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Topic: Indulgenza e intransigenza, la coppia peggio assortita  (Letto 253 volte)

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Online Blade Runner

  • Attila Sallustro
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« il: Giugno 04, 2022, 10:16:59 am »
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Indulgenza

verso i giocatori, specie verso i presunti leader che appartenevano già al gruppo di sarriana memoria.
Giocatori capaci l'anno scorso di farsi umiliare dal Verona e perdere la qualificazione in Champions senza fiatare, giocatori che quest'anno mentre ci credono tutti sono i primi a non crederci se non a strafottersene, vedasi il secondo tempo letteralmente osceno in Napoli Inter di quest'anno, e le partite a seguire. E badate bene che la questione non è perdere, la questione è quanto sangue butti in campo per provare a vincere, perché se si butta il sangue, se si gioca con coraggio, con agonismo, con determinazione, e però si perde.. e che gli vuoi dire? Niente gli devi dire, devi solo applaudire e sostenere . Ma se invece le uniche stille che gli escono dalla pelle sono gocce di sudore freddo, se si cagano così sotto da restare impalati e imbelli allora che vadano a farsi fottere, no? E se non è paura allora è peggio, è appunto strafottenza, è mancanza di ambizioni, è che non solo non sono campioni ma nemmeno ci tengono a diventarlo.
E come dargli torto, vista l'indulgenza che la calda Napoli gli riserva, protetti come sono dal parafulmine presidenziale, unico destinatario della opposta intransigenza. A Napoli questi giocatori vivono bene, amati a prescindere, galli 'ncopp a munnezz verrebbe da dire, quindi tutto sommato chi glielo fa fare di ambire? Tanto se le cose vanno male, se fanno prestazioni vergognose la rabbia e la delusione non si dirige mai verso di loro, finisce sempre attratta dal buco nero Dela, unico ricettacolo dell'intransigenza del tifo napoletano. Un buco nero sta ai fotoni come l'intransigenza dei tifosi sta a Dela. Ma di quelli supermassicci eh.

Io di questi giocatori ne ho le palle piene. Degli uomini, più che dei giocatori. Uomini sotto l'aspetto calcistico eh, perché dal punto di vista umano per carità sono brave persone, Koulibaly è generoso, Mertens chiama il figlio Ciro, cose così, ma a finale quelli sono giocatori e che giocatori sono non lo dicono i nomi che danno ai figli ma che sangue buttano in campo e quanto vogliono vincere. E se un Mertens dice che c'è rammarico perché tutto sommato alla fine hanno realizzato che quest'anno si poteva vincere allora viene proprio voglia di mandarli a fare in culo e dirgli "e tu mo' lo hai capito che potevi? Ma tu e le altre checche nello spogliatoio di che cazzo parlate durante l'anno, dei nomi da dare ai figli?".
In realtà è proprio l'ambizione, la determinazione, a mancare a questa gente. Mertens non ha grandi responsabilità nelle cagate di quest'anno, lo sto solo prendendo ad esempio di ciò che NON È un leader, tal quale a Koulibaly, altro esempio di NON leader, emotivo come pochi, raramente all'altezza delle (eccessive) aspettative nelle partite che contano, capace di dare la carica alla squadra buttandosi in avanti alla cazzo di cane e basta, mai una strigliata vera ai compagni, mai che carichi la squadra, tanta buona volontà, questo si, ma niente di più. Guidare una squadra a vincere è altra cosa, ci vuole altra stoffa.

