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Topic: Strage del Mottarone. Indagati i dipendenti.  (Letto 1028 volte)

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Online Phoenixx

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« il: Maggio 30, 2021, 19:43:38 pm »
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https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2021/05/29/mottarone-fermati-davanti-al-gip-al-via-gli-interrogatori_4707ccdd-3943-4987-8d73-78a4cf81e436.html

Secondo voi quanto realmente è colpevole un dipendente che esegue gli ordini del datore di lavoro o del capo servizio?
Non dico che non debba essere punito, però è giusto che adesso la merda mediatica debbano subirla i dipendenti e non il gestore dell'impianto? Quanto è realmente libero un dipendente di non eseguire gli ordini del datore di lavoro se ha il timore di perdere il lavoro o di subire un demansionamento?
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Quando parla il Pappone muore un tifoso del Napoli da qualche parte nel mondo.

    Online Puck

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    « Risposta #1 il: Maggio 30, 2021, 20:47:09 pm »
    Voi ve la prendete con gli allenatori e non col presidente :look:
    No serio, provo ad essere serio, la questione è tosta tosta, un dipendente subisce un numero enorme di pressioni ma non può neanche essere del tutto escluso dalle responsabiltà per questo, il problema è che spesso è l'unico che ne subisce le conseguenze.
    Io sono più "terzista", ci dovrebbero ovunque essere enti di controllo, esterni ovviamente alla ditta, pubblici, che purtroppo in questo Paese o mancano del tutto o fanno solo presenza. In situazioni tragiche come questa, le responsabilità principali dovrebbero essere addossato a loro.
    Gli imprenditori pronti a tutto esistono, sono gli enti di controllo a doverne frenare gli eccessi.

      Online #amanteroschifo

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      « Risposta #2 il: Maggio 31, 2021, 08:27:54 am »
      È una storia difficile, anch'io qualche giorno fa ho commentato "per non chiudere qualche giorno" ma nei fatti quanto questo comportamento rappresenta una prassi comune del settore? Secondo me siamo proprio di fronte a classici comportamenti riconducibili all'omertà e al disinteresse verso qualsiasi norma di sicurezza, considerata un inutile obbligo. Non che sia meno grave eh, per me è impossibile che tale condotta non fosse generalmente avallata da gestori e dipendenti, ma tanto “che ce ne fotte, vuoi vedere che succede un guaio proprio qui, a noi?“

      Per il resto io su questo sono abbastanza razzista, su certe negligenze mi pare che noi italiani siamo sempre al top.

      Chissà quanti altri zuzzusi facevano andare le funivie in queste condizioni e ora magari stanno mettendo a posto in fretta e furia le strutture.

        Online Arch Stanton

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        « Risposta #3 il: Maggio 31, 2021, 08:58:11 am »
        Magari il problema fossero solo le funivie, io penso che proprio l'intera società italiana, in ogni suo apparato logistico-amministrativo, si fondi sul pressappochismo e il muoversi al limite dell illegale, se non proprio nell'illegalità, per non causare la paralisi dell'intero sistema.
        Il padre della mia ragazza era un dirigente Trenitalia, ora in pensione, responsabile della rete ferroviaria sud italia, quando salite su un treno da piazza Garibaldi in giù non avete idea di cosa state facendo :look:

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          « Risposta #4 il: Maggio 31, 2021, 10:41:12 am »
          Io dico solo che è successo al Nord e si parla di "logiche imprenditoriali spietate", ma se fosse successo al Sud si parlerebbe solo di mafie, con Saviano che ti sgama qualche cuginanza di terzo grado fra il proprietario della struttura e l'affiliato al clan XXZ, finendo per mandare a fanculo la discussione, riducendolo a una storia di mafia, con quelli del Nord che si sentono invincibili e additano "poteva succedere ovunque e invece ..."

          E invece un cazzo, succedono solo al Nord.
          Ponti che crollano, treni che deragliano, pioggerelle che diventano ingestibili... La verità è che certi comportamenti sono diffusi ovunque e al Nord è strapieno di gente che pensa solo ad arricchirsi e fottere gli altri, ma l'estraneità al mondo mafioso fa passare i loro comportamenti in secondo piano.
          E' quello che dico sempre ai miei amici ricchioncelli che fanno i cagnolini con le proprie dame, robb 'e scritte sui muri, fasci di rose e gioielli.
          'E femmene cchiù 'ro pesce nun s'ammeretene.

