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Topic: La Serie A è un'organizzazione a delinquere e Tavecchio ci sguazza dentro  (Letto 668 volte)

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Online jayx

  • Josè Altafini
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« il: Gennaio 11, 2017, 15:06:42 pm »
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Se guardi alla classifica attuale della sere A, la prima domanda che ti poni è: ma perché ci sono 20 squadre, fra le quali una di gran lunga più forte e tre di gran lunga più deboli?
Anche uno che scende da un eremo, guardando la classifica di serie A per la prima volta in vita sua, si renderebbe conto che c'è qualcosa che non quadra, e con altrettanta facilità potrebbe individuarne un elementare rimedio: se non ci sono 20 club in grado di essere competitivi in serie A, che se ne riduca il numero!
E invece Tavecchio, uno che non scende dalla montagna ma che anzi è abituato a frequentare i palazzi che contano http://espresso.repubblica.it/attualita/2014/07/31/news/claudio-tavecchio-chi-e-il-potente-del-calcio-maestro-di-gaffe-che-piace-tanto-a-destra-1.175077?refresh_ce
ci dice che ridurre il campionato a 18 squadre è "utopia". Senza aggiungere altro. Poi però offre la possibilità di manipolare le serie minori, che mediaticamente ed economicamente valgono a livello internazionale quanto il due a briscola
http://www.corrieredellosport.it/news/calcio/serie-a/2017/01/09-19733892/tavecchio_la_serie_a_a_18_squadre_unutopia
Verrebbe voglia di rispondere: "caro Tavecchio, cosa c'è di utopistico nell'avere una stagione in cui retrocedono quattro squadre anziché tre e dalla B ne salgono due anziché tre?". In Germania, nel 1992 si passò a 20 squadre per l'unificazione delle due Germanie, e si è tornati a 18 l'anno dopo... Perché in quel caso non era utopia? Stiamo parlando di uno dei sistemi calcio più simili a quello italiano. Cresce il sospetto che non si possa ridurre il numero di squadre perché non si vuole ridurre il numero di squadre... Cui prodest? ovviamente c'entrano i soldi, tanti soldi che chi è miope può vedere solo quando sono vicini... La perdita di appeal  del massimo campionato italiano porta a perdite economiche solo nel lungo termine,  il graduale retrocedere della serie A a noioso spartito che si ripete uguale ogni anno è un problema che si porranno gli altri presidenti di federazione che lo succederanno...
Lui nel frattempo deve ingrossare i portafogli di chi lo sostiene su quella poltrona, e allora vai con le partite giocate per perdere, vai con ragionamenti del tipo "quanti soldi mi costa vincere questa partita?" etc...
Un primo primo indizio sull'enorme mole di sterco che c'è dietro la facciata patinata della serie A è affiorato in primavera 2016, quando alcuni giornalisti hanno evidenziato come secondo le nuove normative in vigore sul cosiddetto "paracadute per la B" si creasse il paradosso di una squadra già retrocessa, il Verona, che avrebbe guadagnato 5 milioni di euro dal perdere contro il Palermo (risultato poi effettivamente verificatosi) facendo retrocedere il Carpi, perché fra le retrocesse quelle neopromosse si accaparrano una fetta minore dei 60 milioni di euro dati come "paracadute" economico per compensare il danno della discesa di categoria.
In soldoni, Verona e Palermo avrebbero "sprecato" parte della loro cuccagna se fossero retrocesse insieme... meglio far retrocedere il Palermo un anno dopo insieme ad altre due neopromosse! E infatti Zamparini si è prenotato già a dicembre per la retrocessione 2017, insieme, guarda caso, alle neopromosse Pescara e Crotone.
http://it.eurosport.com/calcio/serie-a/2015-2016/facciamo-i-conti-il-paracadute-per-la-b-che-fa-tanto-discutere_sto5436838/story.shtml
Ovviamente queste ultime, soprattutto il Pescara, non sono vittime di questo sistema, ma anzi campano proprio su questo giochino del salire e poi scendere col paracadute, perché...udite udite...Il paracadute premia anche la squadra che, retrocessa, risale l'anno dopo!!! Gli acquisti invernali del signor Sebastiani sono solo prestiti da restituire a fine campionato, a testimonianza della presenza effimera e transeunte degli abruzzesi in massima serie... Ci si vede nel 2018! L'idea di restare un anno in più in serie A non gli sfiora neanche l'anticamera del cervello, perché non rappresenterebbe un guadagno ma una perdita!
In tutto questo gioco di decine di milioni di euro, ovviamente ci sguazzano anche società storicamente politicizzate e dalla gestione a dir poco torbida, se non di stampo mafioso.
State pensando a Marotta e Paratici?
Anche io, e non sorprende che il Pescara si prenda i prestiti proprio da loro (Mandragora e Mattiello), perché la tecnica dello scambio dei favori è sempre stata la preferita dei mafiosi per ottenere ciò che vogliono.
Ma lungi dall'essere l'unico problema, il pracadute della retrocessione in serie B si inserisce in un disegno generale del palazzo che con un campionato a 20 squadre e pochi posizionamenti in classifica che effettivamente garantiscano significative gratificazioni sportive o economiche di un club, punta a rendere gli "investimenti" dei poteri forti protetti dall'alea del risultato sportivo.
Il risultato? Una serie A che pone ostacoli strutturali alla crescita di realtà sportive sane come il Napoli, che tende a garantire lo status quo alle realtà più conslidate e che fa spartere la pagnotta a tutti i complici senza investire in uno sviluppo della competitività.
Con la nuova Champions allargata, non è difficile prevedere che i quattro posti assegnati all'Italia porteranno a una nuova ondata di soldi che determinerà nuovi equilibri... Tavecchio nicchia nel pronunciarsi sul cambiamento ma sotto sotto spera nella parallela crescita delle milanesi per togliere quel potenziale spazio di sviluppo e consacrazione a realtà come Roma e Napoli che sposterebbero il baricentro del potere troppo a sud e forse relegherebbero i suoi sostenitori in una posizione di marginalità senza precedenti in 100 anni di storia di serie A.
Napoli merita uno stadio dignitoso e capiente!!!
Prima le strutture e le infrastrutture, poi i giocatori