Intransigenza

Abbiamo un monte ingaggi che da anni è praticamente al limite delle possibilità per una squadra come la nostra, di una città come la nostra, patiamo la carenza di infrastrutture di proprietà, di capacità di vendere il marchio fuori dalla città, non siamo certo paragonabili a Juve Milan o Inter come appeal e tradizione nel marketing globale, ecco perché siamo ai limiti.
E investire per superare questi limiti strutturali non è facile da nessuna parte in Italia, figuriamoci a Napoli, dove oltre ai problemi in comune con tutti gli altri club di serie A (legislazione inadeguata, lentezze e incognite della burocrazia etc) c'è un attimo la camorra che, sia consentito dirlo, non è che si può presupporre che resterebbe a guardare senza volere la sua parte.
Dela ha un carattere di merda ma al di là di questo, nonostante le scusanti oggettive di cui sopra è a sua volta responsabile di una conduzione personale e personalistica che è essa stessa (da un lato fattore finora di crescita ma arrivati al punto in cui siamo ormai da qualche anno) un vero limite. Non è certo esente da responsabilità nel non riuscire a fare l'ultimo step.
Ma il suo essere il buco nero delle pressioni del tifo napoletano, il fatto che sia considerato sempre l'unico responsabile dei fallimenti è diventato ormai una rete di protezione per la squadra che toglie alla squadra stessa la pressione che deve avere per essere stimolata a vincere.
Questo è un problema. Questo impedisce di fare sentire pressione ai giocatori, pressione vera, quel genere di pressione che DEVE avere e trasmettere una tifoseria che vuole essere a sua volta vicente.
Certo Dela a sua volta col mantra della qualificazione in Champions come unico parametro che conta pure non aiuta eh, ma appunto la tifoseria dovrebbe svincolarsi e fare il suo nei confronti della squadra. Se non è il "padrone" che chiede alla squadra di vincere, beh perché cazzo non lo facciamo noi?

Morale: chi è causa del suo mal pianga se stesso. Secondo me nella incapacità di vincere, nella scarsa ambizione a vincere la colpa è anche del tifo, indulgente verso la squadra e intransigente solo verso la Società.

Lo step lo dobbiamo fare anche noi.

Intransigenza si, ma verso entrambe le componenti. Che la squadra non sia l'alibi della società. Ma che la società non sia l'alibi della squadra.

Se vogliamo vincere la pressione dobbiamo metterla a tutti.

P.s.
Lunghissimo post, chissà chi lo leggerà.. d'altra parte non scrivevo granché da un bel po', oggi avevo tempo e ho voluto condividere. Sarò certamente preso per un papponiano ma chi se ne..

    Online Jean Claude

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    « Risposta #1 il: Giugno 04, 2022, 10:40:32 am »
    Penso di avertelo già detto altre volte in passato ma secondo me il modo in cui misuri l'impegno dei giocatori è sbagliato, il Napoli non è più quello di Reja che doveva essere cattivo in campo e rischiare il fallo ad ogni intervento altrimenti non poteva partire in contropiede e andare verso la porta. Anzi contropiedisti forse non ne abbiamo più dai tempi di Cavani :look:
    L'allenatore mette in campo la squadra e i giocatori provano a seguirne le indicazioni, che siano quelle di far girare palla finché non si apre uno spazio, che siano quelle di lasciar giocare l'avversario finché non prova ad andare in verticale e solo lì tentare il contrasto, che siano altre
    A volte le istruzioni si rivelano sbagliate, a volte i giocatori non le riescono a seguire ma altre volte semplicemente l'avversario ti può sovrastare comunque vuoi perché è più bravo vuoi perché è stato fortunato nel rimpallo

    E il discorso sull'ambizione mi sembra abbastanza fuori fuoco... se secondo te i giocatori non hanno ambizioni, da dove credi che debbano venire? Credi che cambiando tutti e 22 i giocatori improvvisamente troverai un gruppo che vuole vincere lo scudetto indipendentemente da tutto? Anche se sanno che la società è più contenta del quarto posto tranquillo che della lotta scudetto che genera pericolose ambizioni?

    La simbiosi totale squadra-tifo c'è stata in passato e non ha portato niente perché in società non c'era interesse, quindi direi anche basta fare le pulci ai tifosi
    « Ultima modifica: Giugno 04, 2022, 10:42:13 am da Orgrimm »

      Online LAGRANGIA

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      « Risposta #2 il: Giugno 04, 2022, 10:41:11 am »
      Il problema è non lineare. Nel senso, proprio perché la Sciorder è tale, tu non hai Ibra ma Kk come massima leadership, che è esattamente un ottimo calciatore ma purtroppo uno che va in difficoltà sotto stress. Io mi batto da anni per sottolineare quanto Napoli sia una piazza facile, in barba al pappone e ai ccionnalai avvomevo che dicono sempre che APIAZZA EDDIFFISHILE e lo dice pure Ivo Avido nostro manager ombra capish a mme frat amme.

