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Topic: La pizza è una cosa seria  (Letto 40446 volte)

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Offline chughino

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« Risposta #630 il: Febbraio 27, 2018, 19:41:44 pm »
Wa e che maciell che stat cumbinan

Palefiè che ti ho smontato?!

cmq tornando a noi... le cose che non mi tornano del tuo post:

è abbastanza risaputo che il ricarico sul costo piatto è X4 non 200%;

sono grandemente in disaccordo. seguendo questo ragionamento nessun alimento andrebbe "rivisitato" e poi se ci mettono gourmet vicino è proprio per distinguerlo dalla versione base e popolare del piatto.

Se tu non senti differenza tra un impasto di una pizzeria che vende le pizze a 2.5€  e l'impasto per dire de "la notizia" secondo me tieni problemi al palato seri.

 Anche di meno, e ti trovi con il x4 che ti ho menzionato sopra. Inoltre non consideri i costi del legno che serve ad accendere il forno e anche il legno costa.

 costa di meno e ti trovi sempre con il X4 che ti ho scritto sopra, se da un lato è vero che non vedi pizzerie che falliscono è vero anche che non vedi pizzaioli con il mercedes, tralascio ovviamente le pizzerie più famose, ad ogni modo la domanda c'è ed è assolutamente normale che non falliscano, anche se mi spiace dirlo ma alcune che hanno chiuso ci sono e come, (pizzeria via campegna, faceva le margherite a 2€ è fallut)


 
X4 = 12

 
ma che cazz sta dicenn?


a) Non è vero che 70 anni fa si usavano i prodotti DOP, nemmeno esistevano i disciplinari
b) è giusto che chi vuole mangiare una pizza lievitata in modo più digeribile e che quindi ci metta più tempo, che invece della spalla di maiale ci vuole il san daniele perchè gli piace di più che i pomodorini li vuole in un certo modo e tante altre belle cose la paga il di più, non ci sta niente di scandaloso.


come vedi non ero d'accordo quasi con nulla di quello che avevi scritto però ognuno ha la sua idea e la tiene e trattiene come meglio crede.

Hai fatto molta confusione  non so che conoscenze hai in questo  ambito però  hai messo insieme  un po' di  casini nemmeno  troppo  sbagliati.
Il costo piatto  è  dato  dai costi vivi quindi materie prime,spese di gestione  (quindi anche la legna) e tasse.
Facciamo  che per comodità  una pizza,semplice in un locale semplice di una margherita  semplice  costi  come materie prime e resto 50  cent (per comodità)  a pizza, 0,50 x 4 sono 2 euro a Napoli  salvo offertone  una margherita  costa esattamente  il doppio tecnicamente  in questo caso parliamo di 3.50 cent in più  stiamo  parlando  del 700% in più  (0,5×700:100=3,5) vogliamo  fare a tuo modo diciamo che una pizza con tutti  i costi annessi e connessi
Venga 1 euro vogliamo fare 1x4 = 4 tre volte in più, cioè  400% in più  o alla tua maniera 4 volte in più  il costo della pizza con tutto il resto.
Non dimentichiamo  che calcoliamo 1 euro in centesimi  quindi 1 solo euro può essere visto come 100 centesimi quindi  in percento 100%, è la stessa cosa, solo che finché  l' ho studiato  io il conto si faceva in percentuale  non in volte, certo tu dai al costo materie prime/gestione  un valore più  alto.
Purtroppo  la realtà  delle cose su questo tipo di cibo il  ricavo è  importante.
Se è  vero che il ricavo è  alto a Napoli  esistono  pure migliaia  di  pizzerie guadagnato 3 euro  a pizza, dovresti  vendere  1.000 pizze al mese per uscirtene  con 3000 euro  1000 pizze al mese una pizzeria le fa.
Certo non ti possono garantire  una Mercedes  ma un imprenditore  non aprirà  mai un attività  per guadagnare  1200 euro  al  mese ( e te lo dice un imprenditore).
Le pizzerie che falliscono sono quelle che non riescono a fare manco una gestione  elementare  di un attività e quelle che lavorano una latrina.
Sui prodotti  dop  del passato intendevo che prima la pizzeria  gli ingredienti  li prendeva dal Molino la farina dal produttore  di  salumi che conosceva lui così come il caseificio e il fruttivendolo  comprava cose che ad oggi sarebbero dop  senza saperlo a prezzi che non sono un insulto all'  intelligenza  come quelli di oggi.
Ma che capit, intendevo che le pizzerie  che usano lievito madre  si contano sulle dita di una mano, non il sapore.

