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Topic: Campionati mondiali di atletica leggera - Doha 2019  (Letto 3115 volte)

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Online demian88

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« Risposta #15 il: Ottobre 08, 2019, 13:01:01 pm »
Giomi promuove l'Italia: “La crescita dell’atletica azzurra è reale”

Il presidente federale a 360°: “Abbiamo confermato i risultati degli ultimi mesi: le staffette simbolo di un movimento in fermento”. Il confronto col recente passato è lusinghiero, ma medagliare e classifica a punti piangono. “I 65 convocati? Non tornerei indietro”

ll presidente federale Alfio Giomi, in attesa delle gare dell’ultima giornata (con Yeman Crippa nei 10.000, la finale della 4x400 maschile e Luminosa Bogliolo nella semifinale dei 100 hs), traccia un bilancio dell’avventura tricolore a Doha 2019. Ed è un bilancio lusinghiero, giustificato soprattutto dal confronto con il recente passato. Un po’ meno pensando invece a quello che avrebbe persino potuto essere e non è stato e ai modesti piazzamenti nel medagliere e nella classifica a punti. Ma l’Italia, finisca come finisca, avrà comunque un numero di finalisti almeno uguale a Mosca 2013 (sei) e superiore a Pechino 2015 (quattro) e Londra 2017 (due). Ed è finalmente tornata ad essere protagonista anche all’interno dello stadio.
Presidente, com’è andata? “Abbiamo verificato che la crescita della Nazionale è reale, palese e che i risultati conseguiti nei mesi scorsi a tutti i livelli non sono stati casuali”.
Chi o cosa sceglie quale simbolo della spedizione?

“Il comportamento delle staffette, da sempre il termometro di un movimento: due in finale con il pass per i Giochi di Tokyo, due al nono posto e quindi prime escluse dall’atto conclusivo e una al decimo. Con record italiani per entrambe le 4x100. Insieme alla Giamaica siamo stati l’unico Paese ad aver qui qualificato tutte e cinque i quartetti. E pensando all’Olimpiade del prossimo anno, ranking alla mano, non è irrealistico credere che potremo ripeterci”.

Medagliere e classifica a punti, con l’Italia per ora al 29° posto in ambo i casi, però piangono...

“Non credo sia necessario ricordare la globalità del nostro sport: in attesa degli ultimi risultati, ci sono già 40 nazioni presenti nel medagliere e 66 nella classifica a punti. Con tanto di cappello a chi riesce ad avere atleti capace di correre cinque-sei turni al massimo in una settimana... La strada che abbiamo intrapreso è quella giusta, ma siamo ancora lontani dalla meta. Siamo soddisfatti, consapevoli però ci sia moltissimo da fare. In ogni caso so da dove siamo partiti e dove siamo oggi: abbiamo una squadra diversa”.

Cosa replica a chi sostiene che aver portato 65 atleti, mai così tanti, sia stato un errore, visto anche che il 67% di chi ha affrontato turni o qualificazioni (24 su 36) è stato subito eliminato?

“Non tornerei indietro. Da quando, un anno fa, il d.t. Antonio La Torre si è insediato, abbiamo parlato di macrostagione, con partenza dai Mondiali di staffette di Yokohama nel maggio 2019 e arrivo all’Olimpiade di Tokyo nel luglio-agosto 2020. Per Doha s’era deciso per una partecipazione la più larga possibile. E si tenga conto che abbiamo tagliato metà degli invitati coi target number (tra gli altri il discobolo Di Marco, il giavellottista Fraresso, la mezzofondista Zenoni e la siepista Mattuzzi, ndr). Perché avremmo dovuto lasciare a casa chi si era meritato la convocazione sul campo? è anche un segno di rispetto e di riconoscenza per le società sparse sul territorio, senza le quali non esisteremmo. Poi è chiaro che invece, a Tokyo, avremo una formazione ristretta, figlia di una selezione di qualità”.
Qual è, infine, il giudizio “politico” del momento?
“Eccellente: la presenza per due giorni del ministro Spadafora ci ha onorato. Ha dimostrato una sensibilità non comune. Già martedì mattina ci incontreremo di nuovo per definire i passi per la candidatura di Roma agli Europei 2024. Vorremmo arrivare a far sì che sia forte al punto che la Eaa, che sarà in città il 16-18 ottobre con la propria commissione di valutazione, ci possa assegnare la manifestazione d’ufficio, senza il bisogno di un confronto con altri (al momento sarebbero il lizza anche Göteborg, Minsk e la regione polacca della Slesia, ndr)”.



