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Ragioni Karma per messaggio concreto

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CARACAS70

    Omar Sivori
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  • Karma: 40

Non ti seguo, per un mafioso che si pente la differenza principale è passare dall'ergastolo ostativo all'ergastolo ordinario e dal regime differenziato a quello ordinario. In cambio però mettono in pericolo i parenti fuori (il bambino ucciso nell'acido da Brusca, tanto per dire, figlio di un pentito di mafia) e rinunciano completamente alle proprie attività criminali, non avendo più nessun controllo dal momento in cui ti penti.
Quello di approfittarsi è un discorso che non capisco, è chiaro che se non ci fosse un vantaggio nessuno si pentirebbe, perché pentirsi porta una serie di conseguenze negative come la possibilità che qualcuno di cui fai il nome ti ammazzi i figli, e come conseguenze positive porta il non stare al 41 bis e uscire dopo 25 anni in regime di protezione testimoni. Uno che si pente è già condannato per mafia, l'avvocato buono che ti fa ottenere? Qualche permesso in più dopo 20 anni e un incontro con tua moglie ogni 15 giorni?
Anche qua, in che modo un collaboratore di giustizia viene riabilitato? Nè davanti all'opinione pubblica nè davanti alla legge c'è riabilitazione, ci sono solo delle concessioni in cambio di un vantaggio concreto. Altrimenti come potresti avere nomi e dinamiche da un mafioso condannato? Se non gli concedi nulla va a mettere la famiglia in pericolo e toglie a questa ogni potere per cosa?
Non farei un minestrone con altri reati, perché la lotta a terrorismo e mafia ha avuto sempre un regime e un trattamento differenziato, che, camminando sulla zona grigia dei diritti umani del carcerato, hanno permesso di arrivare al risultato nonostante la strenua opposizione di alcune forze politiche.

Quando parli delle conseguenze prodotte sulle vittime e sulla società in generale a cosa ti riferisci? Come puoi risarcire le vittime di una cosa del genere? Fare in modo che non succeda ad altri non dovrebbe essere il modo migliore? Per ottenere questo siamo scesi a compromessi e le conseguenze positive, in termini di azione contro le famiglie di Cosa Nostra, sono stati evidenti.
Tra l'altro i parenti delle vittime di Brusca in questa situazione sembrano i più equilibrati in assoluto.

Chef, l'oggetto del topic sono i 25 anni ad un criminale di stampo mafioso che ha sulle sue spalle oltre 150 omicidi.
Non sto discutendo la natura della legge sui pentiti, prima di tutto perché sono d'accordo sul fatto che esista, e secondo perché ignoro gli aspetti strettamente giuridici.
Faccio un discorso più generale, o se vuoi qualunquista, sul fatto che un soggetto con tali requisiti sia uscito dal carcere, ed abbia di fatto diritto alla vita di normale cittadino, perché si sia avvalso di una legge che a mio vedere, dando un giudizio qualunquista, concede troppo, a cambio di poco.
Per un criminale che ha tolto la vita a 150 persone, anche un incontro con tua moglie per 15 giorni deve essere una concessione enorme, data a cambio di qualcosa di importante. Discuto la misura, non la natura del beneficio.

Adesso, sulle conseguenze positive della Legge sui pentiti, si possono fare tanti discorsi e penso che solo i magistrati in prima linea possono darne una valutazione in merito, e quindi non sto discutendo nel merito.

Poi, se vogliamo fare delle considerazioni su quali sono state le dinamiche del mondo mafioso, va detto che molti arresti e la "riduzione" della struttura corleonese è stato un fenomeno interno, e non un successo della Giustizia italiana.
La struttura "palermitana" ha cercato, ed in parte ottenuto, dei "benefici" dando in cambio i vertici della struttura rivale. 
Se poi vogliamo credere al fatto che gli arresti di Riina, Provenzano, etc.. siano stati dei meri successi della struttura investigativa italiana, allora alziamo la bandiera e diciamo che siamo un paese civile che sa consegnare alla Giustizia i peggiori criminali.

io non sono d'accordo con il garantismo all'italiana, quello che ha permesso ad un soggetto come Berlusconi di non pagare per tutte le sporcizie fatte, e che hanno definitivamente deviato e condizionato la storia del paese, cosi come da cittadino non sono d'accordo con il fatto che un signore come Brusca dopo soli 25 anni sia in libertà, cosi come non sono assolutamente d'accordo con il fatto che in certi territori mafiosi si viva meglio rispetto rispetto a 30 anni fa etc. Chi conosce quei territori, perché ci appartiene, sa bene che la foglia di fico di una strada asfaltata o di un Bed & breakfast per turisti ammirati dagli alberi di arance, non cancella la consapevolezza di appartenere ad un mondo dove la vita è condizionata e guidata (finanche culturalmente e moralmente) da soggetti non istituzionalmente eletti od autorizzati, ma da chi quel ruolo e quel potere se lo conquista tutti i giorni con la forza, con la paura, con il terrore, come succede da oltre un secolo.

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