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    « Risposta #1 il: Gennaio 11, 2017, 15:11:46 pm »
    Complimenti. Bellissimo post!


                                                    ADL JUVENTINO

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      « Risposta #2 il: Gennaio 11, 2017, 15:44:45 pm »
      I soldi fra. Solo i soldi. 20 squadre giocano più partite di 18.
      "Voglij girà 'o munn, verè chi more pe' mme!"

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        « Risposta #3 il: Gennaio 11, 2017, 15:46:59 pm »
        Non è solo questione di soldi andrè, avere 42 squadre pro in un momento come questo, non certo l'epoca d'oro per l'Italia e il calcio italiano, significa poter contare su almeno 20 società "ricattabili", da poter giostrare a proprio piacimento.
        Non condivido però l'idea del complotto anti Napoli e Roma, che sono parte integrante e importante di questo sistema.

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          « Risposta #4 il: Gennaio 11, 2017, 16:00:39 pm »
          Non dimentichiamoci che big pappa e la roma sono pro tavecchio
          Meditate


                                                          ADL JUVENTINO

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            « Risposta #5 il: Gennaio 11, 2017, 16:32:56 pm »


            Non è solo questione di soldi andrè, avere 42 squadre pro in un momento come questo, non certo l'epoca d'oro per l'Italia e il calcio italiano, significa poter contare su almeno 20 società "ricattabili", da poter giostrare a proprio piacimento.
            Non condivido però l'idea del complotto anti Napoli e Roma, che sono parte integrante e importante di questo sistema.



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              « Risposta #6 il: Gennaio 11, 2017, 16:49:55 pm »
              20 squadre ce l'hanno anche inghilterra spagna e francia e pure lì non mi pare ci siano 20 squadre che lottano per lo scudetto fino alla finee pure lí le neopromosse fanno sempre molta fatica
              il problema vero piaccia o meno è che su una cosa a ragione il tuttofare è che i campionati nazionali hanno fatto il loro tempo sia concettualmente che come format
              non può esistere un campionato dove ci sono squadre che sin dalla partenza hanno obiettivi diversi
              e non esiste che la vittoria finale la qualificazione in europa o la retrocessione vengano decise in base al minor numero di punti persi contro squadre che hanno obiettivi diversi
              finché non si parlerà di campionati stile usa che coinvolgono le 28-30 squadre più ricche riducendo il resto a semplici club satelliti ci saranno sempre situazioni del genere anche riducendo le squadre a 18-16-14 perché nessuna nazione ha anche solo 8 squadre che siano di un livello simile che li metta sullo stesso livello di competizione
                 

               

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                « Risposta #7 il: Gennaio 11, 2017, 18:00:34 pm »
                Mondiale senza qualificazioni a 42 squadre o quanto cazzo era.
                Eurolega tipo NBA con azzeramento degli albi e delle stelle sulle magliette  :look: *_*