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    « Risposta #631 il: Febbraio 27, 2018, 20:55:12 pm »
    ah si ho fatto confusione, scusa.

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      « Risposta #632 il: Febbraio 27, 2018, 23:16:25 pm »
      Magari le condizioni igieniche scadenti di una volta contribuivano a rendere il prodotto più gustoso look

      È  qui  in effetti non può  che avere un riscontro effettivo  si pensi al formaggio  di  fossa o al gorgonzola che sono praticamente  ottenuti mediante  l' uso di muffe si pensi alle stagionature  delle carni in cantine umide (l' umidità  in alcune stagionature di  prosciutti sono fondamentali per il gusto ).
      Quindi  si effettivamente condizioni igieniche  scarse possono dare più  sapore

        Offline chughino

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        « Risposta #633 il: Febbraio 27, 2018, 23:32:07 pm »
        non voglio demonizzare l'olio di palma, ma se la notizia fosse vera a me darebbe fastidio. Primo, perchè sei Starita e non Giggin o mbriacon. Hai un'immagine internazionale e pur di risparmiare quattro centesimi vai ad usare un olio di qualità scadente ed economico. Poi perchè sei caro, ti trovi in un vico di merda, mi fai mangiare in un corridoio stretto con decine di camerieri che vanno e vengono continuamente. Il servizio è di estrema precisione e rapidità, ma risulta fastidioso vedere sta gente che va avanti e indietro continuamente.
        E dopo aver pagato bene, con soldi di buona qualità, pretendo che gli ingredienti siano quanto meno sufficienti. Cioè, non ho capito, se starita usasse l'olio di arachidi, invece dell'olio di palma (sempre se la cosa fosse vera), andrebbe in fallimento?  :look:
        Ma poi, io voglio sapere cosa mangio. Quando ci sono ingredienti DOP sul menu, ci si affretta a scriverlo. Quando si usa olio di palma non lo si fa. Perchè? io da consumatore lo voglio sapere
        Ma giusto perchè friggere nell'olio di palma equivale quasi a friggere nello strutto.  :look:

        Meglio non sapere  cosa si mangia.
        Perché moriesti di fame.
        Di chi fa cattiva pubblicità a starita  se ne fotte.
        Anzi meglio  domani  la pizzeria  andrà su tutti mass media  a far vedere che usano olio extravergine di oliva,avendo grande  ritorno  visivo.
        Non vuoi l' olio di palma sopra? Hai ragione!, non ti far mettere  olio sulla pizza.
        Chiedi la mise en place  e ti daranno un olio migliore.
        Se lo fanno tutti  starita si toglie il vizio.
        Capisci  starita non è più  la pizzeria  a materdei  dove andava il popolo.
        È  un  azienda da milioni di  fatturato se può risparmiare  un centesimo  lo fa a fine anno saranno  migliaia di  euro.
        Gli affari  funzionano  così.

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          « Risposta #634 il: Febbraio 28, 2018, 00:22:16 am »
          Non ho fatto l'alberghiero e neanche economia e commercio, ma esistono costi fissi e costi variabili e voi state  considerando solo quelli variabili, tipo farina e pummarole.
          Quelli fissi, tipo affitto, utenze, personale non dipendono (sul piano generale)  da cosa cucini, perche l'affitto di un locale costa uguale sia se fai la pizza marinara che le linguine all'aragosta, quindi il moltiplicatore sui costi del materiale è diverso a secondo del ristorante.