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            « Risposta #5 il: Maggio 31, 2021, 11:46:58 am »
            Io dico solo che è successo al Nord e si parla di "logiche imprenditoriali spietate", ma se fosse successo al Sud si parlerebbe solo di mafie, con Saviano che ti sgama qualche cuginanza di terzo grado fra il proprietario della struttura e l'affiliato al clan XXZ, finendo per mandare a fanculo la discussione, riducendolo a una storia di mafia, con quelli del Nord che si sentono invincibili e additano "poteva succedere ovunque e invece ..."

            E invece un cazzo, succedono solo al Nord.
            Ponti che crollano, treni che deragliano, pioggerelle che diventano ingestibili... La verità è che certi comportamenti sono diffusi ovunque e al Nord è strapieno di gente che pensa solo ad arricchirsi e fottere gli altri, ma l'estraneità al mondo mafioso fa passare i loro comportamenti in secondo piano.

            Estraneità al mondo mafioso al Nord ?
            Non hai le idee molto chiare sulla geopolitica delle mafie nel nostro paese, eh Weisz ?... :sese:

              Offline DanceOfDeath

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              « Risposta #6 il: Maggio 31, 2021, 11:50:51 am »
              I dipendenti sono colpevoli quanto i dirigenti

                Online weizenbier

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                « Risposta #7 il: Maggio 31, 2021, 12:28:33 pm »
                Estraneità al mondo mafioso al Nord ?
                Non hai le idee molto chiare sulla geopolitica delle mafie nel nostro paese, eh Weisz ?... :sese:

                Non ho detto che la mafia non sia arrivata al Nord, anzi è lì che fa i soldi veri. Ho detto, dubito che i proprietari di questo impianto siano in affari con la mafia... ma il loro modo di fare e fottersene della gente, pur di arricchirsi, non è distante dalle logiche mafiose.

                Adesso sono infatti comunque tutti fuori e la colpa è scaricata sull'operaio, perché secondo la giustizia non è dimostrabile che i proprietari gli avessero detto di agire così per salvaguardare i propri interessi.

                Cioè secondo la giustizia, l'operaio che piglia i suoi 1300€ fissi, sia che l'impianto fosse chiuso o che caricasse 3000 cristiani al secondo... lui sarebbe il responsabile di una scelta che va a salvaguardare il profitto del suo datore di lavoro.
                E' quello che dico sempre ai miei amici ricchioncelli che fanno i cagnolini con le proprie dame, robb 'e scritte sui muri, fasci di rose e gioielli.
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                  Online super_engine

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                  « Risposta #8 il: Maggio 31, 2021, 12:41:24 pm »
                  Buongiorno, mi intrometto nella discussione in quanto esperto di sicurezza sui luoghi di lavoro.
                  In questa tragedia, sono tutti colpevoli, nessuno escluso. La L 81/2008 è molto chiara nella catena delle responsabilità e il datore di lavoro è all'apice della catena.
                  Il lavoratore ha poco da temere in quanto il datore di lavoro ha il compito di vigilare anche sulle cazzate dei lavoratori dipendenti.
                  L'unico caso in cui i dirigenti/direttori/datori si riescono a tirare fuori dalla catena delle responsabilità è il comportamento abnorme o il dolo.
                  Cioè se nello stabilimento X un operaio se ne va sul tetto chiuso con un catenaccio (forzandolo) e si butta giù, questo è classificato come comportamento abnorme dell'operaio, oppure se commette attività dolose volte a voler fottere qualcuno.
                  Nel caso del Mottarone gli operai sapevano dei rischi ma i loro capi ne erano comunque a conoscenza, quindi subiranno delle conseguenze che però da un punto di vista penale saranno leggere. Mentre per i dirigenti/direttori/datori la vedo proprio brutta.
                  In ogni caso, permettetemi lo sfogo, e il caso del Mottarone non c'entra niente, ma il rischio zero in uno stabilimento/cantiere complesso non esiste e, mia opinione personale, se inaspriscono ancora di più le condanne per gli infortuni sul lavoro, il rischio è quello di veder ancora più imprenditori fuggire.
                  Come sempre, il tutto parte da cultura e sensibilità personale e che cerchi di inculcare nelle persone che lavorano con te.