                Questa sarebbe una rivoluzione per azzerare le mafie locali e crearne una sola globale: molto più efficiente  :look:
                "Non amo la tua fica in quanto fica ma in quanto tua" Ezio Vendrame
                "Se uomo ama donna più di birra gelata davanti a tv con finale champions' forse vero amore, ma non vero uomo" Vujadin Boskov
                "Voglio diventare l'idolo dei ragazzi poveri di Napoli, perché loro sono come ero io a Buenos Aires." D10S

                Sarri nostro che sei sul campo/sia santificata la tuta/vinca tu trofei/sia fatta la tua volontà/come sul campo/così fuori.
                Dacci oggi il nostro calcio antitaliano/e diverti noi con gioco e schemi/e noi ti lodiamo come meriti.
                Non ci indurre in catenaccio/liberaci da Dela./Amen

                  Online Viper2000

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                  « Risposta #8 il: Gennaio 11, 2017, 20:13:25 pm »
                  Il problema è solo uno, la rube, togliete la rube dagli ultimi campionati e guardate che gran lotta ci sarebbe stata per la vittoria dello scudetto, la serie A sarebbe stata molto più competitiva e affascinante spesso anche fino alle ultimissime giornate e le vittorie si sarebbero divise equamente tra più squadre (un anno al milan, uno alla roma, uno al Napoli... :look: ).
                  I clamorosi aiuti dati alla rube nei primi anni in serie A successivi a calciopoli prima (risarcimento? :look: ) e i soldi e il potere degli Agnelli poi, hanno reso il nostro campionato una barzelletta.
                  Il problema non sono le 20 squadre, il problema è quell'unica squadra :look:

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                    « Risposta #9 il: Gennaio 11, 2017, 20:38:02 pm »
                    Non è solo questione di soldi andrè, avere 42 squadre pro in un momento come questo, non certo l'epoca d'oro per l'Italia e il calcio italiano, significa poter contare su almeno 20 società "ricattabili", da poter giostrare a proprio piacimento.
                    Non condivido però l'idea del complotto anti Napoli e Roma, che sono parte integrante e importante di questo sistema.
                    Bel post iniziale , sono d'accordo con Puck. Io ho sempre pensato che il sistema calcio fosse un sistema economico molto instabile. É ovvio che investire X milioni di euro per poi dover affrontare l'aleatorietà degli eventi calcistici fosse un rischio grande che esuli dal rischio di impresa - che è un rischio calcolato.
                    Ecco che quindi creare una zona cuscinetto per le squadracce come Genoa, Sampdoria, Udinese, Bologna, Chievo, Atalanta, Torino che ogni anno sanno di non rischiare di retrocedere senza comunque avere la velleità di un posto "a premi"(cioè qualificazione Europea) è la mossa ideale. Nessuno perde niente. I vari Preziosi, Cairo, Pozzo e similari investono X e sanno di ricavarne circa Y , zero rischi.

                    Del resto, secondo voi un imprenditore serio investirebbe tanti milioni di euro per poi rischiare di andare in passivo perché si fa male Tizio oppure Caio fa una brutta stagione oppure una serie sfortunata o cose simili? No, ovviamente no. É necessario stabilizzare il sistema.

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                      « Risposta #10 il: Gennaio 11, 2017, 22:04:13 pm »
                      a livello di vendite 8 partite scudetto dovrebbero incassare molto di più di 16 partite da salvezza/centroclassifica secondo me. concordo con vippo sul problema rube, sebbene in quasi tutti i campionati c'è un'anomalia simile, ma il vero problema è la distribuzione degli interessi. non c'è interesse a buttare fuori gente dalla giostra, oggi. solo una fonte di incassi alternativa ai diriitti tv, fonte dall'interesse selettivo tipo sponsor stranieri o legge sugli stadi e relative speculazioni, potrebbero modificare l'equilibrio attuale. improbabile al momento
                      ou kalon esti to kalon, alla kalon, kalon, kalon

                      Assioma di Cole: l'intelligenza nel mondo è una costante.... la popolazione è in aumento.

                      FORZA NAPOLI!!!!!!

                        Online Puck

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                        « Risposta #11 il: Gennaio 11, 2017, 22:22:03 pm »
                        Del resto, secondo voi un imprenditore serio investirebbe tanti milioni di euro per poi rischiare di andare in passivo perché si fa male Tizio oppure Caio fa una brutta stagione oppure una serie sfortunata o cose simili? No, ovviamente no. É necessario stabilizzare il sistema.