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          Ni nel senso che  vuoi o non vuoi il costo piatto  è  sempre  quello.
          Il ricavo magari  può oscillare  un po' ma è  una cosa che tutti i ristoratori  accettano.
          Di solito  un menu  per quanto  breve ha durata stagionale ma anche  durante la  stagione  i prodotti  hanno  oscillazioni.
          Ciò  non ostante  non puoi chiedere una volta 3 euro per un piatto  di pasta  ed il giorno dopo  4.
          Ti attesti magari a  3.5 euro una volta ci guadagni  50 in più  una volta  no.
          Poi mi sembra  logico  che una cosa è  vendere  una aragosta  in Bellavista  e una marinara e devono avere un prezzo  differente.

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            « Risposta #635 il: Febbraio 28, 2018, 05:39:06 am »
            Non ho fatto l'alberghiero e neanche economia e commercio, ma esistono costi fissi e costi variabili e voi state  considerando solo quelli variabili, tipo farina e pummarole.
            Quelli fissi, tipo affitto, utenze, personale non dipendono (sul piano generale)  da cosa cucini, perche l'affitto di un locale costa uguale sia se fai la pizza marinara che le linguine all'aragosta, quindi il moltiplicatore sui costi del materiale è diverso a secondo del ristorante.

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            Non ti confondere...

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              « Risposta #636 il: Febbraio 28, 2018, 06:20:28 am »
              Ni nel senso che  vuoi o non vuoi il costo piatto  è  sempre  quello.
              Il ricavo magari  può oscillare  un po' ma è  una cosa che tutti i ristoratori  accettano.
              Di solito  un menu  per quanto  breve ha durata stagionale ma anche  durante la  stagione  i prodotti  hanno  oscillazioni.
              Ciò  non ostante  non puoi chiedere una volta 3 euro per un piatto  di pasta  ed il giorno dopo  4.
              Ti attesti magari a  3.5 euro una volta ci guadagni  50 in più  una volta  no.
              Poi mi sembra  logico  che una cosa è  vendere  una aragosta  in Bellavista  e una marinara e devono avere un prezzo  differente.
              Penso di essere stato poco chiaro, perché non capisco cosa c'entri la tua risposta.
              Voglio dire che per calcolare il costo finale di un piatto non posso considerare solo gli ingredienti che ci metto (farina, acqua e pummarole), ma anche gli altri costi che sostengo, tipo affitto, camerieri, utenze, permessi, etc.
              Siccome determinati costi NON dipendono dal fatto che io sia una pizzeria oppure un ristorante di pesce è chiaro che il "margine percentuale" rispetto al costo degli ingredienti sia diverso.
              Faccio una semplificazione e porto il pedale a fine corsa per vedere di farmi capire.
              Due locali. Uno di fianco all'altro.
              Il primo vende pizze e ogni pizza gli costa 1euro di ingredienti (farina acqua e pummarole). Il secondo locale vende aragoste ed ogni piatto gli costa 10 euro di materiali (l'aragosta, appunto).
              Entrambi i ristoranti pagano un affitto di 1000euro, uguale perche stanno vicini e l'affitto non dipende da cosa metto nel piatto.
              Se entrambi i ristoranti vendono 1000 piatti al mese (uno 1000 pizze e l'altro 1000 aragoste) entrambi dovranno caricare 1 euro su ogni piatto per assorbire il costo dell'affitto.
              Per il pizzaiolo questo 1 euro rappresenta il 100% rispetto al costo degli ingredienti, mentre per quello delle aragoste rappresenta il 10%.
              So bene che questo ragionamento è pieno di semplificazioni (quello delle aragoste magari paga un affitto piu alto, erc), ma anche se facciamo i conti per bene il principio non cambia.
              Cioè: sul piano generale, tanto più quello che vendo è povero in termini di ingredienti (e la pizza è poverissina) tanto maggiore dovrà essere il mio margine percentuale calcolato sul costo degli ingredienti.

