che consentirebbe ad un unico gruppo di creature - non ad un'unica creatura, perché una sola creatura non avrebbe potuto, evidentemente, riprodursi e sopravvivere - di spostarsi abbastanza agevolmente da un bacino all'altro.
In ogni caso, il mondo scientifico russo non si è lasciato scoraggiare dal fallimento delle spedizioni appositamente organizzate per chiarire il mistero del Lago Labynkr; e, alcuni anni fa, una nuova campagna di ricerca è stata condotta con l'ecoscandaglio che, per la verità, ha rivelato la presenza di lunghi esseri vivi in movimento.
Gli esiti di questo nuovo tentativo sono stati divulgati dalla professoressa Liudmila Emilianova, una biologa di Mosca, dalle pagine della rivista "Itoghi".
Gli studiosi russi hanno concluso lasciando spazio all'ipotesi che delle creature simili ad ittiosauri abitino realmente nelle acque profonde del Labynkyr.
La Emilianova, in particolare, si dice persuasa che le testimonianze degli indigeni, da lei raccolte, siano degne di fede; una, in particolare, parla di una barca da pesca, lunga dieci metri, rovesciata dall'emergere improvviso di una grande creatura acquatica.
In genere, i racconti degli abitanti del posto sottolineano l'aspetto feroce del mostro e la sua voracità: lo dicono capace di divorare cani, renne ed anche esseri umani con un solo movimento delle mandibole. Dicono che la bestia trasuda malvagità e ne hanno un sacro terrore; ne parlano come di una creatura viva e reale, non come di un mito o una leggenda che si perda nelle nebbie di qualche remota tradizione orale.
Questo dei laghi siberiani è un grande mistero della criptozoologia; oppure, forse, è un grande mistero dell'occulto, perché - come abbiamo ipotizzato altra volta - le apparizioni delle mostruose creature lacustri potrebbero anche essere, almeno in parte, la manifestazione di entità di natura spirituale, probabilmente non benevola, per le quali sarebbe vano cercare "prove" materiali, nel senso comune della parola.
Una volta lo scrittore inglese Gilbert K. Chesterton ha osservato in un suo racconto (4):

«La mente moderna confonde sempre tra loro due idee diverse: mistero nel senso di ciò che è meraviglioso e mistero nel senso di ciò che è complesso. In questa confusione consiste tutta la difficoltà dei miracoli. Un miracolo è sorprendente, ma è semplice. È semplice perché è un miracolo. È una forza che viene direttamente da Dio - o dal diavolo - anziché indirettamente, attraverso la natura o la volontà umana.»

Ora, se le creature lacustri dei laghi siberiani, così come quelle di altri laghi sparsi su tutta la superficie del Globo terracqueo, appartengono a qualche specie zoologica non ancora riconosciuta dalla scienza, il mistero da esse rappresentato è di natura puramente materiale e, quindi, relativamente semplice.
Si tratta di capire come esse abbiano potuto passare quasi inosservate, nonostante le loro ragguardevoli dimensioni; come possano alimentarsi, riprodursi, sopravvivere in un mondo ormai densamente antropizzato; e, soprattutto, come abbiano potuto sfuggire all'estinzione, se effettivamente si tratta di specie preistoriche.
Il caso del Celacanto, un grande pesce fossile trovato, vivente, nelle acque del Sud Africa, a partire dal 1938, dimostra - peraltro - che ciò non è affatto impossibile, né teoricamente, né praticamente; per non parlare del Varano di Komodo, un sauro lungo tre metri e mezzo, dunque delle dimensioni di un piccolo drago, scoperto solamente nel 1912 e la cui presenza, in quanto animale terrestre, appare ancora più stupefacente che non sia stata mai rilevata prima del XX secolo.
Il caso del misterioso abitante del Lago Labynkyr, in particolare, si segnala nelle cronache della criptozoologia per il fatto di essere stato riportato da tre testimoni oculari, che sono anche scienziati di professione; è pur vero che sono venute a mancare successive conferme, nonostante le campagne di ricerca appositamente intraprese.
I laghi siberiani, comunque, giacciono generalmente sul fondo di fosse tettoniche e raggiungono anche profondità notevolissime, che culminano nel Bajakal, il lago più profondo della Terra, a ben 1.620 metri sotto la superficie circostante: un volume enorme di acqua dolce, capace di ospitare una fauna e una flora estremamente ricche e diversificate.
Dalla descrizione, comunque, risulta che la creatura sarebbe diversa sia dal mostro di Loch Ness, che da altri analoghi segnalati altrove: con un corpo molto più massiccio e con una testa più grande, dotata d'una bocca capace di ingoiare in un boccone animali delle dimensioni di una renna; e, inoltre, privo del lunghissimo collo sinuoso, tipico dei dinosauri acquatici.
Se, viceversa, queste creature, o alcune di esse, non appartengono al mondo fisico, ma all'ambito dei fenomeni supernormali, allora ci troveremmo in presenza di un mistero d'altro genere: un mistero complesso, come direbbe Chesterton; molto più complesso di quelli posti dalla sopravvivenza di antiche specie viventi di grossa mole in un habitat che, per quanto vasto e remoto, è tuttavia pur sempre limitato e circoscritto.
È chiaro che, in tal caso, non da biologi dovrebbero essere composte le spedizioni organizzate dall'Accademia delle Scienze di Mosca, ma da ricercatori d'altro genere: da parapsicologi, da studiosi dei fenomeni occulti e, forse - come ipotizzava il pastore anglicano Donald Omand, sempre a proposito di Nessie e di altre creature analoghe che abiterebbero in certi laghi scandinavi - di un sacerdote esorcista (5).
Perché, se fosse giusta questa ipotesi, ci si troverebbe a dover fare i conti non con creature di carne ma con delle vere e proprie emanazioni del Male, il cui scopo è quello di spaventare e danneggiare gli esseri umani, in ogni maniera possibile: fisica, psicologica e, soprattutto, morale.
Come dice San Paolo nell'Epistola agli Efesini (6,11-12):

«La nostra battaglia, infatti, non è contro creature fatte di sangue e di carne, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti.»


francescolamendola@yahoo.it
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    « Risposta #1 il: Marzo 10, 2013, 12:51:46 pm »
    rieducational channel.....
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    Il mio soundcloud
    IL LUNEDI CHE UMILIAZIONE ANDARE IN FABBRICA A SERVIRE IL PADRONE O JUVENTINO CIUCCIAPISELLI DI TUTTA QUANTA LA FAMIGLIA AGNELLI E JUVE MERDA JUVE RUBE MERDA E RUBE MERDA RUBE RUBE MERDA O MERDA MERDA MERDA MERDA MERDA O MERDA MERDA MERDA MERDA MERDA MERDA                                                :patchupa: :capellone: :patchupa: :capellone: :patchupa: :capellone: :patchupa: :capellone: :patchupa: :capellone: :patchupa: :capellone:

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      « Risposta #2 il: Marzo 10, 2013, 13:04:10 pm »
      sono i pokemon leggendari
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        Offline Onisco

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        « Risposta #3 il: Marzo 10, 2013, 13:05:25 pm »
        sono i pokemon leggendari
        Io e un mio amico da piccoli dicevamo che nella grotta azzurra c'era Kyogre
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          « Risposta #4 il: Marzo 10, 2013, 13:12:33 pm »
          Io e un mio amico da piccoli dicevamo che nella grotta azzurra c'era Kyogre
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          invece er solo munnez :look:
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            Online Samoth

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            « Risposta #5 il: Marzo 11, 2013, 16:38:14 pm »
            sono bolscevichi

               

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