                        Chiaramente no ma infatti in Italia non ci sono imprenditori seri, neanche i tanti decatantati Agnelli, Berlusconi e Moratti che se la giostrano solo in Italia.
                        All'estero hanno risolto il problema dell'aleatorietà puntando su marketing, stadio e tanti altri fattori, il loro rientro è garantito a prescindere dal risultato sportivo, per farlo hanno puntato su una classi di imprenditori veri che hanno investito per poi rientrare.
                        Questo in Italia non l'ha mai fatto nessuno se non i gobbi, di recente ed in forma molto limitata, si è permesso ad affaristi squattrinati della peggior specie di entrare nel mondo del calcio senza avere nulla da dare, economicamente e strategicamente, così tutte le squadre italiane vivono del semplice risultato sportivo, pur di non rischiare la B alle genovesi (come tante altre) va benissimo una serie A debole.
                        Ma va benissimo anche e soprattuto al Dela, che di certo non è imprenditori capace di rendere europeo il Napoli e quindi è legatissimo a diritti tv e risultato sportivo.

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                          « Risposta #12 il: Gennaio 11, 2017, 23:19:44 pm »
                          Chiaramente no ma infatti in Italia non ci sono imprenditori seri, neanche i tanti decatantati Agnelli, Berlusconi e Moratti che se la giostrano solo in Italia.
                          All'estero hanno risolto il problema dell'aleatorietà puntando su marketing, stadio e tanti altri fattori, il loro rientro è garantito a prescindere dal risultato sportivo, per farlo hanno puntato su una classi di imprenditori veri che hanno investito per poi rientrare.
                          Questo in Italia non l'ha mai fatto nessuno se non i gobbi, di recente ed in forma molto limitata, si è permesso ad affaristi squattrinati della peggior specie di entrare nel mondo del calcio senza avere nulla da dare, economicamente e strategicamente, così tutte le squadre italiane vivono del semplice risultato sportivo, pur di non rischiare la B alle genovesi (come tante altre) va benissimo una serie A debole.
                          Ma va benissimo anche e soprattuto al Dela, che di certo non è imprenditori capace di rendere europeo il Napoli e quindi è legatissimo a diritti tv e risultato sportivo.
                          Bravo, un post coi controcoglioni. :allahsi3:
                          Da dove l'hai copiato? :look:

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                            « Risposta #13 il: Gennaio 12, 2017, 08:13:01 am »


                            Chiaramente no ma infatti in Italia non ci sono imprenditori seri, neanche i tanti decatantati Agnelli, Berlusconi e Moratti che se la giostrano solo in Italia.
                            All'estero hanno risolto il problema dell'aleatorietà puntando su marketing, stadio e tanti altri fattori, il loro rientro è garantito a prescindere dal risultato sportivo, per farlo hanno puntato su una classi di imprenditori veri che hanno investito per poi rientrare.
                            Questo in Italia non l'ha mai fatto nessuno se non i gobbi, di recente ed in forma molto limitata, si è permesso ad affaristi squattrinati della peggior specie di entrare nel mondo del calcio senza avere nulla da dare, economicamente e strategicamente, così tutte le squadre italiane vivono del semplice risultato sportivo, pur di non rischiare la B alle genovesi (come tante altre) va benissimo una serie A debole.
                            Ma va benissimo anche e soprattuto al Dela, che di certo non è imprenditori capace di rendere europeo il Napoli e quindi è legatissimo a diritti tv e risultato sportivo.
                            Resta in ultimo il fatto che almeno il pappone ci dà una gestione sana  senza particolari patemi
                            Per adesso questo è quanto



                            __________SARRI UNO DI NOI________

                            De Laurentis :MAGLIARO BUFFONE VATTENN

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                              « Risposta #14 il: Gennaio 12, 2017, 08:50:43 am »
                              Bravo, un post coi controcoglioni. :allahsi3:
                              Da dove l'hai copiato? :look:

                              Una tipa su Tinder :look:

                              Resta in ultimo il fatto che almeno il pappone ci dà una gestione sana  senza particolari patemi
                              Per adesso questo è quanto

                              Una gestione come la nostra non è del tutto "sana", siamo in attivo di bilancio ma perchè non facciamo una mazza :look:, non abbiamo valori propri e duraturi, troppo soggetti ai risultati.
                              E come se tu ti vantassi di riuscire a mettere 200 euro al mese da parte, ma per farlo non hai auto, non accendi i riscaldamenti d'inverno, mangi una volta al giorno e nei bar solo acqua :look:

                                 

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