              Spero di essere stato chiaro.




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                Offline Giubilator

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                « Risposta #637 il: Febbraio 28, 2018, 09:43:20 am »
                io mi sono già espresso sulla questione mesi fa ...
                in linea generale, non sui dati a supporto che lui porta (che non ho modo di contestare non essendo competente), sono d'accordo con chughino nel ritenere una emerita stronzata questa cosa della "pizza gourmet" che ora va tanto di moda.
                le mangio anche io, ma resta per me una stronzata.

                domanda: Michele fa la pizza gourmet?
                « Ultima modifica: Febbraio 28, 2018, 10:03:35 am da Giubilator »
                Medaglie al Valore Forumistico:

                da un po' che lo leggo con più attenzione e guagliù Giubilator è nu rit n'cul pesant mamma mia (YOUNG PANDA)

                Vabbuo ignore list è la soluzione ciao ciao
                mamma mia che abbuffamento di uallera che sei (ciannino)


                  Offline mimmo1988

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                  « Risposta #638 il: Febbraio 28, 2018, 09:46:19 am »
                  Meglio non sapere  cosa si mangia.
                  Perché moriesti di fame.
                  Di chi fa cattiva pubblicità a starita  se ne fotte.
                  Anzi meglio  domani  la pizzeria  andrà su tutti mass media  a far vedere che usano olio extravergine di oliva,avendo grande  ritorno  visivo.
                  Non vuoi l' olio di palma sopra? Hai ragione!, non ti far mettere  olio sulla pizza.
                  Chiedi la mise en place  e ti daranno un olio migliore.
                  Se lo fanno tutti  starita si toglie il vizio.
                  Capisci  starita non è più  la pizzeria  a materdei  dove andava il popolo.
                  È  un  azienda da milioni di  fatturato se può risparmiare  un centesimo  lo fa a fine anno saranno  migliaia di  euro.
                  Gli affari  funzionano  così.
                  Io da consumatore voglio sapere cosa mangio. Soprattutto se esco da una pizzeria dopo aver pagato 30€ per due pizze e una sola birra.
                  Soprattutto se devo fare una traferta per  arrivarci, un casino per trovare parcheggio.
                  Soprattutto se poi devo pure attendere il turno per entrare, perché giustamente c'è folla.
                  Soprattutto se poi mi fai mangiare in un corridoio pieno di gente.
                  I punti a sfavore, come vedi, sono tanti. A quel punto uno può pensare "chi me lo fa fare?"
                  Ragazzi, alla fine dei conti, il pizzaiolo è un artigiano. Ed esistono solo due tipi di pizze. Le pizze fatte bene (per ingredienti e/o qualità della manifattura) e le pizze fatte male (per ingredienti e/o qualità della manifattura). Ormai non c'è più alcun segreto sulla pizza. Ci sono pizze fatte bene in molti posti. Uno può tranquillamente scegliere un altro posto meno gettonato ed essere trattato anche meglio, perché trovi un rispetto maggiore per il cliente.

                  A me non importa affondare un'attività, o credere di affondarla, solo perché quell'attività usa olio di palma. Non me ne importa proprio , non voglio e non posso farlo. Io parlo per me e per i miei interessi. E il mio interesse è passare una bella serata mangiando bene. E un'ora e mezza di attesa fuori da sorbillo (con tutto che fa una pizza meravigliosa, probabilmente migliorata dalla fame per l'attesa), a me fa scendere la wallera sotto i piedi. Ma chi m'o fa fa'? :look:
                  Ragazzi, voi che dite?
                  « Ultima modifica: Febbraio 28, 2018, 09:49:49 am da mimmo1988 »
                  "Voglio giocare anche se ho il menisco in pezzi. Chi è sempre prudente non arriva mai primo. Io intendo giocare e vincere. E' una follia? Farò il pazzo per tutta la vita" Diego Armando Maradona
                  "il mercato è la negazione del lavoro" Maurizio Sarri
                  superate il naso.