      Se però oggi per caso la piazza si svegliasse ferocemente contro la pochezza della rosa, con l'aggravante che proprio rosa e mister hanno parlato di scudetto, avresti un effetto ancora più negativo, per quanto meritato, proprio perché sono calciatori non mentalizzati per la vittoria, molli come la Sciorder che li ha assunti.
      Un po' come accadde durante l'ammutinamento che rivelò la pochezza del sistema sciorder a 360 gradi.

      Per me il tifo non deve fare alcuno step. Il giocattolo Sciorder si è rotto nella mente e nel cuore del tifoso. La passione è sparita e non tornerà. Bisogna attendere quantomeno la vendita della società.
      Troppe cacate in testa e pisciate in bocca per venirne fuori.
      « Ultima modifica: Giugno 04, 2022, 10:43:18 am da LAGRANGIA »
      Maggio 2021:
      Albiol vince l'Europa League
      Jorginho vince la Champions
      Lagrangia smette di supportare la Sciorder 2004, lasciando l'incombenza ai pappaloffi coprofagi tarzaniellofili.

      "La sua domanda non merita commento perché è una domanda sarcastica, ingenerosa, impopolare, soltanto frutto di manchevolezza di idee" E. Capuano, 11/01/2004

      "Stai lontano da Maradona! Non ti permettere di nominarlo neanche, non c'entri niente! Vuoi raggranellare qualche cosa di soldini? Furfante! Vai via! Dai solo l'autorizzazione allo stadio senza chiedere neanche una lira e <<shcompari>>! Sei un grandissimo furfante! Non lo nominare! Tu non c'entri niente, che c'entri con Maradona? Non sai neanche chi è! Ti sei buttato come si butta sulla carne morta! Via! Mi fai orrore! Sei il peggior presidente che il Napoli ha avuto! [...] Vuoi raggranellare soldi? Fai il cinepanettone! Hai rovinato anche Cristian De Sica, l'hai buttato nel mischia, nel cesso!" T. Maddaloni, 08/09/2010.

        Online thedoc62

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        « Risposta #3 il: Giugno 04, 2022, 13:01:55 pm »
        Indulgenza

        verso i giocatori, specie verso i presunti leader che appartenevano già al gruppo di sarriana memoria.
        Giocatori capaci l'anno scorso di farsi umiliare dal Verona e perdere la qualificazione in Champions senza fiatare, giocatori che quest'anno mentre ci credono tutti sono i primi a non crederci se non a strafottersene, vedasi il secondo tempo letteralmente osceno in Napoli Inter di quest'anno, e le partite a seguire. E badate bene che la questione non è perdere, la questione è quanto sangue butti in campo per provare a vincere, perché se si butta il sangue, se si gioca con coraggio, con agonismo, con determinazione, e però si perde.. e che gli vuoi dire? Niente gli devi dire, devi solo applaudire e sostenere . Ma se invece le uniche stille che gli escono dalla pelle sono gocce di sudore freddo, se si cagano così sotto da restare impalati e imbelli allora che vadano a farsi fottere, no? E se non è paura allora è peggio, è appunto strafottenza, è mancanza di ambizioni, è che non solo non sono campioni ma nemmeno ci tengono a diventarlo.
        E come dargli torto, vista l'indulgenza che la calda Napoli gli riserva, protetti come sono dal parafulmine presidenziale, unico destinatario della opposta intransigenza. A Napoli questi giocatori vivono bene, amati a prescindere, galli 'ncopp a munnezz verrebbe da dire, quindi tutto sommato chi glielo fa fare di ambire? Tanto se le cose vanno male, se fanno prestazioni vergognose la rabbia e la delusione non si dirige mai verso di loro, finisce sempre attratta dal buco nero Dela, unico ricettacolo dell'intransigenza del tifo napoletano. Un buco nero sta ai fotoni come l'intransigenza dei tifosi sta a Dela. Ma di quelli supermassicci eh.