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                    Online Puck

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                    « Risposta #9 il: Maggio 31, 2021, 13:38:28 pm »
                    Sì però super, non ci si può sempre appellare al pericolo della fuga degli imprenditori, quelli fuggono pure se gli dai il culo, scusate il francesismo :look:, appena trovano un altro Stato che gli fa risparmiare 3 euro e 50 di tasse su un fatturato di 2 miliardi, come gli Agnelli.
                    Il rischio 0 è impossibile, ma in un sistema di funivia, gli impianti frenanti e i cavi devono funzionare.

                      Offline 91design

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                      « Risposta #10 il: Maggio 31, 2021, 13:49:14 pm »
                      Magari il problema fossero solo le funivie, io penso che proprio l'intera società italiana, in ogni suo apparato logistico-amministrativo, si fondi sul pressappochismo e il muoversi al limite dell illegale, se non proprio nell'illegalità, per non causare la paralisi dell'intero sistema.
                      Il padre della mia ragazza era un dirigente Trenitalia, ora in pensione, responsabile della rete ferroviaria sud italia, quando salite su un treno da piazza Garibaldi in giù non avete idea di cosa state facendo :look:

                      RFI e trenitalia sono due cose distinte e separate. Per quanto riguarda la sicurezza sui treni poi in Italia forse è l'unica cosa su cui ci sta un minimo di senso e rigore e non esiste che succeda na cosa del genere, al max sopprimono i treni o fanno ore di ritardo :look:

                        Online Gran Seola

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                        « Risposta #11 il: Maggio 31, 2021, 13:49:28 pm »
                        l'Italia è disseminata di funivie mottarone, è sempre stato diffuso questo avido fatalismo per cui per un maggior profitto si è disposti ad accollarsi un rischio minimo di una tragedia immane.
                        Il rischio è obbiettivamente minimo, ma non nullo e quindi la tragedia immane ogni tanto capita e in quei casi ci si sente pure in diritto di appellarsi alla sfortuna.
                        Tuttavia non credo che gli italiani siano peggiori di altri in questo. L'avidità è la stessa in tutto il mondo e per contrastarne gli effetti disastrosi non c'è altro mezzo che quello dei controlli pubblici.. e lì apriamo un altro discorso
                        « Ultima modifica: Maggio 31, 2021, 13:51:36 pm da Gran Seola »
                        -------------------------
                        29/05/1985 :sbav:

                        S'i fossi foco arderei l mondo
                        S'i fossi vento lo tempesterei
                        S'i fossi insigne lo tiraggirerei

                        "Arrivare quarti non è importante, è l'unica cosa che conta" (eurelio 25:17)

                          Online Orgrimm

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                          « Risposta #12 il: Maggio 31, 2021, 18:32:48 pm »
                          RFI e trenitalia sono due cose distinte e separate.

                          Non quando è stata realizzata la maggior parte della rete

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                            « Risposta #13 il: Maggio 31, 2021, 22:38:16 pm »
                            Certo che sono peggiori...
                            l'Italia è disseminata di funivie mottarone, è sempre stato diffuso questo avido fatalismo per cui per un maggior profitto si è disposti ad accollarsi un rischio minimo di una tragedia immane.
                            Il rischio è obbiettivamente minimo, ma non nullo e quindi la tragedia immane ogni tanto capita e in quei casi ci si sente pure in diritto di appellarsi alla sfortuna.
                            Tuttavia non credo che gli italiani siano peggiori di altri in questo. L'avidità è la stessa in tutto il mondo e per contrastarne gli effetti disastrosi non c'è altro mezzo che quello dei controlli pubblici.. e lì apriamo un altro discorso
                            In nessun altro paese al mondo sono crollati un ponte e una funivia nel giro di 3 anni...

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                              « Risposta #14 il: Giugno 01, 2021, 00:00:39 am »
                              Certo che sono peggiori... In nessun altro paese al mondo sono crollati un ponte e una funivia nel giro di 3 anni...

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                              Di ponti crollati in tre anni io ne ricordo almeno tre (con alcuni piccoli comuni ancora isolati a tutt'oggi) :look:
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