                    Offline chughino

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                    « Risposta #639 il: Febbraio 28, 2018, 10:00:34 am »
                    Penso di essere stato poco chiaro, perché non capisco cosa c'entri la tua risposta.
                    Voglio dire che per calcolare il costo finale di un piatto non posso considerare solo gli ingredienti che ci metto (farina, acqua e pummarole), ma anche gli altri costi che sostengo, tipo affitto, camerieri, utenze, permessi, etc.
                    Siccome determinati costi NON dipendono dal fatto che io sia una pizzeria oppure un ristorante di pesce è chiaro che il "margine percentuale" rispetto al costo degli ingredienti sia diverso.
                    Faccio una semplificazione e porto il pedale a fine corsa per vedere di farmi capire.
                    Due locali. Uno di fianco all'altro.
                    Il primo vende pizze e ogni pizza gli costa 1euro di ingredienti (farina acqua e pummarole). Il secondo locale vende aragoste ed ogni piatto gli costa 10 euro di materiali (l'aragosta, appunto).
                    Entrambi i ristoranti pagano un affitto di 1000euro, uguale perche stanno vicini e l'affitto non dipende da cosa metto nel piatto.
                    Se entrambi i ristoranti vendono 1000 piatti al mese (uno 1000 pizze e l'altro 1000 aragoste) entrambi dovranno caricare 1 euro su ogni piatto per assorbire il costo dell'affitto.
                    Per il pizzaiolo questo 1 euro rappresenta il 100% rispetto al costo degli ingredienti, mentre per quello delle aragoste rappresenta il 10%.
                    So bene che questo ragionamento è pieno di semplificazioni (quello delle aragoste magari paga un affitto piu alto, erc), ma anche se facciamo i conti per bene il principio non cambia.
                    Cioè: sul piano generale, tanto più quello che vendo è povero in termini di ingredienti (e la pizza è poverissina) tanto maggiore dovrà essere il mio margine percentuale calcolato sul costo degli ingredienti.

                    Spero di essere stato chiaro.




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                    Su quello  è  indiscutibile, ma il prezzo 4 (del piatto al cliente)euro e 20 (del piatto  al cliente, ovvio che una aragosta in Bellavista ,magari viene a fare 25 euro però  per comodità  diciamo 20) euro.
                    Da un tetto di margine  al ristoratore  per ammortizzare  le variazioni  di  mercato  dei prodotti  che nell'  arco dell'  tempo deciso per il menù, oscilleranno in maniera  variabile.
                    Mentre il menù no.
                    Ciò ha un ottica ben precisa garantire  al imprenditore, un guadagno  netto sicuro (ovvio se poi,sbagli a stimare il piatto stai rovinato in partenza).
                    Poi il tuo discorso  ci sta più  è  basso il costo materia prima  più  sarà alta la percentuale  di  costo fisso in rapporto  al piatto finito.
                    Ma sicuramente  la pizzeria  avrà  volumi  di  vendita  ben maggiore  del ristorante di  pesce, che però  avrà un guadagno  maggiore sul singolo piatto venduto.
                    Diciamo  che la pizzeria  va più  sulla quantità  e il ristorante  sulla qualità (Non intendo  la qualità  finale del prodotto che dipende  dal cuoco ma la qualità  della materia prima  usata sicuramente  più  costosa di acqua,farina e lievito).