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    « Risposta #16 il: Ottobre 08, 2019, 13:02:30 pm »
    ''Doha, la strada verso Tokyo è quella giusta''

    Il DT La Torre: "Invertito il mood, abbiamo futuro e leader"

    LEADER - “Non sto neanche a spiegare il valore del settimo posto di Filippo Tortu nei 100, e il record italiano con la staffetta nonostante un fastidio muscolare. Sentiva molto contratta la parte posteriore della muscolatura. Ricordiamoci che veniva da uno strappo. In 45 giorni lavorando duro lo abbiamo ritrovato. Davide Re? Il ragazzo della porta accanto, ma con i panni da agonista ha fatto un passo gigantesco dall’Europa al mondo. Eleonora Giorgi: per lei ‘brain is the boss’. Ha una storia difficile di scelte tecniche dolorose e di squalifiche. L’abbiamo aiutata a cambiare. Abbiamo viaggiato insieme e man mano questa donna straordinaria ha preso consapevolezza dei propri mezzi: nella 50 km hanno vinto le più allenate e le più forti di testa. E che dire dello spirito di Luminosa Bogliolo, che è andata a prendersi sul campo una semifinale e stasera ci proverà”.

    LE STAFFETTE - “È molto realistico che avremo cinque staffette alle Olimpiadi con ambizioni di finale. La bontà dell’impianto di Yokohama è confermato anche dalla prestazione della 4x100 femminile. Quattro operaie. E in questo gruppo possiamo aggiungere le giovani Fontana e Kaddari, abbiamo futuro. Nella 4x400 maschile abbiamo ritrovato la ferocia di Matteo Galvan e stiamo ragionando sull’idea di schierare Re in prima frazione nella finale di stasera, perché vogliamo inseguire il record italiano ed essere in lotta dall’inizio. Ieri ci hanno telefonato alcuni dei quattrocentisti che detengono il primato da oltre trent’anni e vogliono che venga battuto. Grosso rimpianto la staffetta 4x400 femminile: siamo stati per un’ora in camera d’appello per il ricorso ma non c’è stato niente da fare. La 4x100 maschile? Filippo aveva la sensazione che Rodgers lo avesse toccato, in realtà è stato un forte crampo. Marcell Jacobs 8.90 in frazione e la consistenza di una squadra vuol dire che cambiando in corsa (fuori Desalu, dentro Cattaneo) si migliora comunque il record italiano”.

    VERSO TOKYO - “Convocherò tutti a Grosseto a inizio novembre. Gimbo Tamberi mi ha detto che non vorrebbe andare in vacanza: gli ho risposto di staccare, e che basta con il mantra ‘o Tokyo o morte’. Stiamo parlando con tutti gli atleti top, abbiamo le idee chiarissime sul percorso di Stecchi, il primo a non essere contento di come sia andata la finale, di Crippa che stasera ha un’occasione importante nei 10.000 per far vedere quanto vale, di Sottile che qui a Doha non si è perso: si è trovato in cima al mondo all’improvviso e ci sono tutte le premesse perché il prossimo anno sia tra i protagonisti. Il pesista Fabbri: fallimento a Berlino, fallimento a Glasgow, qui primo degli esclusi con 20,75, è una maturazione importante. Yassine Rachik: il suo senso di appartenenza alla squadra l’ha confermato negli ultimi cinque chilometri quando aveva un blocco all’anca. Bellissima l’intervista di Massimo Stano che non ha cercato alibi. Antonella Palmisano veniva da una stagione tribolata e ha portato a termine una gara difficile”.

    SPRINT - “A Desalu questo mondiale è servito per capire la dimensione su cui dobbiamo lavorare. Aiuteremo il suo giovane tecnico a crescere. Jacobs per noi resta un lunghista, non scopro nulla se dico che ha chance maggiori lì. Gli abbiamo fornito assistenza quotidiana e continueremo: il colloquio verso Tokyo inizia parlando di lungo e staffetta. Tortu: finalmente abbiamo un velocista in finale un ragazzo che ha riportato attenzioni sull’atletica. L’ho frequentato tutte le settimane e se c’è qualcuno che era imbestialito durante la riabilitazione dall’infortunio era proprio lui. Adesso dobbiamo lavorare per avvicinarci al podio. 100 o 200? Io mi fermerei sui 100 fino a Tokyo e penserei nel prossimo quadriennio a diventare uno dei più grandi velocisti”.



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      « Risposta #17 il: Ottobre 08, 2019, 13:04:20 pm »
      Giomi promuove l'Italia: “La crescita dell’atletica azzurra è reale”

      Il DT La Torre: "Invertito il mood, abbiamo futuro e leader"

      A qualcuno di buona volontà, qualche commento..... :look:

      io mi limito a scrivere che aveva ragione Baldini



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        « Risposta #18 il: Ottobre 13, 2019, 17:31:45 pm »
         :look:



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          « Risposta #19 il: Ottobre 13, 2019, 19:10:21 pm »
          :look:
          Pensavo che ci avessero regalato qualche altra medaglia a causa di ulteriori squalifiche per doping :look:
          FORZA NAPOLI!!! SEMPRE... *_*
           
            

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            « Risposta #20 il: Settembre 08, 2020, 21:45:58 pm »
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            Yeman, stavolta il record è tuo! Crippa cancella Antibo sui 5000

            13’02”26! Polverizzato il precedente di 13’05”59. Nel meeting di Ostrava, l'atleta trentino si prende l'impresa. Abbattuto il primato del siciliano che resisteva da trent'anni



               

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