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Topic: Brevetti  (Letto 3397 volte)

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Online elPibe

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« Risposta #15 il: Marzo 31, 2021, 13:45:42 pm »

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    « Risposta #16 il: Marzo 31, 2021, 13:49:09 pm »

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      « Risposta #17 il: Marzo 31, 2021, 13:52:31 pm »
      Sembrava.
      Comm a nu strunz ca assumeglia a nu babba’

      Come se poi essere contro il capitalismo significa essere pro URSS
       Ogni volta che si tenta di difendere il sistema capitalistico si mette in mezzo l’URSS
      URSS sta al capitalismo come negazionista sta al covid
      « Ultima modifica: Marzo 31, 2021, 13:54:42 pm da elPibe »

        Offline Sax

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        « Risposta #18 il: Marzo 31, 2021, 14:01:33 pm »
        Il brevetto è letteralmente l'affermazione della proprietà privata di un'idea, come fa a non essere espressione di capitalismo duro e puro?
        E' esattamente il contrario.
        Il canone liberale prevede la assoluta libertà e "ripetibilità" per tutti i venditori/commercializzatori (altrimenti stentano a verificarsi le condizioni idealtipiche per la formazione di un basso prezzo di ottimo). I brevetti sono limitazioni alla libertà di commercializzazione --> non posso produrre il bene perché c'è il titolo X.
        In generale, i diritti di esclusiva sono una riconosciuta conquista delle sinistre europee. Che poi questo abbia creato meccanismi oligopolistici è un'ulteriore dimostrazione del mio punto: il liberalismo osteggia oligopoli e monopoli fin da A. Smith. I fallimenti di mercato sono ammissibili solo in casi specifici (scarsità ontologica della risorsa, antieconomicità connaturata, interessi pubblici etc). Consentire a un privato una privativa è affare che puzza assai a un liberale nudo e crudo.
        « Ultima modifica: Marzo 31, 2021, 14:03:41 pm da Sax »

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          « Risposta #19 il: Marzo 31, 2021, 14:13:36 pm »
          Comm a nu strunz ca assumeglia a nu babba’

          Come se poi essere contro il capitalismo significa essere pro URSS
           Ogni volta che si tenta di difendere il sistema capitalistico si mette in mezzo l’URSS
          URSS sta al capitalismo come negazionista sta al covid

          Te ne sei andato per la tangente (as usual).

          "Embargo, espansionismo, crisi finanziarie, sfruttamento della classe operaia, globalizzazione come sfruttamento dei paesi più poveri, interi popoli e paesi che muoiono di fame e sete, sfruttamento delle risorse naturali dei paesi del terzo mondo."

          Di queste cose ne riscontro diverse nell URSS. Tutto qua.


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            « Risposta #20 il: Marzo 31, 2021, 14:15:53 pm »
            Te ne sei andato per la tangente (as usual).

            "Embargo, espansionismo, crisi finanziarie, sfruttamento della classe operaia, globalizzazione come sfruttamento dei paesi più poveri, interi popoli e paesi che muoiono di fame e sete, sfruttamento delle risorse naturali dei paesi del terzo mondo."

            Di queste cose ne riscontro diverse nell URSS. Tutto qua.
            Strano visto che stavo elencando le storture del capitalismo e l’URSS la hai messa in mezzo tu

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              « Risposta #21 il: Marzo 31, 2021, 14:16:16 pm »
              E' esattamente il contrario.
              Il canone liberale prevede la assoluta libertà e "ripetibilità" per tutti i venditori/commercializzatori (altrimenti stentano a verificarsi le condizioni idealtipiche per la formazione di un basso prezzo di ottimo). I brevetti sono limitazioni alla libertà di commercializzazione --> non posso produrre il bene perché c'è il titolo X.
              In generale, i diritti di esclusiva sono una riconosciuta conquista delle sinistre europee. Che poi questo abbia creato meccanismi oligopolistici è un'ulteriore dimostrazione del mio punto: il liberalismo osteggia oligopoli e monopoli fin da A. Smith. I fallimenti di mercato sono ammissibili solo in casi specifici (scarsità ontologica della risorsa, antieconomicità connaturata, interessi pubblici etc). Consentire a un privato una privativa è affare che puzza assai a un liberale nudo e crudo.

              Non so dove hai letto queste cose ma non credo che abbiano riscontro con la realtà, se fosse come dici esisterebbe perlomeno un gruppo di capitalisti ultraliberisti contro il copyright che faccia di tutto per abolirlo, quando in realtà è il capitale ad essere basato anche sullo sfruttamento del copyright in ogni settore

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                « Risposta #22 il: Marzo 31, 2021, 14:33:14 pm »
                Strano visto che stavo elencando le storture del capitalismo e l’URSS la hai messa in mezzo tu

                Era per evidenziare che certe storture non dipendono da un sistema economico ma sono "naturali" politiche delle potenze imperialiste.
                Possiamo sostituire Cina con URSS e sempre la stiamo.