                      Online LAGRANGIA

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                      « Risposta #640 il: Febbraio 28, 2018, 10:47:55 am »
                      Che devo dimostrare, prima si mungeva a mano di mattina e nel latte non ci finivano puss e sangue, e non è solo una questione di schifo perché cambia pure il sapore ed è tutto documentato, se l'argomento ti interessa puoi approfondirlo qui www.google.it look
                      Quel sito non esiste basta trollare look

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                        « Risposta #641 il: Febbraio 28, 2018, 10:54:28 am »
                        Io da consumatore voglio sapere cosa mangio. Soprattutto se esco da una pizzeria dopo aver pagato 30€ per due pizze e una sola birra.
                        Soprattutto se devo fare una traferta per  arrivarci, un casino per trovare parcheggio.
                        Soprattutto se poi devo pure attendere il turno per entrare, perché giustamente c'è folla.
                        Soprattutto se poi mi fai mangiare in un corridoio pieno di gente.
                        I punti a sfavore, come vedi, sono tanti. A quel punto uno può pensare "chi me lo fa fare?"
                        Ragazzi, alla fine dei conti, il pizzaiolo è un artigiano. Ed esistono solo due tipi di pizze. Le pizze fatte bene (per ingredienti e/o qualità della manifattura) e le pizze fatte male (per ingredienti e/o qualità della manifattura). Ormai non c'è più alcun segreto sulla pizza. Ci sono pizze fatte bene in molti posti. Uno può tranquillamente scegliere un altro posto meno gettonato ed essere trattato anche meglio, perché trovi un rispetto maggiore per il cliente.

                        A me non importa affondare un'attività, o credere di affondarla, solo perché quell'attività usa olio di palma. Non me ne importa proprio , non voglio e non posso farlo. Io parlo per me e per i miei interessi. E il mio interesse è passare una bella serata mangiando bene. E un'ora e mezza di attesa fuori da sorbillo (con tutto che fa una pizza meravigliosa, probabilmente migliorata dalla fame per l'attesa), a me fa scendere la wallera sotto i piedi. Ma chi m'o fa fa'? :look:
                        Ragazzi, voi che dite?

                        Tu da consumatore  giustamente  hai il diritto  di  sapere, ma  ciò  che  ti viene detto e  i processi  tecnologici  dietro  alla produzione  di una pizza, se pur ben noti, non puoi conoscerli a fondo perché  cambiano pizzeria per pizzeria.
                        Giustamente  mi fai notare che per 30 euro pretendi prodotti  di  qualità.
                        Magari  l' olio di palma  usato da Starita costa di più  di un olio di semi normale  o di un olio di oliva (Non evo), magari  la scelta  è  stata dettata  da una ricerca sul gusto, gli oli di oliva hanno un sapore forte (parliamo  di  oliva "industriali", non di olio da coltivatore, come quello che ho pagato  a 10 euro al litro in Puglia ed è  delicatissimo).
                        Al 80% in pizzeria  si usa una miscela di  oli di semi di  scarsa qualità.
                        Così a occhio mi è  capitato  in parecchie pizzerie da quelle di qualità  a quelle di quartiere (anzi forse quelle di quartiere per ignoranza  sulla gestione  del  costo piatto alle volte mi è  capitato di  trovare  materie  prime  migliori), di trovare  oli che di oliva avevano  la bottiglia.
                        L' olio di  palma  ha  due grandi  vantaggi, un punto di  fumo elevato  ed un "Non sapore" che non influisce  sugli altri prodotti.
                        Non credere che Gino Sorbillo  non faccia magheggi  sugli alimenti, poi ti cura magari  l' uso di lievito  madre a temperatura controllata, per darti una digeribilita elevatissima  poi ti mette l' olio di semi e la conserva fiammante.
                        Michele per tenere bassi i prezzi e fare una buona pizza, ti incula facendoti scegliere  2 tipi di pizza (villantando, che storicamente  esistessero solo quelle e che sopra sono "papocchie", venendo  sbugiardato  da tutti), usando oli di semi e un servizio scandaloso, facendo pagare un sovrapprezzo  esoso una pizza tirata di più e con due pezzi di scadente fior di latte in più .
                        Starita ha un servizio  eccellente in un locale ricavato da  un basso, purtroppo  o per scelta non puoi avere lo spazio de La Notizia  o pizza Gourmet, li si è  voluto  preservare un profilo di "locale  storico".
                        Tu puoi fare la cosa più  importante  per il ristoratore e il consumatore  e cioè  scegliere  in base alle tue esigenze.
                        Di Starita,Sorbillo,50 Kalo,Michele sai che le attese sono bibliche  mal gestite e piene di aiuti agli amici e parenti.
                        Sai che usano olio di palma? Biocottali  non andarci se per te è  un  parametro  (giustamente) importante, vai a spendere  i tuoi preziosi  soldi e tempo da altre  parti  che so da Concettina  per esempio.
                        Hai tu il coltello dalla parte del  manico.
                        Se poi vuoi provare  lo stesso, sai a cosa vai in contro.
                        Il tuo discorso  è  pienamente  condivisibile è corretto  tanto pago tanto voglio ma ovviamente  lo devi rapportare alle altre pizzerie, e molto probabilmente  il rapporto  è  pure congruo per l' offerta.
                        In Italia  funziona  così, all'  estero in altre maniere.