        Io di questi giocatori ne ho le palle piene. Degli uomini, più che dei giocatori. Uomini sotto l'aspetto calcistico eh, perché dal punto di vista umano per carità sono brave persone, Koulibaly è generoso, Mertens chiama il figlio Ciro, cose così, ma a finale quelli sono giocatori e che giocatori sono non lo dicono i nomi che danno ai figli ma che sangue buttano in campo e quanto vogliono vincere. E se un Mertens dice che c'è rammarico perché tutto sommato alla fine hanno realizzato che quest'anno si poteva vincere allora viene proprio voglia di mandarli a fare in culo e dirgli "e tu mo' lo hai capito che potevi? Ma tu e le altre checche nello spogliatoio di che cazzo parlate durante l'anno, dei nomi da dare ai figli?".
        In realtà è proprio l'ambizione, la determinazione, a mancare a questa gente. Mertens non ha grandi responsabilità nelle cagate di quest'anno, lo sto solo prendendo ad esempio di ciò che NON È un leader, tal quale a Koulibaly, altro esempio di NON leader, emotivo come pochi, raramente all'altezza delle (eccessive) aspettative nelle partite che contano, capace di dare la carica alla squadra buttandosi in avanti alla cazzo di cane e basta, mai una strigliata vera ai compagni, mai che carichi la squadra, tanta buona volontà, questo si, ma niente di più. Guidare una squadra a vincere è altra cosa, ci vuole altra stoffa.

        Intransigenza

        Abbiamo un monte ingaggi che da anni è praticamente al limite delle possibilità per una squadra come la nostra, di una città come la nostra, patiamo la carenza di infrastrutture di proprietà, di capacità di vendere il marchio fuori dalla città, non siamo certo paragonabili a Juve Milan o Inter come appeal e tradizione nel marketing globale, ecco perché siamo ai limiti.
        E investire per superare questi limiti strutturali non è facile da nessuna parte in Italia, figuriamoci a Napoli, dove oltre ai problemi in comune con tutti gli altri club di serie A (legislazione inadeguata, lentezze e incognite della burocrazia etc) c'è un attimo la camorra che, sia consentito dirlo, non è che si può presupporre che resterebbe a guardare senza volere la sua parte.
        Dela ha un carattere di merda ma al di là di questo, nonostante le scusanti oggettive di cui sopra è a sua volta responsabile di una conduzione personale e personalistica che è essa stessa (da un lato fattore finora di crescita ma arrivati al punto in cui siamo ormai da qualche anno) un vero limite. Non è certo esente da responsabilità nel non riuscire a fare l'ultimo step.
        Ma il suo essere il buco nero delle pressioni del tifo napoletano, il fatto che sia considerato sempre l'unico responsabile dei fallimenti è diventato ormai una rete di protezione per la squadra che toglie alla squadra stessa la pressione che deve avere per essere stimolata a vincere.
        Questo è un problema. Questo impedisce di fare sentire pressione ai giocatori, pressione vera, quel genere di pressione che DEVE avere e trasmettere una tifoseria che vuole essere a sua volta vicente.
        Certo Dela a sua volta col mantra della qualificazione in Champions come unico parametro che conta pure non aiuta eh, ma appunto la tifoseria dovrebbe svincolarsi e fare il suo nei confronti della squadra. Se non è il "padrone" che chiede alla squadra di vincere, beh perché cazzo non lo facciamo noi?

        Morale: chi è causa del suo mal pianga se stesso. Secondo me nella incapacità di vincere, nella scarsa ambizione a vincere la colpa è anche del tifo, indulgente verso la squadra e intransigente solo verso la Società.

        Lo step lo dobbiamo fare anche noi.

        Intransigenza si, ma verso entrambe le componenti. Che la squadra non sia l'alibi della società. Ma che la società non sia l'alibi della squadra.

        Se vogliamo vincere la pressione dobbiamo metterla a tutti.