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                  « Risposta #23 il: Marzo 31, 2021, 14:42:43 pm »
                  Era per evidenziare che certe storture non dipendono da un sistema economico ma sono "naturali" politiche delle potenze imperialiste.
                  Possiamo sostituire Cina con URSS e sempre la stiamo.
                  Il modello economico è trasversale ai governi ed il capitalismo si alimenta con la concorrenza, lo sfruttamento e le sperequazioni socio-economiche
                  « Ultima modifica: Marzo 31, 2021, 14:46:47 pm da elPibe »

                    Offline Muzak

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                    « Risposta #24 il: Marzo 31, 2021, 14:47:56 pm »
                    Non so dove hai letto queste cose ma non credo che abbiano riscontro con la realtà, se fosse come dici esisterebbe perlomeno un gruppo di capitalisti ultraliberisti contro il copyright che faccia di tutto per abolirlo, quando in realtà è il capitale ad essere basato anche sullo sfruttamento del copyright in ogni settore
                    Ci sono vari trattati di liberisti contro i copyright, che poi le grandi aziende capitalistiche non vogliano rinunciarci è un altro discorso.
                    Ma non esiste liberista che è a favore di copyright che vanno a minare il libero mercato.

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                      « Risposta #25 il: Marzo 31, 2021, 14:49:43 pm »
                      Il modello economico è trasversale ai governi ed il capitalismo si alimenta con la concorrenza, lo sfruttamento e le sperequazioni socio-economiche

                      che esistevano anche nell'URSS nonostante fosse quanto di piu lontano dal capitalismo possa esistere.

                      Direi che va bene cosi. Vediamo realta differenti. Ci puo stare.

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                        « Risposta #26 il: Marzo 31, 2021, 14:53:36 pm »
                        Ci sono vari trattati di liberisti contro i copyright, che poi le grandi aziende capitalistiche non vogliano rinunciarci è un altro discorso.
                        Ma non esiste liberista che è a favore di copyright che vanno a minare il libero mercato.

                        Ma io obiettavo il fatto che il brevetto fosse considerato un valore della sinistra, osteggiato dai capitalisti duri e crudi
                        Non mi pare esistano molti capitalisti che si battano per l'abolizione del copyright, eppure il lobbysmo gli riesce bene quando devono far cambiare le norme che gli interessano :look:

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                          « Risposta #27 il: Marzo 31, 2021, 14:55:04 pm »
                          che esistevano anche nell'URSS nonostante fosse quanto di piu lontano dal capitalismo possa esistere.

                          Direi che va bene cosi. Vediamo realta differenti. Ci puo stare.
                          Sopratutto perché l’URSS non è una dottrina economica :asd:
                          Dovresti trovarle nel marxismo per non confrontare le mele con i friarielli

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                            « Risposta #28 il: Marzo 31, 2021, 15:13:42 pm »
                            Penso che la difesa della proprietà intellettuale sia tra i capisaldi dell'economia capitalistica liberale, non a caso i discorsi sulla proprietà intellettuale nascono proprio con il primo caso di produzione industriale, la stampa. Fino ad allora la 'copia' era vista come un valore aggiunto.

                            Poi che si siano oggi dei meccanismi che limitano la durata dei brevetti, in modo da favorire un più ampio mercato, serve a limitare storture come i monopoli, a i principi alla base della proprietà individuale non penso siano mai stati messi in dubbio all'interno dell'economia liberale, del resto perchpè allora investire in qualcosa con il rischio di perderci o di avvantaggiare la concorrenza?

                              Offline Sax

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                              « Risposta #29 il: Marzo 31, 2021, 15:21:58 pm »
                              Non so dove hai letto queste cose ma non credo che abbiano riscontro con la realtà, se fosse come dici esisterebbe perlomeno un gruppo di capitalisti ultraliberisti contro il copyright che faccia di tutto per abolirlo, quando in realtà è il capitale ad essere basato anche sullo sfruttamento del copyright in ogni settore
                              Il fatto che non esistano (?) gruppi ultraliberalisti contro il copyright non è una dimostrazione. Peraltro, la più attiva ideologia che attualmente si oppone alle leggi sul copyright è quella libertariana, che ha una doppia anima, di destra e di sinistra. Ma, soprattutto, rileva il volto anarcocapitalista ("dunque, di "destra") pesantemente contrario alle privative (esempio: Kinsella). In Europa, in questo ambito, rileva la Scuola Austriaca, che... è gente di destra.

                              I brevetti sono, a loro modo, forme di intervento pubblico nell’economia, un'opposizione a un possibile fallimento del mercato, ci piaccia oppure no.

                              http://www1.unipa.it/~mario.lavezzi/didatticaMat/EI/EI_lezione4.pdf

                              https://elearning.unito.it/scuolacle/pluginfile.php/16364/mod_resource/content/1/Lezione18_2016.pdf

                              Come da ricostruzione di Albertazzi (https://recil.grupolusofona.pt/bitstream/10437/6388/1/jurismat4_195-200.pdf), uno dei tre possibili modelli per la strutturazione della normativa di brevetto è quello socialista:

                              "Il terzo sistema di diritto d’autore è quello dei paesi che una volta erano qualificati come quelli del socialismo reale. Questo sistema prende atto che l’opera è frutto di  un’attività  creativa  individuale,  ma  rappresenta  ad  un  tempo  un  fenomeno  sociale; assegna al diritto d’autore la funzione giuridica di stimolare l’attività creativa d'insieme, la fruizione delle opere dell’ingegno da parte della società".

                              La questione, insomma, non è così semplicistica (proprietà privata --> capitalismo).

                                 

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