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                          « Risposta #642 il: Febbraio 28, 2018, 11:06:36 am »
                          In ambito alimentare su caffè e pizza ci si fa un guadagno che supera ogni percentuale

                            Offline chughino

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                            « Risposta #643 il: Febbraio 28, 2018, 11:13:03 am »
                            io mi sono già espresso sulla questione mesi fa ...
                            in linea generale, non sui dati a supporto che lui porta (che non ho modo di contestare non essendo competente), sono d'accordo con chughino nel ritenere una emerita stronzata questa cosa della "pizza gourmet" che ora va tanto di moda.
                            le mangio anche io, ma resta per me una stronzata.

                            domanda: Michele fa la pizza gourmet?

                            Michele  fa una pizza del popolo, a prezzo  maggiorato  rispetto alla categoria  in cui è  inserito.
                            Sia ben chiaro  non sono contro  la pizza Gourmet  anzi ogni tanto  mi piace mangiarla, sono contro l' assioma  tipicamente  italiano  e ancor più, marcato  a Napoli  del prodotto  di qualità=gourmet.
                            No una margherita  non può essere  gourmet, può  essere di eccellenza  utilizzando prodotti di eccellenza  cioè  farina bio integrale con lievito madre  (che dovrebbe  costare di meno ma costa di più  perché meno lavorata :scem:), pomodoro  San Marzano  del Vesuvio  dop  (che è  l' unica  varietà  autoctona ancora esiste, e praticamente  introvabile), o piennolo  del Vesuvio, mozzarella  di bufala  (proveniente  dall'  casertano perché quella dell'  salernitano  era difficile  da reperire), o fior di latte di  Ageroloa, olio di oliva  di Sorrento  basilico napoletano, senza formaggio o al massimo  una spruzzata  di pecorino  romano.
                            Questa per la massa è  una  pizza Gourmet  ma in realtà  è  una  pizza d' eccellenza (e ci sta tutta).
                            Una pizza Gourmet  dovrebbe  essere  una pizza oltre che eccellente negli ingredienti  anche  ricercata (e quindi rivisirata), nei modi tipo pizza con farina di canapa  camebert  e tagliata di comtrofiletto  marinato in Barolo, con all'  uscita leggera glassa di  aceto balsamico al miele.
                            Certo  per me è  uno snaturare un prodotto  povero e tradizionale ma in cucina ci sta.
                            In tal caso possiamo parlare  di  gourmet  perché ci sarebbe  sperimentazione  e non tradizione

                              Offline chughino

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                              « Risposta #644 il: Febbraio 28, 2018, 11:17:37 am »
                              In ambito alimentare su caffè e pizza ci si fa un guadagno che supera ogni percentuale

                              Gli alimenti  su cui si guadagna  di più  sono:
                              Granite
                              Pizza
                              Pasta
                              Pane
                              Infusi (anche il caffè è  un  infuso).
                              Alcoloci
                              Acqua
                              Meno materie prime  usi per prodotto finito più  la sua reperibilità  è  grande più  il margine di  guadagno  è  alto

                                 

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