        P.s.
        Lunghissimo post, chissà chi lo leggerà.. d'altra parte non scrivevo granché da un bel po', oggi avevo tempo e ho voluto condividere. Sarò certamente preso per un papponiano ma chi se ne..

        tutto vero ma io resto del parere che il primo nemico/freno a mano tirato/psicopatico capo del CDA calcistico più pagato e inutile d'italia è pappaman
        preferisco colare a picco e risalire come una nuova atalanta piuttosto che supportare ancora la baracca de papponiis
        ciobberimm guagliù !!!

          Online Blade Runner

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          « Risposta #4 il: Giugno 04, 2022, 13:22:27 pm »
          Penso di avertelo già detto altre volte in passato ma secondo me il modo in cui misuri l'impegno dei giocatori è sbagliato, il Napoli non è più quello di Reja che doveva essere cattivo in campo e rischiare il fallo ad ogni intervento altrimenti non poteva partire in contropiede e andare verso la porta. Anzi contropiedisti forse non ne abbiamo più dai tempi di Cavani :look:
          L'allenatore mette in campo la squadra e i giocatori provano a seguirne le indicazioni, che siano quelle di far girare palla finché non si apre uno spazio, che siano quelle di lasciar giocare l'avversario finché non prova ad andare in verticale e solo lì tentare il contrasto, che siano altre
          A volte le istruzioni si rivelano sbagliate, a volte i giocatori non le riescono a seguire ma altre volte semplicemente l'avversario ti può sovrastare comunque vuoi perché è più bravo vuoi perché è stato fortunato nel rimpallo

          E il discorso sull'ambizione mi sembra abbastanza fuori fuoco... se secondo te i giocatori non hanno ambizioni, da dove credi che debbano venire? Credi che cambiando tutti e 22 i giocatori improvvisamente troverai un gruppo che vuole vincere lo scudetto indipendentemente da tutto? Anche se sanno che la società è più contenta del quarto posto tranquillo che della lotta scudetto che genera pericolose ambizioni?

          La simbiosi totale squadra-tifo c'è stata in passato e non ha portato niente perché in società non c'era interesse, quindi direi anche basta fare le pulci ai tifosi

          Orgrimm, il mio modo di misurare l'impegno sarà anche sbagliato ma il fatto è che tu ed altri ci avete rinunciato proprio, a misurare alcunché che non riguardi il "pappone".
          Il fatto che secondo te notare questo significa fare le pulci ai tifosi mi pare una conferma della mia lettura.

            Online New Alex da Bari

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            « Risposta #5 il: Giugno 04, 2022, 14:07:14 pm »
            Quali investimenti sono Stati fatti negli ultimi 20 anni? Se non quello di COMPRA a 10 , rivendi a 70 dopo 3 anni, compra altri 3 e rifai il gioco
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            Con TREEDOM fai germogliare il futuro. Aderisci anche tu. Www.treedom.it

              Online kta

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              « Risposta #6 il: Giugno 04, 2022, 15:02:41 pm »
              Rispettosamente, non sono d'accordo con nulla e penso che sia un post un bel po' distante dalla realtà. Il bluff Aurelio è rimasto nascosto, poi perdonato, per un po', era solo naturale che scoppiasse la bolla. Gli è stato perdonato fin troppo, fin troppo a lungo.
              E a dei ragazzi che in un mondo pulito avrebbero vinto lo scudetto del 2018 non mi sento di rimproverare molto, e se rimprovero lo faccio comunque pensando a ciò che dice Lagrangia, ossia siamo il Napoli, mica una strisciata.
              Apprezzo però il tentativo di discussione

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                « Risposta #7 il: Giugno 04, 2022, 15:11:29 pm »
                L'UDINESE ha costruito lo. Stadio.
                Il Catania ha il. Centro fi allenamento all'avanguardia
                Milan e Inter piene di. Debiti vincono e presentano lo stadio

                Aurelio non vuolr vincere. Non. Vuole programmare, non vuole imvestire. Lui pensa al calcio come al cinema. Prendo 5/6 attori, una trama strampalata e giù a fare cassa...
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